Il gruppo tecnologico Apple sviluppa un inedito computer portatile con schermo da 12,9 pollici per debuttare nella fascia economica tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, con l’obiettivo dichiarato di frenare l’avanzata commerciale dei computer portatili Chromebook basati su ChromeOS di Google e delle macchine economiche con Windows negli istituti scolastici. Questa mossa commerciale punta ad attrarre nuovi acquirenti verso l’ecosistema software di macOS attraverso un prezzo di listino più accessibile.
Tale progetto segna un cambio di rotta nella politica aziendale della società statunitense. Il marchio ha sempre privilegiato margini di profitto elevati e prodotti di fascia alta. La nuova linea intende intercettare gli utenti che scartano i modelli MacBook Air e MacBook Pro per ragioni economiche.
Scelte hardware per contenere la spesa di produzione
L’azienda adotterà schermi LCD convenzionali al posto dei più avanzati pannelli mini-LED o OLED per abbattere le spese industriali del dispositivo. L’hardware integrerà processori della famiglia A18 Pro anziché i più onerosi chip Apple Silicon della serie M, con un telaio assemblato tramite processi semplificati e una dotazione di porte ridotta a due sole connessioni USB-C.
- Pannello tradizionale con tecnologia LCD da 12,9 pollici.
- Processore derivato dall’architettura mobile Apple A18 Pro.
- Memoria di sistema fissata a 8 GB di RAM.
- Disco a stato solido interno da 256 GB di capienza SSD.
- Due porte fisiche con formato universale USB-C.
La configurazione tecnica di partenza assicura un costo al dettaglio sensibilmente ridotto per gli acquirenti. I clienti potranno comunque selezionare tagli superiori di memoria o archiviazione all’atto dell’acquisto. L’incremento delle prestazioni comporterà un esborso economico maggiore. Le opzioni aggiuntive manterranno invariata la struttura complessiva.
Contrasto diretto ai sistemi scolastici di Google
L’obiettivo prioritario del portatile riguarda la quota commerciale detenuta da Google nelle aule didattiche con il sistema operativo ChromeOS. I rivali offrono prezzi aggressivi. Diversi produttori assemblano infatti macchine a costi ridotti con software di gestione centralizzata, spingendo la società californiana a puntare sulla sincronizzazione nativa del sistema macOS.

