La simulazione prevede 14.072 satelliti visibili a San Paolo con il piano di SpaceX per 1 milione di oggetti

Elon Musk

Elon Musk - Foto: Frederic Legrand - COMEO / Shutterstock.com


SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk, scommette sui data center orbitali come uno dei suoi nuovi pilastri di crescita. La società ha richiesto l’autorizzazione alle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti per lanciare una megacostellazione con un massimo di 1 milione di satelliti dedicati all’elaborazione dei dati nello spazio.

Ancora in attesa dell’approvazione normativa, l’iniziativa ha intensificato le critiche da parte di scienziati e astronomi. Essi sottolineano le preoccupazioni per l’aumento dell’illuminazione artificiale nel cielo notturno e i possibili rischi ambientali che una costellazione di questa portata può generare, influenzando l’osservazione a occhio nudo e la ricerca scientifica condotta sulla Terra.

Con l’offerta pubblica iniziale di azioni della società, la proposta ha acquisito maggiore rilevanza nel mercato finanziario. SpaceX ha fissato il prezzo della sua IPO a 135 dollari per azione, raccogliendo 75 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione di mercato di 1,77 trilioni di dollari, secondo le informazioni di Reuters.

L’inizio delle negoziazioni delle azioni della società, con il simbolo SPCX, sul Nasdaq era previsto per il 12 giugno. Questo debutto ha evidenziato l’infrastruttura orbitale come una componente cruciale nella strategia di espansione della società.

Nei materiali distribuiti agli investitori, SpaceX ha collegato l’uso dei satelliti per l’elaborazione dei dati al progresso dell’intelligenza artificiale. L’azienda mira a offrire servizi digitali a bassa latenza, sfruttando l’energia solare in orbita e, di conseguenza, riducendo il carico sui data center situati sulla superficie terrestre.

Le preoccupazioni degli astronomi sulla luminosità nel cielo notturno

Tra gli esperti di astronomia, la preoccupazione principale risiede nel vasto numero di corpi celesti illuminati che potrebbero orbitare attorno alla Terra. Questa massiccia presenza ha il potenziale di compromettere la visione del cielo a occhio nudo e di interferire con le indagini scientifiche condotte dai telescopi terrestri.

Il problema evidenziato da diversi ricercatori si verifica perché questi satelliti, quando posizionati su determinate orbite, possono riflettere la luce solare anche dopo il tramonto. Ciò li renderebbe visibili in gran numero durante i periodi cruciali per l’osservazione astronomica.

Per quantificare questo possibile impatto su una grande città brasiliana, la professoressa Samantha Lawler, astronoma dell’Università di Regina, in Canada, ha effettuato una simulazione specifica per il cielo di San Paolo.

Nello scenario previsto per il solstizio d’estate, che cade il 21 dicembre, la stima è che il numero di satelliti SpaceX visibili nel cielo della capitale di San Paolo passerebbe da zero alla cifra allarmante di 14.072 oggetti, se il progetto fosse pienamente attuato.

“Sottovalutiamo ancora le dimensioni dei satelliti, sulla base dei dati che SpaceX ha successivamente presentato dopo la chiusura del periodo di commento della FCC”, ha affermato Lawler.

Alla latitudine canadese, che era alla base dello studio originale, la proiezione menzionata dagli astronomi indica circa 40mila satelliti visibili. Questo numero contrasta nettamente con le circa 5.000 stelle osservabili a occhio nudo, uno scenario che ha intensificato gli avvertimenti sulla portata del progetto.

Stato di avanzamento della richiesta di SpaceX all’agenzia di regolamentazione FCC

Lo svolgimento dell’iniziativa è soggetto all’approvazione della FCC, la Federal Communications Commission degli Stati Uniti. Questo organismo è responsabile dell’esame delle richieste relative ai sistemi di comunicazione satellitare spaziale nel paese.

Durante il processo di analisi normativa, l’agenzia ha aperto un periodo per i commenti pubblici sulla proposta. Questo passaggio è essenziale per raccogliere commenti da ricercatori, aziende, organizzazioni civili e cittadini che potrebbero essere colpiti o interessati agli impatti di una rete orbitale di tali dimensioni.

La rivista specializzata Sky & Telescope ha riferito che il 6 marzo è scaduto il termine per inviare dichiarazioni sulla richiesta di SpaceX. La procedura è stata considerata piuttosto agile dagli astronomi e dalle aziende concorrenti che seguono da vicino il processo.

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