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Hubble rivela un raggio di 1,3 km in 3I/ATLAS ed espone problemi nel budget degli elementi pesanti

telescópio espacial Hubble
Foto: telescópio espacial Hubble - BobNoah/shutterstock.com

L’oggetto interstellare 3I/ATLAS, rilevato nel luglio 2025 dal sistema ATLAS a Chile, continua a generare dibattito nella comunità scientifica a causa delle caratteristiche insolite osservate da telescopi come Hubble e James Webb. I recenti Dados indicano un raggio nucleare di circa 1,3 km con un margine di errore di 0,2 km, assumendo una densità tipica di 0,5 g/cm³ per i nuclei cometari. La misurazione Essa dà come risultato una massa nucleare stimata di circa 4,6 × 10¹⁵ grammi. La densità numerica interstellare della popolazione simile all’oggetto raggiunge valori prossimi a 7 × 10^{-3} au^{-3}, portando ad una densità di massa locale dell’ordine di 10^{-26} g/cm³.

Le misurazioni isotopiche effettuate dagli strumenti di James Webb e Very Large Telescope rivelano abbondanze anomale, come un rapporto D/H di 0,95 ± 0,06%, significativamente superiore a quello delle comete di Sistema Solar. Razões ¹²C/¹³C varia tra 141-191 per CO₂ e 123-172 per CO, valori che superano i modelli tipici osservati nei protodischi planetari prossimi. I dati Esses suggeriscono un’origine chimica risalente a 10-12 miliardi di anni fa, potenzialmente associata a stelle a bassa metallicità.

Hubble misurazioni e inferenze sul nucleo

Il telescopio Hubble ha fornito immagini che hanno permesso di stimare il raggio effettivo del nucleo in 1,3 ± 0,2 km. La dimensione Essa, combinata con la densità presunta, genera una massa sostanziale per un oggetto interstellare. La popolazione parentale desunta dalla densità numerica implica una produzione continua di oggetti con una composizione ricca di elementi pesanti.

Le osservazioni indicano che la chioma e i getti contribuiscono alla riflettività totale rilevata. La struttura osservata comprende getti collimati che si estendono su distanze considerevoli, influenzati dall’interazione con il vento solare.

Voltaggio con serbatoio ad elementi pesanti

Le stelle a bassa metallicita’ hanno una frazione metallica ridotta, circa 2 × 10^{-3} volte il valore solare. Considerando che solo circa il 10% delle stelle locali rientra in questa categoria e la densità stellare galattica si avvicina a 0,04 M⊙ pc^{-3}, la densità degli elementi pesanti raggiunge circa 5,4 × 10^{-28} g/cm³.

Questo valore risulta essere inferiore di oltre un ordine di grandezza rispetto alla densità di massa necessaria a sostenere la popolazione interstellare osservata di tipo 3I/ATLAS. Discos di detriti attorno a queste stelle contengono tipicamente dieci volte meno massa di quella della stella ospite, peggiorando la discrepanza.

Fattori che ampliano la discrepanza

I modelli di evoluzione chimica galattica indicano che la produzione di elementi pesanti nelle popolazioni antiche avviene su scale temporali estese. Tuttavia, lo spettro di massa nei dischi planetari richiede l’espulsione di materiale in quantità molto superiori al previsto per riconciliare i numeri.

Fattori come l’efficienza di espulsione e la distribuzione della massa negli oggetti interstellari devono essere aggiustati di almeno tre ordini di grandezza per rendere i dati compatibili. L’incoerenza di Essa suggerisce che l’associazione diretta con stelle a bassa metallizzazione potrebbe non essere sostenibile.

Considerate ipotesi alternative

Per spiegare l’abbondanza osservata viene valutata la provenienza in dischi di detriti di più stelle metalliche o diversi meccanismi di produzione. Anche Superestimação del raggio nucleare o la densità numerica della popolazione appaiono come una possibilità per risolvere la tensione.

I dati isotopici rafforzano l’antichità del materiale, ma richiedono una revisione nei calcoli del giacimento disponibili. Observações l’uso continuo di telescopi terrestri e spaziali cerca di perfezionare questi parametri.

Osservazioni aggiuntive recenti

Nuove analisi indicano una composizione ricca di metanolo e altre sostanze volatili nel coma dell’oggetto. L’accelerazione non gravitazionale rilevata durante il perielio, nell’ottobre 2025, risulta dall’espulsione di materiale, coerente con il comportamento cometario, ma con un’intensità che richiede un nucleo massiccio.

L’oggetto ha raggiunto il punto più vicino a Terra nel dicembre 2025, consentendo osservazioni dettagliate. Buscas dalle emissioni artificiali, effettuate da progetti come Breakthrough Listen, non ha rilevato segnali radio localizzati sull’oggetto.

Composizione isotopica e implicazioni

Gli elevati rapporti isotopici di carbonio e azoto indicano che la lavorazione avviene in ambienti a bassa metallicità nel corso di miliardi di anni. Enriquecimento nel deuterio rafforza la distinzione rispetto alle comete locali da Sistema Solar.

Questi risultati, combinati con il bilancio di massa, pongono sfide agli attuali modelli di formazione ed espulsione degli oggetti interstellari. Ulteriori Estudos mirano a chiarire se gli aggiustamenti alle densità o alle origini alternative risolvono la discrepanza.

L’oggetto 3I/ATLAS continua la sua traiettoria allontanandosi da Sistema Solar, avvicinandosi a Júpiter nel marzo 2026 prima di allontanarsi definitivamente.