Ultime Notizie (IT)

Curry si lamenta della struttura della CBA e sostiene che i giocatori NBA sono sottopagati

Stephen Curry
Foto: Stephen Curry - Instagram

Il playmaker Stephen Curry ha criticato l’attuale modello economico della NBA, affermando che gli atleti sono “sottopagati” a causa dell’impossibilità legale di partecipare agli asset in franchising. La dichiarazione del numero 30 di Golden State Warriors mette in luce una lacuna nel Trabalho (CBA) di Acordo Coletivo che impedisce ai giocatori attivi di possedere quote nelle squadre.

In un’intervista con 360 With Speedy, Curry ha sottolineato che la sua lamentela non riguarda lo stipendio mensile che riceve circa 321 milioni di R$ per la stagione 2025/2026 ma la struttura del contratto di partnership con i proprietari. La star ha sottolineato la questione centrale: “Per come è strutturata attualmente la CBA, non possiamo partecipare all’equità. E questo è molto importante, perché si tratta di una partnership con la lega. E noi siamo sul lato di queste entrate a breve termine”.

Il punto di contesa tra atleti e proprietari

Stephen Curry

Curry ha spiegato che la barriera legale è il fattore determinante nel descrivere la classe come mal retribuita. “L’idea che non possiamo partecipare mentre giochiamo è parte del motivo per cui direi di sì, siamo sottopagati, perché vuoi partecipare a quella crescita”, ha sottolineato la star di Warriors. Il divieto di equità è stato regolato dalla CBA sin dalla sua ultima firma e colpisce tutti i giocatori attivi, indipendentemente dai loro stipendi individuali.

Il contratto collettivo, firmato tra la lega e il sindacato degli atleti (NBPA), regola tutto, dal tetto salariale alle prestazioni sanitarie e alle garanzie contrattuali. Contudo, il divieto di partecipazione societaria rimane una clausola immutabile, con l’obiettivo di evitare conflitti di interessi tra i giocatori e il management della franchigia. Para Curry, tuttavia, questa restrizione è proprio ciò che perpetua la svalutazione economica dei professionisti.

Contexto: sconfitta ai play-in e posizionamento precedente

Le critiche di Curry emergono poco dopo l’eliminazione anticipata di Warriors nel play-in per Phoenix Suns nella stagione 2024/2025. L’armatore non è nuovo a manifestare sui cambiamenti delle regole economiche. Nel luglio 2025 aveva già espresso un simile malcontento riguardo alla struttura della CBA. Apesar afferma di essere ancora lontano da un possibile ritiro, Curry sottolinea che la lotta per le riforme è una priorità per le future generazioni di giocatori.

L’impatto patrimoniale che i giocatori non riescono a catturare

La valutazione miliardaria delle franchigie NBA rappresenta una crescita patrimoniale che non raggiunge gli atleti attivi. I proprietari di Enquanto accumulano guadagni esponenziali dalla vendita delle squadre, dal trasferimento dei diritti e dall’aumento della valutazione di mercato, i giocatori rimangono limitati agli stipendi, anche se in alcuni casi elevati. Curry ha esemplificato chiaramente la disparità: Warriors, il franchise in cui ha giocato per 16 stagioni, ha moltiplicato esponenzialmente il suo valore di mercato durante questo periodo, e lui non partecipa a questo apprezzamento.

L’attuale struttura della CBA offre agli atleti:

  • Salário sulla base del tetto salariale stabilito annualmente
  • Bônus per prestazioni e premi specifici
  • Salute a vita Benefícios (dopo aver completato un determinato periodo di carriera)
  • Garantias contrattuale
  • Proibição partecipazione assoluta in franchising

Futures di rinegoziazione Perspectivas

L’attuale CBA resterà in vigore fino al 2027, quando saranno necessarie ulteriori rinegoziazioni. Analistas del mercato sportivo sottolineano che la questione dell’equità potrebbe emergere come tema centrale nelle future discussioni tra lega e sindacato. La posizione di Curry, uno dei più grandi nomi del basket contemporaneo, aggiunge peso politico al dibattito. Le star di Outros potrebbero seguire lo stesso percorso discorsivo, aumentando la pressione sui proprietari e sui commissari della lega.

Storicamente la NBPA non è riuscita a superare questa barriera nei negoziati precedenti. L’argomentazione dei proprietari rimane la stessa: la partecipazione diretta al capitale creerebbe conflitti di interessi operativi e danneggerebbe la governance dei franchise. Jogadores, tuttavia, ribatte che le passate generazioni di atleti hanno costruito il valore delle squadre senza catturare i conseguenti guadagni patrimoniali.

Posicionamento di Curry e pressione interna nella lega

Formalizzando questa critica nei media di ampia portata, Curry assume il ruolo di portavoce delle ampie rivendicazioni del sindacato. Lo status di campione, MVP e leggenda vivente di Seu conferisce credibilità al discorso. Il play chiarisce che il cambiamento è necessario non solo per lui stesso, ma per le future generazioni di giocatori che si troveranno ad affrontare lo stesso impedimento legale. La dichiarazione segnala che l’insoddisfazione economica permea anche tra gli atleti più pagati della lega.