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La cometa interstellare 3I/ATLAS resiste al perielio e ottiene visibilità mattutina a novembre

Cometa
Cometa - Nazarii Neshcherenskyi/ iStock

La cometa interstellare 3I/ATLAS, il terzo oggetto confermato proveniente dall’esterno del Sistema Solare, è passata attraverso il perielio il 29 ottobre 2025, a 1,36 unità astronomiche dal Sole, tra le orbite di Marte e della Terra. Le immagini ottenute dal Nordic Optical Telescope l’11 novembre 2025 mostrano l’oggetto come un unico corpo attivo, senza segni di frammentazione dopo l’avvicinamento al sole. Gli astronomi monitorano la traiettoria per comprenderne la composizione e la velocità, che raggiunge i 210mila km/h.

La scoperta è avvenuta nel luglio 2025 da parte del sistema ATLAS in Cile, con conferma dell’attività cometaria nei telescopi in Arizona e Hawaii. L’oggetto, con un nucleo stimato tra 0,6 e 5,6 km di diametro, segue un’orbita iperbolica e non presenta rischi per la Terra, raggiungendo 1,8 UA il 19 dicembre 2025.

I dati del Minor Planet Center e del Jet Propulsion Laboratory della NASA indicano un’accelerazione non gravitazionale, con parametri radiali di 135 km/giorno² e parametri trasversali di 60 km/giorno². Le osservazioni della missione Juice dell’Agenzia spaziale europea, iniziata a novembre, catturano i dettagli durante la partenza dell’oggetto.

Traiettoria e passaggi planetari

L’orbita di 3I/ATLAS si allinea quasi perfettamente con il piano dell’eclittica, con un’inclinazione di circa 5 gradi. Questa configurazione consente osservazioni da entrambi gli emisferi terrestriris.

La cometa si è avvicinata a Marte a 0,19 UA il 3 ottobre 2025 e a Venere a 0,65 UA il 3 novembre. Nel marzo 2026 passerà accanto a Giove a 0,36 UA, senza interazioni gravitazionali significative.

  • Velocità relativa al Sole: maggiore di 80 km/s post-perielio.
  • Distanza minima dalla Terra: 269 milioni di km a dicembre.
  • Probabile origine: direzione della costellazione del Sagittario, forse espulsa da un giovane sistema stellare.

Osservazioni post-perielio

Le immagini dell’Osservatorio Lowell del 31 ottobre 2025 rivelano una struttura compatta, con una chioma di 1,3 secondi d’arco. Il telescopio spaziale Hubble e James Webb hanno registrato più getti in varie direzioni, senza la tradizionale coda visibile.

Lo spettro mostra toni bluastri, con una firma idrossilica rilevata dal telescopio Swift Neil Gehrels il 2 novembre, che indica la presenza di acqua e molecole organiche. Il nucleo ruota ogni 5-16 ore, rilasciando calore in modo efficiente.

Rivelata la composizione chimica

L’analisi del Very Large Telescope in Cile identifica polveri ricche di carbonio, silicati e sostanze organiche complesse, con poca presenza di ghiaccio d’acqua. Questa miscela suggerisce un’esposizione prolungata alla radiazione cosmica interstellare.

Attività e accelerazioni rilevate

L’oggetto visualizza acelevazione continua nel piano orbitale, con coefficienti A1 di 1.662 × 10⁻⁶ au/d² e A2 di 7.089 × 10⁻⁷ au/d², senza componente fuori piano. Questa dinamica differisce dalle tipiche comete e richiede una perdita di massa superiore al 13% per una spiegazione naturale.

Jet ed emissioni gassose

L’8 novembre 2025, le immagini del Virtual Telescope Project hanno catturato una coda ionica complessa, con getti in più direzioni. Il Discovery Telescope ha registrato le emissioni di CO2, reattive al calore solare.

La composizione comprende tracce di monossido di carbonio e azoto, simili alle comete di lungo periodo. Le osservazioni delle missioni Parker Solar Probe e Mars, come ExoMars e Mars Express, completano i dati.

  • Getti osservati: sette in formazione esagonale in alcune immagini.
  • Velocità di propagazione: fino a 35 km/s.
  • Cambiamento spettrale: da rossastro a bluastro, superiore a 5.000 K.

Visibilità e monitoraggio futuri

Da metà novembre 2025, 3I/ATLAS appare prima dell’alba nella costellazione della Vergine, con una magnitudine apparente compresa tra 11 e 12. I telescopi amatoriali con apertura da 200 a 300 mm catturano l’oggetto nei cieli bui.

A dicembre si sposta nel Leone, indebolendosi fino alla magnitudine 12. La missione Comet Interceptor, prevista per il 2029, potrebbe intercettare oggetti simili in futuro.

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