Il Giappone aumenta drasticamente i costi dei visti dopo quasi cinquant’anni e il turismo è in aumento

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japão - Foto: Savvapanf Photo/Shutterstock.com

Il Giappone ha annunciato un aumento significativo delle tariffe per l’ottenimento dei visti d’ingresso per gli stranieri, il primo aumento in quasi cinquant’anni. La variazione, quintuplicata rispetto ai valori attuali, avviene in uno scenario di forte ripresa e di crescita record del turismo nel Paese, spinta, in parte, dall’indebolimento dello yen.

Adeguamento storico delle tasse sui visti giapponesi

Le nuove tasse sui visti, che non vengono aggiornate dal 1978, rappresentano un aumento sostanziale per i viaggiatori e gli altri stranieri. D’ora in poi il costo del visto per ingresso singolo passerà da 3.000 yen a 15.000 yen. Nel caso dei visti che consentono ingressi multipli il costo andrà dai 6mila yen ai 30mila yen. Queste cifre equivalgono ad un aumento rispettivamente da R$95 a R$480 e da R$190 a R$960 del prezzo attuale.

Le ragioni dell’incremento e del boom turistico post-pandemia

Il governo giapponese giustifica l’aggiustamento sostenendo la necessità di riflettere le variazioni dell’inflazione e dei tassi di cambio negli ultimi decenni. Inoltre, le autorità confrontano i nuovi costi con quelli dei paesi occidentali, che tradizionalmente hanno tariffe più elevate. La decisione non dovrebbe, secondo il governo, incidere sull’interesse dei turisti che si sono riversati nel Paese.

La popolarità del Giappone come destinazione turistica è aumentata vertiginosamente negli ultimi anni. Nel 2025, il Paese ha ricevuto il record di oltre 42 milioni di visitatori stranieri, superando significativamente i quasi 32 milioni registrati nel 2019, prima dello scoppio della pandemia di Covid-19. Questa crescita esponenziale è in parte attribuita alla svalutazione dello yen, che rende i viaggi più convenienti per coloro che trasportano altre valute forti.

Costi amministrativi e crescita della popolazione straniera nel Paese

Le entrate aggiuntive derivanti dalle nuove tasse sui visti serviranno a coprire i crescenti costi amministrativi. Queste spese sono direttamente collegate all’aumento del numero di stranieri che vivono in Giappone. Attualmente la popolazione straniera residente ammonta a circa 4 milioni di persone, pari a poco più del 3% del totale degli abitanti dell’arcipelago.

La legislazione approvata il mese scorso dal Parlamento giapponese prevedeva già il permesso legale di aumentare le tariffe per i visti fino a 30 volte attraverso ordini esecutivi del governo. Questo punto contestualizza l’attuale aumento come un passo all’interno di un margine di possibile aggiustamento molto più ampio, indicando flessibilità per future revisioni in base alle esigenze amministrative ed economiche del Paese.

L’impatto per i brasiliani che vogliono visitare il Giappone

Per i turisti brasiliani l’aumento rappresenta un notevole costo aggiuntivo nella pianificazione del viaggio. Se prima il valore di un visto per ingresso singolo equivaleva a meno di 100 R$, ora si avvicina ai 500 R$. Sebbene l’indebolimento dello yen renda più vantaggiose le altre spese per vitto e alloggio, la tassa d’ingresso si impone come una nuova voce importante nel bilancio.

Punti salienti dello scenario attuale in Giappone

  • Riadattamento storico:Primo aumento delle tasse sui visti dal 1978.
  • Nuovi valori:Il visto per ingresso singolo va da 3.000 a 15.000 yen (da R$95 a R$480).
  • Visti per ingressi multipli:Il costo sale da 6mila a 30mila yen (da R$ 190 a R$ 960).
  • Registro del turismo:Oltre 42 milioni di turisti stranieri nel 2025.
  • Popolazione straniera:Circa 4 milioni di residenti, che necessitano di maggiori costi amministrativi.
  • Base giuridica:Bill consente aggiustamenti futuri fino a 30 volte.

La misura riflette la strategia del Giappone di adattarsi alla nuova realtà di un massiccio afflusso di stranieri, sia turisti che residenti. Allo stesso tempo, cerca di compensare i costi interni senza perdere l’attrattiva che il Paese ha acquisito a livello globale.

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