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Iran e Stati Uniti negoziano la fine della guerra per lo Stretto di Hormuz, ma persistono riserve

Israel x Libano Guerra - Anadolu/GettyImages
Foto: Israel x Libano Guerra - Anadolu/GettyImages

Negociações progressi sostanziali tra Irã e Estados Unidos mirati a un accordo di pace che potrebbe finalmente porre fine al conflitto prolungato e ristabilire la sicurezza marittima nelle regioni critiche. Contudo, Teerã assumono una posizione cauta riguardo all’andamento dei colloqui, sottolineando l’esistenza di ostacoli significativi che devono essere superati. Una delle clausole centrali del possibile patto prevede la piena riapertura della strategica Estreito da Ormuz, una rotta essenziale per il commercio globale di petrolio. Il processo diplomatico, caratterizzato da dichiarazioni divergenti, riflette la complessità delle relazioni bilaterali e la profondità degli interessi coinvolti da entrambe le parti.

Presidente Donald Trump ha rivelato che un accordo è “ampiamente negoziato” e ha promesso che la sua amministrazione firmerà un patto “ampio e significativo” con Teerã, altrimenti non ci sarà alcun accordo. Parallelamente, Secretário di Estado Marco Rubio ha segnalato la possibilità di un annuncio già lunedì prossimo, concentrandosi nello specifico sulla riapertura di Estreito di Ormuz. Le autorità iraniane, dal canto loro, si sono mosse per moderare le aspettative, sottolineando che la firma del trattato non è imminente. Elas ha sottolineato che, nonostante vi sia accordo su diversi punti, la proposta in discussione non prevede concessioni immediate sulla “questione nucleare”, una questione delicata e di lunga data nei rapporti con l’Occidente.

Condições Gli iraniani vogliono porre fine al blocco marittimo

Il portavoce di Ministério di Relações Exteriores di Irã, Esmaeil Baqaei, ha spiegato che l’accordo all’ordine del giorno con Estados Unidos ha come priorità centrale la fine del conflitto. Ele ha specificato che la proposta integra disposizioni cruciali relative alla navigazione in Estreito di Ormuz, nonché la revoca o la cessazione di ciò che Irã descrive come interferenza marittima nordamericana contro le sue navi. Baqaei ha sottolineato la necessità imperativa che le azioni statunitensi, etichettate come blocco marittimo, cessino nelle “primissime fasi” di qualsiasi accordo che potrebbe essere firmato tra le parti. Essa Il requisito iraniano è considerato fondamentale per garantire la fluidità dei traffici commerciali e la sovranità nelle sue acque territoriali, in conformità con le leggi internazionali sulla navigazione.

Il governo iraniano, in quanto Stato costiero, garantirà l’attuazione delle misure necessarie per garantire un passaggio sicuro su Estreito da Ormuz. La definizione esatta delle modalità di applicazione di tali misure è ancora oggetto di discussione tra le delegazioni e richiede un allineamento tecnico e operativo.

Perspectiva statunitense e critiche all’accordo sul nucleare del 2015

Presidente Trump, in un post mattutino su Memorial Day sul suo social network Truth Social, ha riaffermato la sua posizione nelle negoziazioni con Irã. Ele ha dichiarato categoricamente che la sua amministrazione raggiungerà un accordo “importante e significativo” per porre fine alla guerra, oppure non ci sarà alcun accordo. Il messaggio del presidente sembrava in gran parte mirato a contrastare le critiche secondo cui avrebbe potuto accettare un patto con Irã che includesse meno restrizioni sul programma nucleare di República Islâmica. Le critiche a Essas sorgono rispetto all’accordo sul nucleare del 2015 negoziato dall’amministrazione Obama, che ha dovuto affrontare una forte opposizione repubblicana.

Presidente Trump ha criticato con veemenza l’accordo internazionale del 2015 noto come JCPOA (Plano da Ação Conjunto Global), descrivendolo come un “disastro” e un “percorso diretto e aperto verso un Arma Nuclear per Irã”. Ele ha ritirato unilateralmente Estados Unidos da questo patto internazionale nel 2018, durante il suo primo mandato presidenziale. La decisione di Essa Washington ha portato Irã ad aumentare l’arricchimento di uranio, portandolo a livelli vicini a quelli di un armamento, il che ha sollevato preoccupazioni nella comunità internazionale. Trump ha assicurato che l’attuale accordo, se concretizzato, sarà “l’esatto opposto del disastro del JCPOA”, ribadendo il proprio impegno per la non proliferazione e la sicurezza regionale.

I diplomatici di Obstáculos e la questione nucleare iraniana

Baqaei, il portavoce iraniano, ha ribadito lunedì che, nonostante i progressi nei colloqui e il riconoscimento reciproco di molti punti di accordo, la firma di un trattato definitivo non è imminente. Ele ha tuttavia avvertito che la diplomazia volta a risolvere il conflitto deve affrontare notevoli “problemi e ostacoli”. Baqaei ha attribuito questi ostacoli ai “frequenti cambiamenti di posizione e contraddizioni” da parte dell’amministrazione Trump, cosa che, secondo lui, può essere facilmente constatata nelle dichiarazioni pubbliche dei funzionari americani. Tais Le incoerenze, secondo il portavoce, creano naturalmente difficoltà inerenti al processo diplomatico, richiedendo pazienza e costanti rivalutazioni da parte della delegazione iraniana per mantenere l’integrità dei negoziati.

Baqaei, anche portavoce del gruppo negoziale di Irã, ha sottolineato che l’accordo stipulato con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e riaprire l’Estreito di Estreito non comporterà concessioni immediate sul programma nucleare iraniano. Ele ha dettagliato l’ambito delle discussioni in un memorandum d’intesa in 14 punti, incentrato principalmente sulla fine del conflitto, con i seguenti aspetti:

  • Reabertura di Estreito di Ormuz, in cui ciascuna parte interromperà le rispettive restrizioni di spedizione.
  • Início un periodo di 60 giorni per discussioni dettagliate successive all’attuazione dell’accordo iniziale.
  • Questões relativo al programma nucleare sarà uno degli argomenti che verranno dibattuti durante questi 60 giorni.
  • Il promemoria sottolinea principalmente la fine della guerra e l’attuazione di una graduale riapertura di Estreito.

La priorità immediata di Irã in questo patto rimane risolvere il conflitto e garantire la sua capacità di navigare liberamente in acque internazionali. La questione nucleare verrebbe affrontata in una fase successiva, entro un periodo di dialogo prestabilito, garantendo la sequenza logica delle fasi dell’accordo.

Passaggi e sfide dell’implementazione di Próximos

L’esistenza di “alcune questioni non ancora risolte” indica che i negoziati restano in una fase delicata e richiedono maggiore articolazione e consenso. La gestione delle aspettative del pubblico, sia in Estados Unidos che in Irã, è un elemento cruciale per la sostenibilità del processo e per evitare la disinformazione. Il percorso verso un accordo duraturo dipende dalla capacità di entrambe le parti di costruire fiducia reciproca e onorare gli impegni presi, superando la sfiducia accumulata negli anni.

La comunità internazionale segue attentamente le discussioni, consapevole che un accordo riuscito potrebbe portare stabilità in una regione instabile, mentre un fallimento potrebbe intensificare le tensioni e aggravare il conflitto. Le sfide di attuazione includono il monitoraggio del rispetto delle clausole marittime e la complessità di avviare un dialogo sul programma nucleare iraniano dopo anni di impasse e sanzioni economiche. La sfiducia storica e le divergenze politiche di Superar saranno il test più grande per i negoziatori, che cercano una soluzione che concili gli interessi di sicurezza e sovranità di entrambe le nazioni in uno scenario geopolitico sensibile, con impatti che si estendono oltre Oriente Médio.

La continuità dei colloqui, nonostante le evidenti difficoltà e i cambiamenti di posizione, segnala l’impegno a cercare una soluzione diplomatica alla lunga impasse. Le prossime settimane saranno decisive per definire il futuro dei rapporti tra Irã e Estados Unidos, e la reale possibilità di raggiungere un accordo di pace.