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La NASA rivela prove di acidi grassi conservati nelle rocce del cratere Gale da Curiosity

Marte
Foto: Marte - Fordelse Stock/shutterstock.com

I ricercatori di Nasa hanno annunciato i risultati di uno studio che ha identificato le più grandi molecole organiche mai trovate in Marte. Il rilevamento è avvenuto utilizzando il robot Curiosity, che opera a Cratera Gale dal 2012. Le sostanze includono decano, undecano e dodecano, forse frammenti di acidi grassi conservati in rocce antiche.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Astrobiology, ha analizzato campioni raccolti nel marzo 2025. Gli scienziati hanno concluso che i processi non biologici conosciuti non spiegano completamente l’abbondanza di queste molecole. La ricerca ha combinato i dati del rover con esperimenti di laboratorio e modelli matematici.

La roccia analizzata è rimasta esposta alle radiazioni cosmiche per circa 80 milioni di anni. L’esposizione a Essa ha degradato parte del materiale organico originale, ma la quantità dedotta supera quella prevista da fonti abiogene.

Missione Curiosity ed esplorazione del cratere Gale

Il robot Curiosity è arrivato a Cratera Gale nell’agosto 2012, dopo il lancio nel 2011. La regione è stata scelta perché presenta prove di un antico ambiente acquatico, con sedimenti che indicano la presenza di un lago miliardi di anni fa. Il rover equipaggiato con lo strumento Sample Analysis at Mars (SAM) analizza i campioni perforati direttamente nella superficie.

Cratera Gale ha un diametro di circa 154 chilometri e contiene Monte Sharp al centro. Camadas caratteristiche geologiche su questa montagna rivelano cambiamenti ambientali nel tempo. Curiosity ha già identificato minerali argillosi e composti di zolfo, compatibili con le condizioni abitabili nel passato marziano.

Rilevazione di molecole organiche complesse

Nel marzo 2025, il laboratorio SAM ha elaborato un campione di pietra fangosa dall’area Yellowknife Bay. I composti rilevati sono stati decano (C10), undecano (C11) e dodecano (C12), i più lunghi mai registrati in Marte. Durante il riscaldamento del campione sono apparse molecole Essas, suggerendo la decarbossilazione termica dei precursori.

I valori misurati erano compresi tra 30 e 50 parti per miliardo. Modelagens indicano che la concentrazione originale variava da 120 a 7.700 parti per milione prima della degradazione radioattiva. La stima Essa considera l’esposizione prolungata della roccia in superficie.

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NASA – Tada Images/Shutterstock.com
  • Decano: catena di 10 atomi di carbonio, associata a frammenti organici conservati.
  • Undecano: catena di 11 atomi di carbonio, rara in precedenti rilevamenti in Marte.
  • Dodecano: catena di 12 atomi di carbonio, rappresenta il più grande alcano finora identificato.

Ipotesi abiogene analizzate dagli scienziati

I ricercatori hanno testato diverse fonti non biologiche per spiegare i composti. È stato dimostrato che il trasporto tramite meteoriti e polvere interplanetaria è insufficiente per ordini di grandezza. Taxas di sedimentazione in Marte non consente accumuli significativi nelle rocce litificate.

Sono stati esclusi anche processi atmosferici come la formazione di foschia fotochimica. Gli antichi Marte probabilmente non avevano abbastanza metano per generare deposizioni significative. Sono state valutate Reações prese d’aria idrotermali, ma la mineralogia della roccia non indica che siano necessarie temperature elevate.

Altre possibilità includevano la serpentinizzazione e le reazioni Fischer-Tropsch. Il meccanismo noto Nenhum riproduceva l’abbondanza dedotta. Gli scienziati evidenziano che le tipiche fonti abiogeniche generano quantità minori in ambienti simili.

Confronto con la produzione di acidi grassi sulla terraferma

In Terra gli acidi grassi compaiono principalmente nelle membrane cellulari degli organismi viventi. Anche le condizioni geologiche Processos producono queste molecole, ma in contesti specifici. Em Marte, l’assenza di spiegazioni non biologiche complete distingue il caso.

Frammenti di acidi grassi sono conservati in antichi sedimenti terrestri. Il rilevamento marziano suggerisce una conservazione simile nel mudstone. La degradazione dovuta alle radiazioni cosmiche in Marte avviene più rapidamente che nell’atmosfera protetta Terra.

Prove di abitabilità nel cratere Gale

Cratera Gale ospitava un lago stabile circa 3,5 miliardi di anni fa. Gli accumuli Sedimentos indicano un flusso di acqua dolce con pH neutro. Minerais come ematite e argilla supportano condizioni favorevoli alla chimica prebiotica.

Curiosity ha trovato boro e composti organici semplici negli anni precedenti. I risultati di Esses rafforzano la capacità della regione di preservare molecole complesse. La roccia Cumberland, analizzata ora, fa parte di un antico fondale lacustre.

Altre regioni marziane con segni di acqua antica

Le immagini della sonda rivelano canali ramificati in Valles Marineris. I canali Esses terminano in depositi simili ai delta terrestri. La morfologia indica il flusso continuo dell’acqua nei corpi stabili.

Agência Espacial Europeia (ESA) ha contribuito con dati ad alta risoluzione. I fiumi Redes suggeriscono periodi prolungati di umidità superficiale. Le caratteristiche di Essas completano i risultati di Cratera Gale.

Strumento Sam e metodi di analisi di bordo

Il SAM riscalda i campioni fino a 900 gradi Celsius per rilasciare gas analizzabili. Espectrômetros di massa identificano i composti volatili. La tecnica consente il rilevamento di sostanze organiche anche a basse concentrazioni.

Esperimenti terrestri hanno replicato la radiazione galattica in rocce analoghe. I matematici Modelos hanno calcolato i tassi di distruzione nel corso di milioni di anni. L’integrazione di questi dati ha permesso di stimare le quantità originarie.

Implicazioni dello studio per l’astrobiologia marziana

Il lavoro amplia il corpo di prove sull’abitabilità passata in Marte. Concentrações alti livelli di sostanze organiche complesse richiedono ulteriori spiegazioni. Pesquisas test futuri sui tassi di decadimento in condizioni marziane simulate.

L’ipotesi biologica rimane plausibile, ma richiede più dati. Lo studio sottolinea la necessità di cautela nelle interpretazioni. Missões e Mars Sample Return intendono riportare campioni per un’analisi dettagliata del terreno.

Contesto storico delle scoperte organiche su Marte

Curiosity ha rilevato clorobenzene e altri composti nel 2014. I successivi Achados hanno incluso tiofeni e molecole di zolfo. Il rilevamento Cada ha aggiunto complessità all’inventario organico marziano.

Missioni precedenti, come Vikings negli anni ’70, cercavano segni di vita senza successo conclusivo. Le tecnologie Avanços hanno consentito analisi in situ più accurate. Lo studio attuale rappresenta l’alcano a catena più lunga identificato.

Il robot continua a funzionare oltre l’aspettativa iniziale di due anni. Percorreu più di 30 chilometri sulla superficie entro febbraio 2026. Instrumentos rimarrà funzionale per nuove perforazioni e analisi.