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Dodici missioni della NASA seguono la cometa interstellare ed escludono qualsiasi rischio di collisione con la Terra

NASA
Foto: NASA - LaserLens/Shutterstock.com
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L’agenzia spaziale Estados Unidos ha mobilitato un arsenale tecnologico senza precedenti per monitorare il passaggio dell’oggetto 3I/ATLAS. Doze missioni distinte, inclusi telescopi orbitanti e sonde posizionate a Marte, sono state riproposte per acquisire dati sul terzo visitatore esterno a Sistema Solar mai identificato dalla scienza moderna. L’operazione coordinata mira a estrarre quante più informazioni possibili sulla composizione chimica e sul comportamento dinamico del corpo celeste.

I dati preliminari raccolti dalle squadre di osservazione rivelano caratteristiche uniche sulla traiettoria e sulla natura del visitatore:

– Dislocamento Velocidade stimato in 246mila chilometri orari.

– Aproximação massimo di Terra previsto per il 19 dicembre, ad una distanza di sicurezza di 273 milioni di chilometri.

– Origem confermato nella direzione della costellazione di Sagitário.

Traiettoria e scoperta iniziale

L’identificazione del corpo celeste avvenne inizialmente nel deserto di Atacama, a

Successivi calcoli orbitali hanno confermato che si tratta di un’orbita iperbolica, una caratteristica definitiva degli oggetti che non hanno avuto origine nelle nostre vicinanze cosmiche. La cometa è ora in procinto di attraversare l’orbita di Júpiter, un evento previsto nella primavera del 2026.

Il rilevamento tempestivo è stato essenziale per attivare Rede Internacional di Alerta di Asteroides. Graças con il preavviso, gli osservatori di tutto il mondo sono stati in grado di regolare i propri strumenti per tracciare l’evoluzione della luminosità dell’oggetto mentre rilasciava gas mentre si avvicinava al calore del sole.

Record acquisiti in Marte

Il passaggio del visitatore nelle vicinanze di Planeta Vermelho ha offerto un’opportunità unica di osservazione da un altro punto di vista a Sistema Solar. La sonda Mars Reconnaissance Orbiter è riuscita a catturare immagini ad alta risoluzione all’inizio di ottobre, quando la cometa si trovava a circa 30,6 milioni di chilometri di distanza, rivelando dettagli della sua coda allungata formata da particelle espulse.

Contemporaneamente, sulla superficie marziana, il rover Perseverance ha compiuto un’impresa tecnica notevole registrando il passaggio dell’oggetto. Utilizando la telecamera Mastcam-Z, il rover ha raccolto dati per otto ore, rilevando la cometa come un debole puntino nel cielo marziano, cosa che ha permesso agli scienziati di triangolare le informazioni e ricostruire la dinamica della chioma con maggiore precisione.

Analisi chimica dettagliata

Telescópio Espacial James Webb ha svolto un ruolo cruciale nell’analisi dello spettro luminoso dell’oggetto, identificando un’insolita concentrazione di anidride carbonica nella sua chioma. La firma chimica di Essa differisce sostanzialmente dalle comete formatesi localmente, suggerendo che 3I/ATLAS sia nata in un ambiente molto più freddo.

Gli strumenti a bordo della sonda MAVEN hanno rilevato il rilascio di atomi di idrogeno, il risultato della sublimazione del ghiaccio esposto al vuoto e alle radiazioni. La presenza di composti organici e di acqua ghiacciata è stata segnalata anche da studi preliminari dell’osservatorio SPHEREx.

Queste variazioni isotopiche sono considerate preziose dai ricercatori, poiché funzionano come capsule del tempo. Elas porta campioni di materiale provenienti da sistemi stellari formatisi miliardi di anni prima del nostro Sol.

Il confronto con i visitatori precedenti, come Oumuamua e Borisov, rafforza la teoria secondo cui Via Láctea ha una vasta diversità chimica. L’oggetto interstellare Cada analizzato finora ha presentato un'”impronta digitale” unica nella sua composizione.

Conferma dell’origine naturale

Di fronte alle speculazioni che sorgono spesso con l’arrivo di oggetti interstellari, la direzione della NASA è stata energica nel chiarire la natura di 3I/ATLAS. Amit Kshatriya, amministratore associato dell’agenzia, ha sottolineato in una conferenza stampa che tutte le prove fisiche raccolte fanno riferimento ad un oggetto di origine naturale. Il comportamento osservato, che include il prevedibile rilascio di gas e polvere e l’assenza di qualsiasi tipo di propulsione o manovra artificiale, confuta le teorie sulla tecnologia aliena. L’accelerazione non gravitazionale rilevata è perfettamente spiegata dal degassamento, un processo fisico standard nelle comete riscaldate dalla stella locale.

Mobilitazione dei telescopi spaziali

Oltre alle sonde per Marte, la campagna di osservazione ha coinvolto icone dell’astronomia come il telescopio Hubble. L’attrezzatura si è concentrata sul nucleo roccioso della cometa in agosto, fornendo immagini ottiche che hanno aiutato a stimare le dimensioni del nucleo tra 440 metri e 5,6 chilometri.

Anche altre missioni, come Psyche e Lucy, hanno approfittato della loro posizione nello spazio per registrare il passaggio dell’oggetto. L’osservatorio solare SOHO, in collaborazione con l’ESA, è riuscito a catturare la cometa anche sotto un’intensa luce solare a metà ottobre, completando il mosaico di dati.

Eredità per la scienza planetaria

Lo studio approfondito di 3I/ATLAS consente agli scienziati di perfezionare i modelli di formazione degli esopianeti e di comprendere meglio come i materiali organici viaggiano tra le stelle.

X__NM0__Tasto X: Cometa 3I/ATLAS, Nasa, spazio, astronomia.
Palavras-chiave dalla coda lunga: oggetto interstellare del sistema solare.

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https://www.cnnbrasil.com.br/tecnologia/
https://g1.globo.com/scienza/

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