Le forze di sicurezza venezuelane continuano le operazioni di salvataggio alla ricerca di sopravvissuti, dopo che due potenti terremoti hanno scosso il paese mercoledì scorso (24), lasciando una scia di devastazione.
Tra le sfide legate all’accesso a luoghi isolati e alle interruzioni nelle reti di comunicazione, è emersa una piattaforma digitale indipendente come mezzo con cui i cittadini possono segnalare l’assenza dei propri cari.
I dati diffusi da questo strumento indicano che più di 42mila individui rimangono senza comunicazione con le proprie famiglie. Questo progetto opera in modo autonomo, senza alcun legame con le autorità governative venezuelane, ed è utilizzato anche da cittadini all’estero che cercano di localizzare parenti nel paese. Questa iniziativa volontaria assume particolare importanza considerato lo scenario di difficoltà di accesso e di guasti alle infrastrutture di comunicazione in diverse regioni del Paese. La scarsità di informazioni ufficiali dettagliate sulle persone colpite a volte porta la popolazione a cercare alternative indipendenti per localizzare i propri familiari, evidenziando il vuoto di dati colmato dagli sforzi civici.
Invece, il conteggio ufficiale delle persone scomparse nel territorio nazionale è stato aggiornato a 157, secondo una dichiarazione di Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, martedì. Inoltre, si stima che siano sepolte più di 200 persone.
Lo strumento digitale, denominato “Desaparecidos Terremoto Venezuela”, ha inizialmente registrato la notifica di 46mila persone scomparse. Di questi, circa 42.300 restano senza notizie, mentre di 3.700 è già stata confermata la sorte.
Attualmente, la difficoltà di stabilire un contatto con le persone in Venezuela può essere attribuita a gravi restrizioni e guasti nell’infrastruttura di comunicazione. Poco dopo i terremoti sono state documentate anche interruzioni nella fornitura di energia elettrica.
Un messaggio sul portale evidenzia l’angoscia delle famiglie: “Molte famiglie continuano a non avere informazioni su dove si trovino i loro cari dopo il terremoto. Se non riuscite a contattarli, vi chiediamo di registrarvi qui. Se avete localizzato qualcuno, per favore avvisateci, affinché il nome porti sollievo, e non più sofferenza”, evidenzia l’iniziativa.
Per registrare una persona scomparsa sulla piattaforma, è sufficiente inserire il nome completo e l’ultimo luogo noto in cui è stata vista la persona.
Il sito prevede anche una sezione dedicata ai contatti, consentendo alle famiglie di essere tempestivamente avvisate quando si trovano informazioni sull’ubicazione della persona che stanno cercando.
Potrebbero essere fornite ulteriori informazioni per facilitare il processo di localizzazione, tra cui una fotografia, l’età, la data dell’ultimo contatto e dettagli rilevanti per la ricerca, come altezza e abbigliamento.
Lo shock sismico ha trasformato le aree colpite in uno scenario desolato
La forza di due violenti terremoti ha provocato una distruzione diffusa in Venezuela, con il crollo di edifici e molte persone intrappolate sotto le macerie.
Mercoledì l’US Geological Survey ha registrato un primo terremoto di magnitudo 7.2 a circa 160 chilometri a ovest di Caracas (24). Meno di un minuto dopo è stata rilevata un’altra scossa, di magnitudo 7,5.
Al crepuscolo, le squadre di soccorso a Caracas hanno intensificato gli sforzi per rimuovere le macerie dagli edifici crollati, in uno scenario in cui i parenti in difficoltà cercavano aiuto per localizzare i familiari forse sepolti.
Le persone sopravvissute ai crolli sono state soccorse in stato di shock e molte di loro sono state trasportate su barelle.
Una residente di un edificio vicino, Maria Alejandra, ha descritto l’orrore vissuto: “Quando sei scesa, il paesaggio era degno di un film dell’orrore”, ha riferito, preferendo mantenere riservato il suo cognome.
Ha completato il suo rapporto affermando: “È stato necessario attraversare montagne di detriti. Il custode, con un bambino in braccio, e tutti gli abitanti del nostro edificio sono caduti. Tuttavia, dall’edificio vicino, ho visto solo una famiglia riuscire a scappare.”

