Dal lancio di ChatGPT, la presenza di sistemi di intelligenza artificiale nella creazione di contenuti online è aumentata in modo significativo. Una nuova indagine condotta dal Pew Research Center ha rivelato dati importanti su questo scenario: circa un sito web su tre registrato da quell’anno include qualche tipo di intelligenza artificiale nella sua composizione, soprattutto nei testi.
Lo studio ha analizzato una serie di collegamenti recenti e ha identificato diverse caratteristiche linguistiche tipiche dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Tra i modelli rilevati ci sono l’uso eccessivo di trattini, l’applicazione di virgole non necessarie, note come virgola di Oxford, e la scelta di termini eccessivamente complessi per il contesto di determinate situazioni.
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Questi risultati completano un altro sondaggio, condotto da Cloudflare, che ha dimostrato che il volume del traffico generato dai robot su Internet ha superato quello degli esseri umani, anche prima di quanto previsto dalla piattaforma. Ciò suggerisce che sempre più intelligenze artificiali non solo producono contenuti, ma consumano anche testi creati da altri sistemi di intelligenza artificiale, ridefinendo le dinamiche dell’ambiente digitale.
Lo studio rivela una presenza estesa di intelligenza artificiale nei contenuti
Il sondaggio del Pew Research Center ha fornito informazioni rilevanti sulla portata dell’uso dell’intelligenza artificiale su Internet. Da un’analisi che ha riguardato 10mila pagine attualmente in circolazione, è emerso che almeno il 10% di esse sono state create con un certo livello di intelligenza artificiale. Questo numero considera tutte le pagine, comprese quelle precedenti al 2022. Tuttavia, concentrandosi solo sulle pubblicazioni più recenti, dopo il rilascio di ChatGPT, la percentuale di contenuti AI aumenta al 35%.
Altri dati diffusi dal Pew indicano una presenza di intelligenza artificiale maggiore del 10% nei domini che terminano con “.com”. Contenuti con tracce di LLM sono stati rinvenuti anche in indirizzi elettronici con estensioni “.edu” e “.gov”, generalmente associati a piattaforme educative o portali governativi negli Stati Uniti. Sono stati valutati anche i domini con “.org”, registrando il 4,6% delle produzioni tramite AI.
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È importante evidenziare che la metodologia di analisi ha considerato esclusivamente i contenuti scritti in lingua inglese. I link utilizzati nel sondaggio sono stati raccolti dalla piattaforma Common Crawl, mentre l’identificazione tramite intelligenza artificiale è stata effettuata con l’ausilio di Open Pangram. Come notato, lo strumento può avere un margine di errore, ma questo non compromette la visione complessiva ottenuta da un’analisi su larga scala delle pagine.
Caratteristiche distintive nei testi prodotti dall’intelligenza artificiale
Le pubblicazioni create con l’intelligenza artificiale presentano alcune particolarità che rivelano l’intervento dello strumento. I testi generati dall’intelligenza artificiale spesso contengono difetti linguistici comuni, come l’uso eccessivo di trattini, l’uso non necessario di virgole e la presentazione di conclusioni semplicistiche.
Va notato che alcuni di questi modelli non sono esclusivi dei testi sull’intelligenza artificiale e possono essere trovati in altre forme di scrittura, come articoli giornalistici o pubblicazioni accademiche. In questi contesti, alcune risorse, come il trattino, vengono utilizzate per organizzare idee o presentare informazioni dettagliate, rispettando le convenzioni di ciascun genere.
La distinzione, secondo la ricerca Pew, sta nella frequenza e nell’appropriatezza di questi elementi. Lo studio sottolinea che la ricorrenza di queste abitudini linguistiche è significativamente maggiore nei testi AI, con un aumento del 63% nell’uso di virgole opzionali, il doppio del numero di parole comuni nelle risposte AI e un triplo aumento dei paralleli negativi.
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Il fenomeno dell’intelligenza artificiale imprudente è in aumento
Su Internet sono diventati più comuni gli episodi di “AI Slop”, che si riferiscono a contenuti generati dall’intelligenza artificiale in modo negligente o privo di errori. In diversi luoghi, come il Congresso degli Stati Uniti, i consulenti legislativi hanno riferito di dedicare gran parte del loro tempo alla revisione di progetti di legge che presentano tipici errori di intelligenza artificiale. Allo stesso modo, piattaforme come LinkedIn hanno implementato misure per ridurre la distribuzione delle pubblicazioni generate dall’intelligenza artificiale.
Le aziende che sviluppano intelligenza artificiale sono consapevoli della grande quantità di contenuti prodotti dai loro modelli che circolano su Internet. Usano spesso libri stampati pubblicati prima del 2022 per addestrare le loro IA in volumi crescenti. Questo scenario si aggiunge alla ricerca di Cloudflare, che indica che il traffico bot supera il traffico umano nelle ricerche online, evidenziando l’attuale complesso ecosistema digitale.
