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L’intelligence statunitense rivela che Khamenei Sr. dubitava della capacità di Mojtaba come successore in Iran

aiatolá Ali Khamenei
Foto: aiatolá Ali Khamenei - Foto: Photo Agency / Shutterstock.com

L’intelligence americana ha diffuso informazioni al presidente Donald Trump e a una ristretta cerchia di consiglieri indicando che il defunto leader supremo di Irã, l’Ayatollah. Le valutazioni indicavano che il padre considerava suo figlio come una persona di intelligenza limitata e senza qualifiche adeguate per esercitare la leadership suprema. Ulteriore Relatos ha menzionato la conoscenza di problemi nella vita personale di Mojtaba che potrebbero compromettere la sua autorità.

Questa informazione arriva nel mezzo del conflitto armato tra Estados Unidos, Israel e Irã, iniziato più di due settimane fa dopo gli attacchi che hanno provocato la morte di Mojtaba Khamenei, 56 anni, è stato nominato nuovo leader supremo da Assembleia di Especialistas all’inizio di marzo, pochi giorni dopo la morte di suo padre. Ele aveva lavorato per anni come stretto assistente del leader precedente.

Il nuovo leader supremo è rimasto senza apparizioni pubbliche né registrazioni audio e video dalla sua nomina. Sua La prima dichiarazione ufficiale è stata letta da un presentatore della televisione di stato iraniana, con una foto visualizzata sullo schermo, rafforzando le speculazioni sulla sua salute dopo le ferite riportate nell’attacco iniziale.

Le riserve del padre sulla successione

Fonti vicine all’intelligence americana hanno sottolineato che Ali Khamenei ha espresso preoccupazioni interne riguardo alla percezione diffusa all’interno del regime secondo cui Mojtaba non possedeva le competenze necessarie. Il defunto leader considerava suo figlio non qualificato per il ruolo di guida suprema.

Inoltre il padre era a conoscenza di aspetti problematici nella sfera privata di Mojtaba. Le valutazioni di Essas sono state condivise con Trump, il vicepresidente JD Vance e altri alti funzionari.

Reazioni americane alla nuova leadership

Trump ha commentato pubblicamente che il padre del nuovo leader non voleva la sua ascesa. In un’intervista a Fox News, il presidente americano ha dichiarato che la leadership iraniana è indebolita e che il terzo erede si trova in difficoltà.

Funzionari del governo statunitense, incluso il segretario di Defesa Pete Hegseth, hanno descritto Mojtaba come ferito e probabilmente con ferite visibili a causa dell’attacco iniziale. Trump ha espresso in conversazioni private che considera Irã attualmente privo di una leadership efficace e si è chiesto se Mojtaba fosse vivo.

Cambiamento di potere e ruolo dell’IRGC

Il governo americano ritiene che Corpo di Guardiões di Revolução Islâmica (IRGC) abbia assunto il controllo effettivo delle decisioni in Irã. La transizione Essa rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto alla struttura teocratica stabilita a partire dalla rivoluzione del 1979.

L’IRGC ha diretto le operazioni durante il conflitto in corso. Autoridades degli Stati Uniti sottolinea che il nuovo leader supremo esercita un’influenza limitata rispetto al potere militare parallelo.

Contesto della successione ereditaria

La nomina di Mojtaba segna la terza leadership suprema dalla rivoluzione islamica del 1979, dopo Ruhollah Khomeini e Ali Khamenei. Il passaggio da padre in figlio contrasta con il principio rivoluzionario che rovesciò la monarchia ereditaria nel Irã.

Il governo federale degli Stati Uniti ha annunciato una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni sulla posizione di Mojtaba Khamenei e di altri nove importanti funzionari iraniani. La misura Essa mira a esercitare pressione sul regime nel mezzo della guerra.

Le prime dichiarazioni del nuovo leader

Il primo messaggio attribuito a Mojtaba Khamenei enfatizzava la continua resistenza militare. Il testo, letto dalla televisione di Stato, difendeva il blocco di Estreito di Ormuz come strumento di pressione e prometteva vendetta per le vittime iraniane.

Finora non sono state rilasciate immagini in movimento o la voce del leader. Isso nutre dubbi sulle sue condizioni fisiche e sulla capacità di dirigere il comando.

Il conflitto continua con continui attacchi e risposte iraniane. Le forze americane e israeliane continuano le operazioni per indebolire le strutture del regime.