Un secondo lavoratore è morto nel cantiere della futura fabbrica di veicoli elettrici BYD a Szeged, in Ungheria, intensificando il controllo sulle pratiche lavorative del gigante cinese. L’incidente più recente è avvenuto il 18 giugno e segue un decesso registrato nella stessa località nel febbraio di quest’anno.
L’incidente riaccende il dibattito sulla sicurezza sul lavoro e sulle condizioni operative nella costruzione dell’impianto, che già era stato oggetto di denunce di abusi. L’azienda, uno dei maggiori produttori di veicoli elettrici al mondo, non ha risposto immediatamente alle domande sulla recente morte.
Nuova tragedia in un cantiere in Ungheria
La morte, avvenuta il 18 giugno, è stata confermata dal Servizio nazionale di ambulanza ungherese, che ha riferito di aver inviato sul posto diverse unità di emergenza, tra cui un elicottero di salvataggio. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari, l’operaio è morto a causa delle ferite riportate.
Secondo quanto riportato dai media locali, la vittima è stata investita da un camion nel cantiere della fabbrica. Le autorità competenti, rappresentate dall’Ufficio Governativo della Contea di Csongrád-Csanád, hanno avviato un’indagine per determinare le circostanze esatte dell’incidente.
Indagini e multe per irregolarità lavorative
L’incidente mortale avviene nel momento in cui la società di costruzioni AIM Construction Ungheria Ltd., filiale di una società legata a uno scandalo sul lavoro nello stabilimento BYD in Brasile nel 2024, era già sottoposta a ispezioni. L’azienda ha ricevuto una multa di 34.500.000 fiorini (circa 110.350 dollari) a causa di problemi legati alla sicurezza sul lavoro.
Questa sanzione evidenzia una serie di preoccupazioni sulle condizioni di lavoro nel sito ungherese. Il collegamento con precedenti incidenti avvenuti in altre unità BYD in diversi paesi solleva un allarme circa la coerenza degli standard di sicurezza e conformità del lavoro lungo tutta la catena di fornitura dell’azienda.
Altre violazioni identificate durante l’audit
Oltre alla sanzione per motivi di sicurezza, ad AIM Costruzioni sono state segnalate diverse altre violazioni nel corso dei sopralluoghi. Le irregolarità includevano:
- Registrazione tardiva dei dipendenti.
- Violazioni delle norme sull’orario di lavoro.
- Vizi formali nei contratti di lavoro.
Anche altre due società coinvolte nella costruzione sono risultate non conformi. La LÉVAI-SECURITY Ltd. è stata multata per aver impiegato lavoratori senza regolare registrazione, mentre la Plusz Kéz Ltd. ha ricevuto avvertimenti per problemi nella supervisione del lavoro. La portata delle violazioni suggerisce un fallimento sistemico nel monitoraggio delle condizioni di lavoro da parte di più attori nel progetto.
Precedenti accuse di lavoro forzato nel sito
All’inizio di quest’anno, il gruppo di controllo con sede a New York China Labor Watch ha pubblicato un rapporto allarmante in cui si denunciavano pratiche di lavoro forzato nel cantiere della fabbrica BYD a Szeged. Il documento riportava dettagliatamente i dipendenti sottoposti a settimane lavorative di sette giorni e ai quali era stato trattenuto lo stipendio.
Il vicepresidente esecutivo della BYD Stella Li aveva precedentemente negato queste accuse, dicendo alla CNBC che la casa automobilistica “accoglie con favore gli ispettori del lavoro” per verificare le condizioni nel sito. La nuova morte, però, mette in discussione l’efficacia dei controlli o la rapidità delle correzioni, imponendo una rivalutazione delle garanzie offerte dall’azienda.
L’espansione globale di BYD e le sfide di applicazione
BYD ha investito molto nella sua espansione globale, con l’installazione di macchinari nello stabilimento di Szeged a partire da gennaio e la piena produzione prevista nel terzo trimestre del 2026. Questo ritmo accelerato di crescita e la domanda di nuove unità di produzione in diversi mercati comportano sfide significative per il mantenimento degli standard di lavoro e sicurezza in tutte le operazioni.
La pressione delle scadenze e la complessità della gestione di più fornitori e subappaltatori in ambienti internazionali possono portare a carenze di supervisione. Per le aziende in rapida espansione come BYD, è fondamentale stabilire e applicare protocolli rigorosi, garantendo che la ricerca dell’efficienza e della competitività non comprometta la vita e la dignità dei lavoratori.

