L’estensione del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah si estende di 45 giorni
Il cessate il fuoco tra Israel e Hezbollah, che sarebbe dovuto scadere domenica prossima, è stato prorogato di altri 45 giorni. Departamento dell’americano Estado ha annunciato venerdì l’estensione della tregua durante il secondo giorno di colloqui tra Israel e Líbano su Washington. Negociadores di entrambi i paesi torneranno ai colloqui il 2 e 3 giugno, secondo il calendario stabilito dai mediatori americani.
Il portavoce di Estado Departamento, Tommy Pigott, ha definito i colloqui “altamente produttivi” e ha affermato che le parti cercano una pace duratura. La proroga del cessate il fuoco rappresenta il terzo incontro formale tra israeliani e libanesi dall’intensificazione degli attacchi aerei. La tregua iniziale, della durata di dieci giorni, era già stata prorogata fino a metà maggio prima di questa nuova proroga di 45 giorni.
Ataques continuano nonostante la tregua
Apesar del cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile, gli Forças Armadas israeliani continuano ad attaccare obiettivi in Líbano. L’esercito israeliano afferma di aver preso di mira posizioni legate a Hezbollah, ma le operazioni hanno provocato la morte di civili. Dados dell’AFP conta almeno 400 persone morte dall’entrata in vigore della tregua, sulla base delle informazioni fornite dalle autorità ufficiali libanesi.
Mercoledì, Ministério di Saúde di Líbano ha riferito di 22 morti in attacchi aerei. Oito di loro erano bambini. Il ministero ha accusato Israel di aver attaccato indiscriminatamente civili e professionisti del soccorso, accusa che l’ebreo Estado confuta sistematicamente nelle dichiarazioni ufficiali.
Il satellite Imagens documenta la massiccia distruzione delle città del Libano meridionale. Interi Vilarejos sono stati ridotti in rovina in operazioni che gli esperti chiamano “domicidio”, una tattica di distruzione sistematica di aree civili per renderle inabitabili. Le organizzazioni per i diritti umani Grupos avvertono che alcune operazioni potrebbero costituire crimini di guerra, una posizione che Israel nega categoricamente.
Origem e escalation del conflitto
Il conflitto tra Israel e Hezbollah è iniziato il 2 marzo, due giorni dopo che gli Stati Uniti e Israel hanno lanciato un attacco congiunto contro Irã. L’entrata in guerra del gruppo islamico è dovuta al suo sostegno strategico al regime iraniano e alla morte dell’allora leader supremo Ali Khamenei. In rappresaglia all’offensiva americano-israeliana, i combattenti Hezbollah hanno lanciato razzi e droni contro le posizioni israeliane.
Israel ha risposto con:
- Antenna generalizzata Campanha contro posizioni Hezbollah in Líbano
- Invasão Terreno del Libano meridionale con truppe di fanteria
- Istituzione della zona di sicurezza Operações
- Ataques continua nonostante l’attuale tregua
Desde Dall’inizio del conflitto, la valutazione umanitaria rivela una portata preoccupante. Ministério di Saúde di Líbano registra 2.896 morti nel Paese. Mais oltre un milione di persone sono state sfollate dalle proprie case. Do Da parte israeliana, le autorità riferiscono di 18 soldati e quattro civili uccisi nello stesso periodo.
Estratégia tattiche di sicurezza e guerra
L’esercito israeliano sostiene che la creazione di una zona di sicurezza a sud di Líbano mira a prevenire futuri attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano. Nelle aree Nessas, le tattiche di bombardamento diffuse assomigliano a quelle impiegate dalle truppe israeliane in Gaza. Especialistas nei conflitti sostengono che questa strategia rende permanentemente inabitabili vaste regioni civili, impedendo il ritorno delle popolazioni sfollate.
Il libanese Estado non partecipa attivamente al conflitto in corso. Il Paese è stato incorporato nel campo di battaglia da Hezbollah, un gruppo armato sostenuto da Irã che opera nel suo territorio. La partecipazione indiretta di Essa espone i civili libanesi agli attacchi aerei e terrestri israeliani senza che il governo libanese abbia la capacità di contenerli.
Expectativas per le trattative
Departamento dell’americano Estado ha espresso la speranza che le discussioni previste per giugno possano promuovere “una pace duratura tra i due paesi”. La dichiarazione ufficiale menziona anche obiettivi come il “pieno riconoscimento della sovranità reciproca e dell’integrità territoriale” e “l’instaurazione di una vera sicurezza lungo il confine condiviso”.
La proroga di 45 giorni offre ai negoziatori una finestra temporale per andare avanti sulle questioni strutturali del conflitto. I colloqui di Washington rappresentano un’opportunità per discutere accordi permanenti oltre la semplice estensione di tregue specifiche. Especialistas monitora l’andamento di questi negoziati come indicatore della fattibilità di un accordo a lungo termine.
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