L’erede al trono britannico, il principe William, 44 anni, sta studiando le modalità per restituire in via postuma alla madre, la principessa Diana, il trattamento di Sua Altezza Reale (Her Royal Highness, indicato con la sigla inglese HRH). L’ipotesi rientra nelle valutazioni legate al trentesimo anniversario della scomparsa della principessa di Galles, che cadrà il 31 agosto 2027, anche se né Buckingham Palace né Kensington Palace hanno diffuso comunicazioni ufficiali fino a questo giovedì (15).
Secondo fonti vicine alla casa reale nel Regno Unito, il principe di Galles prenderebbe in considerazione l’idea di attendere la propria incoronazione come sovrano prima di formalizzare il provvedimento. Seguendo questa strada, il primogenito eviterebbe di chiedere all’attuale monarca e padre, re Carlo III, 77 anni, di annullare la decisione adottata dalla corona dopo il divorzio della coppia negli anni Novanta.
“William non ha mai dimenticato quanto sia stata dolorosa per sua madre la perdita del titolo di Sua Altezza Reale. L’idea di fare pressione sul padre per correggere questa situazione ha un valore emotivo che nessun programma televisivo o spettacolo pubblico potrebbe riprodurre, ed è determinato a realizzarlo”, ha dichiarato una fonte vicina alla famiglia reale.
Progetti opposti tra l’erede al trono e il duca di Sussex per l’anniversario
L’orientamento di William verso una riparazione istituzionale e riservata segna una distanza netta rispetto alle iniziative attribuite al fratello minore, il principe Harry
, duca di Sussex, 42 anni. Persone vicine a Harry discutono infatti la realizzazione di un documentario dedicato alla vita e all’eredità della madre proprio per la ricorrenza del 2027, un progetto che al momento resta privo di conferme ufficiali.Interlocutori vicini alla corte riferiscono che il futuro sovrano rifiuta di prendere parte a produzioni televisive o a grandi celebrazioni pubbliche per non alimentare una competizione con il fratello. “William preferisce un omaggio permanente e discreto a una produzione televisiva o a una commemorazione pubblica elaborata”, ha affermato una fonte legata alla monarchia.
Prerogative del sovrano, Lettere Patenti e la revoca del 1996
Un eventuale ripristino dell’onorificenza alla memoria di Lady Diana Spencer, morta a 36 anni in un incidente stradale a Parigi, in Francia, il 31 agosto 1997, è vincolato alle norme costituzionali della monarchia britannica. Il protocollo reale impone infatti passaggi formali che dipendono esclusivamente dal capo dello Stato in carica.
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- Titolare del potere decisionale: soltanto il monarca regnante possiede la prerogativa reale necessaria per concedere o revocare lo status di Sua Altezza Reale.
- Strumento giuridico richiesto: la modifica deve essere sancita tramite l’emissione di Lettere Patenti (Letters Patent), l’atto legale utilizzato dalla corona britannica per modificare i titoli del protocollo ufficiale.
- Acquisizione del trattamento: Diana aveva ottenuto la qualifica nel luglio 1981, in occasione delle nozze con l’allora principe Carlo.
- Perdita dello status: nell’agosto 1996, con la formalizzazione del divorzio che pose fine a 15 anni di matrimonio, la regina Elisabetta II emanò apposite Lettere Patenti per ritirare l’onorificenza, lasciandole unicamente il titolo di Diana, Principessa di Galles.
Una volta privata della qualifica di Sua Altezza Reale, la principessa non aveva più diritto all’inchino da parte dei membri della corte. In base alle regole del cerimoniale, era anzi Diana a dover fare la riverenza all’ex marito, agli altri componenti della famiglia reale e perfino ai propri figli.
Il giuramento di William adolescente e il retroscena del conte Charles Spencer
La volontà di cancellare quel provvedimento risale agli anni dell’adolescenza del principe di Galles. Nel volume A Royal Duty, l’ex maggiordomo della principessa, Paul Burrell, ha raccontato che un William quattordicenne cercò di consolare la madre in lacrime per la perdita del trattamento reale. “Non preoccuparti, mamma, te lo restituirò [il titolo di Sua Altezza Reale] un giorno, quando sarò re”, disse all’epoca il giovane principe, secondo la testimonianza dell’ex collaboratore.
L’ipotesi di una restituzione postuma era già stata valutata dalla stessa corona subito dopo la morte di Diana, nel settembre 1997. Nel libro di memorie Swan Song: Diana, My Sister — volume di 384 pagine pubblicato il 22 settembre 2026 dalla casa editrice Penguin Random House e destinato alla traduzione in dodici lingue — il fratello minore della principessa, Charles Spencer (9° Conte Spencer), ha rivelato che la regina Elisabetta II si offrì di restituire il titolo nei giorni del funerale, ma la famiglia Spencer respinse la proposta ritenendo che quel gesto arrivasse ormai troppo tardi.
