L’India intensifica la sorveglianza su Telegram a causa di sospetti crimini informatici e abusi sui minori

india

india - Rawpixel.com/Shutterstock.com

Un’indagine condotta in India ha rivelato l’uso diffuso dell’applicazione Telegram per la distribuzione di materiale pedopornografico e la realizzazione di frodi finanziarie. Un documento governativo ha confermato che le autorità stanno monitorando attivamente i gruppi sulla piattaforma.

L’ampio rapporto, di 35 pagine, è stato redatto dal Centro di coordinamento sulla criminalità informatica del Ministero dell’Interno. Questo materiale è stato fondamentale per la difesa di successo del governo in un caso giudiziario che cercava di vietare l’app per sette giorni a causa di una presunta fuga di notizie da un esame di ammissione alla facoltà di medicina.

In precedenza, Telegram era stata accusata di non aver combattuto la disinformazione sui suoi canali, cosa che la società nega con veemenza. La restrizione imposta all’applicazione è stata revocata martedì, ma la funzionalità per modificare i vecchi messaggi rimarrà disabilitata fino al 30 giugno.

Nello stesso documento il governo indiano ha espresso grande preoccupazione per le funzionalità di privacy di Telegram. Tali funzionalità consentono agli utenti di chattare senza la necessità di esporre i propri numeri di telefono, il che rappresenta una sfida nell’identificazione della loro vera identità per scopi di lotta alla criminalità.

Una differenza cruciale è che WhatsApp, leader di mercato nelle app di messaggistica in India con oltre 500 milioni di utenti, non offre la stessa flessibilità di anonimato.

“I criminali informatici approfittano di Telegram per accedere a canali e gruppi riservati”, precisa il rapporto, che, pur non essendo pubblico, è stato esaminato dalla Reuters. Il documento evidenzia inoltre che “l’India sta monitorando attivamente questi gruppi e canali Telegram”.

Quando sono stati contattati da Reuters per commentare la questione, sia Telegram che il Ministero degli Interni indiano hanno scelto di non commentare le informazioni rilasciate.

Il crescente controllo globale di Telegram

L’analisi approfondita dell’app in India, il suo mercato più grande con oltre 150 milioni di utenti, rappresenta solo l’ultima di una serie di indagini globali.

Nel 2024, la Francia ha iniziato a indagare sulle attività dei gruppi criminali organizzati che operano su Telegram. Nello stesso periodo l’applicazione è stata coinvolta in polemiche in Corea del Sud, a causa della presenza di immagini e video deepfake di donne con contenuto sessuale esplicito nelle loro chat. In Spagna il suo utilizzo è stato temporaneamente sospeso a causa di controversie sul copyright.

Più recentemente, ad aprile, anche l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni del Regno Unito ha aperto un’indagine contro Telegram. La misura è stata adottata dopo che sono emerse prove che materiale pedopornografico circolava sulla piattaforma. L’azienda, a sua volta, ha confutato le accuse, dichiarando che, a partire dal 2018, era riuscita a “praticamente eliminare” la diffusione pubblica di questo tipo di contenuti attraverso i suoi algoritmi di rilevamento.

Dettagli sui contenuti illegali e sulle segnalazioni di criminalità informatica in India

Il documento del governo indiano, datato 10 giugno, presentava prove fotografiche di gruppi Telegram che pubblicavano annunci di lavoro fuorvianti. Sono state trovate anche prove di abusi sessuali e sfruttamento minorile, nonché una copia pirata di “Dhurandhar”, un popolare film di spionaggio di Bollywood.

Durante il procedimento legale, Telegram ha sostenuto che un’analisi interna della sua piattaforma indicava che il materiale illegale corrispondeva a meno dello 0,1% del totale dei contenuti disponibili.

Tuttavia, il rapporto del governo sottolinea che, dal 2023, sono stati registrati più di 688mila reclami legati all’uso di Telegram in schemi di frode informatica. Si stima che queste truffe abbiano causato perdite per circa 750 milioni di dollari alla popolazione indiana.

Il rapporto ufficiale ha inoltre evidenziato che diversi canali, gruppi e profili utente di Telegram sono stati oggetto di denunce da parte dei cittadini, riguardanti casi di molestie online e diffusione di contenuti pedopornografici. Solo tra gennaio e maggio di quest’anno sono state registrate 1.556 segnalazioni specifiche sull’uso improprio di Telegram.

Vedi Anche