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Il Giappone si trova ad affrontare una crisi allergica di massa causata dalla riforestazione degli anni ’50

Pessoa doente, máscara, vírus
Foto: Pessoa doente, máscara, vírus - PeopleImages/shutterstock.com

Una decisione di rimboschimento presa più di 70 anni fa nel Japão, poco dopo il Segunda Guerra Mundial, si trasformò in una crisi sanitaria pubblica nazionale. Il Paese sta affrontando un’epidemia di allergie stagionali causata dalla massiccia piantumazione di due sole specie di alberi autoctoni: il cedro giapponese (sugi) e il cipresso giapponese (hinoki).

Aproximadamente Il 43% della popolazione giapponese soffre di sintomi di raffreddore da fieno da moderati a gravi in ​​primavera. Il tasso supera di gran lunga quello di altri paesi: in Reino Unido è del 26% e in Estados Unidos varia tra il 12% e il 18%. I video pubblicati nel febbraio 2026, che mostravano quello che sembrava essere fumo che saliva dalle piantagioni di conifere, hanno rivelato la verità: dense nuvole di polline che invadevano intere città.

Origem della crisi: decisione del dopoguerra

Da Durante a Segunda Guerra Mundial, la scarsità di petrolio e gas naturali ha costretto Japão a sfruttare pesantemente le sue foreste come fonte di combustibile. La diffusa deforestazione ha lasciato le montagne vicino a città come Tóquio, Osaka e Kobe completamente prive di copertura vegetale. Montanhas nudo aumenta i rischi di frane e alluvioni.

Para Per invertire rapidamente lo scenario, nei decenni successivi alla guerra il governo ha implementato un programma di riforestazione su larga scala. La strategia si è concentrata su due specie autoctone in rapida crescita: sugi e hinoki. Gli alberi fornirebbero futuro legname per la costruzione proteggendo al tempo stesso il suolo dall’erosione. Conforme spiega Noriko Sato, professore e ricercatore forestale presso Universidade di Kyushu, l’iniziativa è stata finanziata con risorse pubbliche attraverso opere governative.

La scelta ha privilegiato la velocità rispetto alla diversità. Le due specie si sviluppano rapidamente in climi temporanei e consoliderebbero il recupero delle foreste in decenni, non in secoli.

Escala attuale e produzione di polline

Le piantagioni di Hoje, hinoki e sugi coprono circa 10 milioni di ettari, un quinto dell’intera superficie del Giappone. Le foreste monocolturali Essas hanno raggiunto la maturità anni fa. Il problema si è aggravato perché gli alberi rilasciano quantità crescenti di polline dopo i 30 anni, una fase che praticamente tutta la copertura forestale ha già superato.

Ogni primavera, soprattutto quando le stagioni anticipano a causa dei cambiamenti climatici, enormi quantità di polline leggero cadono contemporaneamente dai raccolti e vengono trasportate dal vento verso le città. I pollini di Sugi e Hinoki, a differenza di altre specie, si disperdono facilmente nell’atmosfera, raggiungendo vasti territori urbani e provocando infiammazioni alle vie nasali.

Impacto nella sanità pubblica

Gli effetti vanno oltre il disagio stagionale. I soggetti affetti da Pessoas sviluppano insonnia e difficoltà di concentrazione durante i mesi critici. Chi soffre di allergia ai pollini Portadores ha un’elevata probabilità di sviluppare condizioni correlate come asma e allergie alimentari.

Il costo economico è notevole:

  • Finanziamento giornaliero Impacto stimato in 1,6 miliardi di dollari (circa 8,5 miliardi di R$) nel pieno della stagione
  • Perda associato al congedo per malattia
  • Queda nei consumi durante i picchi di crisi allergiche
  • Demanda in aumento per medicinali e mascherine chirurgiche
  • Redução di produttività nelle città colpite

Durante Primavera, le scene si ripetono per le strade delle città giapponesi: cittadini di tutte le età indossano mascherine chirurgiche, molti trasportano medicinali. La febbre da fieno, nota anche come rinite allergica, è diventata un’emergenza sanitaria nazionale.

Busca per soluzioni

Pesquisadores e Noriko Sato indicano l’urgenza nella risoluzione del problema. Embora Circolano diverse proposte tra gli esperti – inclusa la sostituzione graduale degli alberi produttori di polline con specie alternative e una gestione forestale differenziata – ma non esiste una soluzione rapida per invertire 70 anni di piantagioni monocolturali.

La crisi illustra il paradosso delle politiche pubbliche a lungo termine: le decisioni volte a risolvere problemi immediati nel passato possono generare conseguenze impreviste nel futuro. Japão cerca ora di bilanciare la conservazione delle sue foreste con l’urgente necessità di mitigare un’epidemia di salute pubblica che colpisce decine di milioni di abitanti.