Elezioni Brasile 2026, Flávio Bolsonaro guida in sei paesi asiatici e Lula si impone in Australia e Cina

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Senador Flávio Bolsonaro e o presidente Luiz Inácio Lula da Silva - Divulgação Foto: Senador Flávio Bolsonaro e o presidente Luiz Inácio Lula da Silva - Divulgação

Il senatore e candidato alla presidenza Flávio Bolsonaro, del Partido Liberal (PL, formazione di destra), ha conquistato la maggioranza dei voti in sei nazioni asiatiche nel secondo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, mentre il presidente della Repubblica in carica e candidato alla rielezione Luiz Inácio Lula da Silva, del Partido dos Trabalhadores (PT, centrosinistra), ha vinto in cinque paesi tra Asia e Oceania. I dati emergono dai verbali di seggio diffusi questa domenica (25) dal Tribunal Superior Eleitoral (TSE), la massima autorità giudiziaria che organizza e certifica le consultazioni elettorali in Brasile. Lo spoglio parziale delle schede all’estero è iniziato subito dopo la chiusura dei seggi dall’altra parte del mondo, anticipando l’apertura delle urne nel territorio nazionale grazie alla differenza di fuso horário.

Il sorpasso di Flávio Bolsonaro nel conteggio complessivo dei voti espressi fuori dal Brasile è maturato con l’inserimento dei dati del Giappone, dove il candidato del PL ha raccolto l’80,08% dei voti validi nelle rilevazioni aggiornate. In Oceania, invece, Lula aveva aperto lo scrutinio assicurandosi la vittoria in Nuova Zelanda, il primo paese in assoluto a chiudere le operazioni di voto, e successivamente in Australia, superando in entrambi gli Stati la soglia del 63% delle preferenze tra gli elettori brasiliani che si sono recati alle urne.

Flávio Bolsonaro - Reprodução/YouTube
Foto: Flávio Bolsonaro – Reprodução/YouTube

I numeri dello spoglio tra Oceania, Giappone e territorio cinese

In Nuova Zelanda, dove si sono presentati alle cinque sezioni elettorali 526 dei 3.119 cittadini aventi diritto, Lula ha incassato 418 voti, pari all’80,54% dei voti validi, contro i 101 voti (19,46%) assegnati a Flávio Bolsonaro, a cui si aggiungono quattro schede bianche e tre nulle. In Australia i dati definitivi dei 29 verbali di seggio di Canberra e Sydney certificano il successo di Lula con 6.017 voti (63,46% dei 9.482 voti validi) a fronte dei 3.465 voti (36,54%) del senatore del PL, consolidando un parziale precedente che attribuiva 5.290 preferenze al candidato del PT contro 2.934. Sul territorio australiano hanno votato in tutto 9.795 cittadini su 20.280 iscritti (48,3% di affluenza), con 118 schede bianche e 195 nulle. In Giappone, che rappresenta il terzo collegio elettorale brasiliano più numeroso all’estero, i 119 seggi distribuiti nelle giurisdizioni di Tokyo, Nagoya e Hamamatsu hanno assegnato a Flávio Bolsonaro 28.538 voti (80,08%) contro i 7.098 voti (19,92%) di Lula, ampliando il margine rispetto a una prima rilevazione parziale di 25.543 a 7.141.

Per quanto riguarda la Cina, il bilancio elettorale varia in base all’inclusione della regione amministrativa speciale di Hong Kong nei conteggi. Prendendo in esame unicamente la Cina continentale, che accorpa i tre seggi allestiti a Pechino, Shanghai e Canton, Lula si è imposto con 375 voti contro i 134 di Flávio Bolsonaro. Nell’unico seggio di Hong Kong, invece, il rappresentante del PL ha prevalso con 133 voti a 127. Sommando i dati della Cina continentale e di Hong Kong, Lula raggiunge un totale di 502 voti, corrispondenti al 65,28% delle preferenze valide, contro i 267 voti (34,72%) dello sfidante.

Nelle altre sette nazioni asiatiche i cui verbali di seggio sono stati resi noti dal TSE entro la mattinata di questa domenica, Lula ha prevalso in due paesi mentre Flávio Bolsonaro ha chiuso in vantaggio in cinque. In Corea del Sud il capo dello Stato in carica ha ottenuto 148 voti (64,35%) contro gli 82 (35,65%) del senatore in una singola sezione, e nei due seggi di Singapore il conteggio si è chiuso con 213 voti (63,77%) per l’esponente del PT e 121 (36,23%) per il candidato del PL. Flávio Bolsonaro ha invece superato Lula a Taiwan con 130 voti (58,04%) a 94 (41,96%), in Thailandia con 60 voti (51,72%) a 56 (48,28%), in Malaysia con 44 voti (51,76%) a 41 (48,24%), nelle Filippine con 39 voti (59,09%) a 27 (40,91%) e in Indonesia con 23 voti (60,53%) a 15 (39,47%).

Come funziona la rete dei seggi per i cittadini residenti fuori dal Brasile

Complessivamente, i cittadini brasiliani residenti all’estero abilitati a votare per l’elezione del presidente della Repubblica nel ballottaggio del 2026 sono 918.876, una quota che equivale a circa lo 0,5% dell’intero corpo elettorale nazionale di 158,7 milioni di iscritti. Le operazioni all’estero, coordinate dal Tribunal Regional Eleitoral do Distrito Federal (TRE-DF) insieme al Ministero degli Affari Esteri, si svolgono in 186 città ripartite in 134 paesi. Secondo i regolamenti del TSE, una località straniera deve contare almeno 30 elettori regolarmente registrati affinché possa essere istituito un seggio elettorale; per effetto di questa soglia minima, 16 paesi in Africa, dieci in Asia, quattro nelle Americhe e due in Europa non hanno registrato voti già durante la prima fase della competizione.

La distribuzione degli elettori brasiliani nel mondo si concentra prevalentemente in sei nazioni, che raccolgono i bacini di voto più ampi di questa tornata elettorale:

  • Stati Uniti: 265.022 elettori aventi diritto
  • Portogallo: 134.374 elettori aventi diritto
  • Giappone: 88.293 elettori aventi diritto
  • Canada: 46.345 elettori aventi diritto
  • Regno Unito: 41.895 elettori aventi diritto
  • Germania: 41.401 elettori aventi diritto

Il confronto con il primo turno di ottobre e con le presidenziali del 2022

Nel primo turno delle consultazioni presidenziali, celebrato il 4 ottobre 2026, Lula aveva chiuso in testa nel computo consolidato dei seggi esteri raccogliendo 157.387 voti, pari al 47,57% dei voti validi, mentre Flávio Bolsonaro si era attestato a 143.900 voti (43,49%), in una giornata caratterizzata da un tasso di astensione del 62,69% fuori dai confini nazionali. In quell’occasione il candidato del PT si era imposto in 64 paesi, il senatore del PL aveva guidato lo spoglio in 36 nazioni e si era verificato un pareggio esatto in Guinea-Bissau. Nella precedente sfida presidenziale, in occasione del secondo turno del 2022, Lula aveva battuto nei seggi esteri l’allora presidente Jair Bolsonaro con 152.905 voti (51,28%) contro 145.264 voti (48,72%).

Osservando i principali paesi di Asia e Oceania che hanno già portato a termine la conta delle schede in questa domenica, anche il primo turno del 2026 aveva visto l’affermazione di Flávio Bolsonaro in Giappone per 24.601 voti a 5.234 e il suo primato a Taiwan con 107 preferenze. Lula, dal canto suo, aveva già chiuso in vantaggio al primo turno in Australia per 4.562 voti a 2.579, in Cina per 367 a 203, in Nuova Zelanda per 234 a 64, a Singapore per 190 a 92 e in Corea del Sud per 123 a 72.

Fusi orari e calendario per la diffusione dei dati ufficiali

L’intero procedimento di voto per i brasiliani all’estero si estende per una durata complessiva di 29 ore, scandita dai diversi fusi orari del pianeta. Le prime urne elettroniche sono state attivate a Wellington, capitale della Nuova Zelanda situata 16 ore avanti rispetto a Brasília, alle ore 16 di sabato (24) secondo l’orario della capitale brasiliana, per poi chiudere all’1 di questa domenica, consentendo l’emissione dei primi verbali di seggio intorno all’1:50. Sul territorio nazionale brasiliano, invece, le sezioni elettorali hanno aperto i battenti alle ore 8.

Fino alle ore 9:12 di questa domenica non erano ancora disponibili i verbali relativi ai paesi di Europa, Africa, Medio Oriente e continente americano, poiché in tutte queste aree geografiche le operazioni di voto e di generazione dei tabulati erano ancora in corso.

Il risultato ufficiale consolidato dei voti espressi all’estero verrà pubblicato dal TSE soltanto dopo le ore 17 (orario di Brasília) del 25 ottobre 2026, momento in cui si concludono le operazioni di voto in Brasile, mentre la chiusura delle ultime urne fuori dal territorio nazionale è fissata per le ore 21 in Canada.

Luís Henrique Costa é jornalista formado pela FMU, editor-chefe e fundador do Mix Vale, portal de notícias em atividade desde 2013. Responde pela direção editorial do veículo, que cobre Brasil e mundo em economia, benefícios sociais, esportes, tecnologia, ciência e entretenimento. Atua na área há mais de 15 anos e lidera uma equipe de cerca de 15 colaboradores.