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I telescopi Hubble e Webb mappano il nucleo di 2,6 km della cometa interstellare 3I/ATLAS

3I/ATLAS
Foto: 3I/ATLAS - NSF/AUI/NSF NRAO/M.Weiss

I telescopi spaziali Hubble e James Webb hanno rilevato per la prima volta il nucleo della cometa interstellare 3I/ATLAS, confermando le dimensioni di 2,6 chilometri di diametro. L’oggetto, il terzo visitatore confermato proveniente dall’esterno di Sistema Solar, si è rivelato significativamente più massiccio dei suoi predecessori 2I/Borisov e 1I/’Oumuamua. Le osservazioni effettuate tra dicembre 2025 e gennaio 2026 hanno anche identificato una sorprendente emissione di metano dalla chioma della cometa, sollevando interrogativi sulla sua storia termica e sull’origine in un sistema stellare distante.

Nucleo Detecção di Hubble

Telescópio Espacial Hubble ha mappato 3I/ATLAS dopo che ha attraversato il perielio il 29 ottobre 2025. Le immagini post-perielio, scattate tra dicembre 2025 e gennaio 2026, ci hanno permesso di isolare il nucleo attraverso un’attenta sottrazione del modello del coma. La tecnica di elaborazione Essa ha rivelato chiare variazioni nella curva di luce, indicando la modulazione causata dalla rotazione dell’oggetto. Il 22 gennaio 2026, un raro allineamento tra Sol, Terra e 3I/ATLAS ha generato un aumento del 20% della luce diffusa da granelli di polvere larghi 3 gradi nel cielo.

Le misurazioni dimensionali hanno stabilito un diametro effettivo di 2,6 chilometri, con un margine di errore di 0,4 chilometri, considerando un’albedo tipica di 0,04. Il ridimensionamento di Essa colloca 3I/ATLAS circa 40 volte più massiccio di 2I/Borisov e almeno 20mila volte più massiccio di 1I/’Oumuamua. La forma irregolare o la rotazione non uniforme del nucleo spiega le variazioni temporali osservate nelle immagini di Hubble.

Brilho 3I/atlante
Brilho 3I/atlante – AstronomyVibes

Chimica di Composição rivelata da James Webb

Telescópio Espacial James Webb ha utilizzato il suo strumento MIRI per la spettroscopia infrarossa 3I/ATLAS nel dicembre 2025. Le osservazioni sono avvenute quando la cometa si trovava a distanze eliocentriche di 2,20 e 2,54 unità astronomiche. Gli spettri hanno identificato più composti volatili nel coma dell’oggetto:

  • Água (H2O): rilevato tra 5,8 e 7,0 micrometri.
  • Carbonio Dióxido (CO2): presente a circa 15 micrometri.
  • Níquel (Ni): identificato a 7.507 micrometri.
  • Metano (CH4): registrato a 7,6 micrometri.

La produzione totale di volatili è diminuita nell’arco di 12 giorni di osservazione, con una riduzione dell’acqua più pronunciata rispetto ad altre specie. L’attività dell’acqua è rimasta associata ai granelli di ghiaccio nel coma prolungato, mentre i tassi di produzione di metano corrispondevano al 13,7% e al 27% del tasso di acqua nei due periodi osservati.

Detecção metano inedito in un oggetto interstellare

La solida identificazione del metano rappresenta la prima rilevazione diretta di questo composto in un oggetto interstellare. Il metano solido ha una temperatura di sublimazione inferiore rispetto all’anidride carbonica, il che rende sconcertante per gli astronomi la sua assenza nelle osservazioni pre-perielio. Observações prima di Webb nell’agosto 2025 non ha registrato metano nonostante l’attività iniziale di degassamento. Isso suggerisce l’esaurimento del composto negli strati esterni del nucleo.

Il riscaldamento solare vicino al perielio apparentemente ha esposto strati interni ricchi di metano. La presenza precoce di monossido di carbonio, più volatile del metano, aggiunge complessità al modello di composizione. La sequenza di attivazione volatile di Essa differisce significativamente dai modelli osservati nelle comete Sistema Solar, riflettendo forse le condizioni di formazione del sistema stellare distante e la storia termica unica.

Assimetria in attività post-perielio

L’andamento della luminosità di 3I/ATLAS ha mostrato una marcata differenza prima e dopo il suo massimo avvicinamento a Sol. L’oggetto svanì più rapidamente dopo il perielio nell’ottobre 2025. Il profilo di luminosità della superficie post-perielio aveva una pendenza significativamente inferiore rispetto al pre-perielio, corroborando le variazioni stagionali nella sublimazione delle sostanze volatili in superficie. Comparações con i dati pre-perielio ha rivelato un precedente arricchimento di anidride carbonica, con il rapporto CO2/H2O post-perielio dimezzato rispetto ai valori iniziali.

Popolazione interstellare Estimativas

Le misurazioni del nucleo 3I/ATLAS ci permettono di stimare la presenza di oggetti simili nello spazio vicino. I calcoli indicano il limite inferiore di più di un oggetto di queste dimensioni entro 4,5 unità astronomiche da Sol in un dato momento. La densità Essa rappresenta un valore conservativo, poiché gli oggetti inattivi sarebbero più difficili da rilevare. Il passaggio di 3I/ATLAS attraverso l’interno di Sistema Solar evidenzia la potenziale frequenza di questi visitatori interstellari e contribuisce a comprendere la distribuzione della materia nello spazio intergalattico.