La GWM Haval H6 assemblata in Brasile manterrà prezzi stabili anche con l’aumento delle tasse sulle auto ibride

GWM Haval H6 HEV

GWM Haval H6 HEV - Divulgação/GWM

GWM si prepara a raccogliere i frutti della produzione locale dell’Haval H6, fabbricato a Iracemápolis, San Paolo, a partire dalla fine del 2025. Con la tassa di importazione per i veicoli ibridi ed elettrici che dovrebbe raggiungere l’aliquota piena del 35% a luglio, le versioni del SUV ibrido assemblate nel Paese avranno un costo di produzione più vantaggioso rispetto a quelle importate.

Secondo Ricardo Bastos, direttore degli affari istituzionali della GWM, questa differenza di costo degli Haval H6 fabbricati in Brasile servirà a compensare l’aumento dei prezzi delle unità che provengono ancora dalla Cina, utilizzate per servire il mercato. In questo modo l’azienda non si aspetta una diminuzione del valore finale per i consumatori.

Comprendere l’equazione fiscale quando si importano veicoli

Il Suv assemblato nello stabilimento di Iracemápolis, che combina componenti locali con parti importate in regime ex tariffario, garantisce un importante vantaggio fiscale. Nonostante ciò, la capacità produttiva dell’unità brasiliana non è ancora sufficiente a coprire l’intera domanda di Haval H6 nel mercato nazionale. In aumento la partecipazione dei modelli nazionali ai record di vendita, corrispondente al 65% delle 2.688 unità immatricolate in aprile.

Haval H6 – Foto: divulgazione

Oltre al SUV ibrido, GWM produce a Iracemápolis (SP) anche il camioncino Poer, che non necessita più di ulteriori importazioni. Il SUV Haval H9, tuttavia, riceve ancora alcune unità dall’estero per soddisfare la forte domanda presso i concessionari. Bastos ha sottolineato che, per rifornire completamente il mercato con l’H6, la fabbrica GWM avrebbe bisogno di nuovi investimenti per espandere le proprie strutture e aumentare la capacità produttiva.

L’approccio di nazionalizzazione della produzione ha consentito a GWM di mantenere praticamente invariato il prezzo della linea Haval H6 2027, con un adeguamento di soli R$ 1.000 in alcune versioni. Anche in questo caso, la casa automobilistica dovrà adeguare i propri margini o trasferire i costi su altri modelli importati, ma la società garantisce che tutta la pianificazione ha già considerato l’aliquota fiscale del 35%.

Disputa politica sulle quote di importazione a Brasilia

Lo scenario del mercato automobilistico è attento ai movimenti di altre case automobilistiche, come BYD, che attualmente è in dialogo con il governo federale. L’azienda cerca di estendere le quote di importazione per i kit di veicoli smontati (CKD e SKD), che vengono utilizzati nella sua catena di montaggio a Camaçari, Bahia. Circa un anno fa GECEX aveva già approvato una proroga di sei mesi di queste quote, garantendo l’esenzione fiscale.

BYD sta ora cercando una nuova proroga di sei mesi per queste quote. Alexandre Baldy, vicepresidente senior di BYD in Brasile, ha dichiarato ai giornalisti durante un evento per la consegna del 300.000esimo veicolo nel paese che il governo ha istituito la quota iniziale per sei mesi, giustificando la necessità di monitorare gli investimenti e il rispetto degli impegni delle aziende prima di passare alla seconda fase.

Queste discussioni si svolgono alla vigilia di un nuovo incontro GECEX, dove l’ordine del giorno potrebbe includere l’analisi delle quote per i kit SKD e CKD. Anfavea, associazione che rappresenta le case automobilistiche, insieme ad altri enti del settore, è contraria al rinnovo di questi incentivi, sottolineando la mancanza di chiarezza e prevedibilità nelle deliberazioni del governo.

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