Ciência

MeerKAT rileva il segnale radio naturale proveniente dalla cometa 3I/Atlas ed esclude le teorie sui veicoli spaziali alieni

Cometa 3I - Atlas
Cometa 3I - Atlas - Foto: NAsa

Gli astronomi del radiotelescopio MeerKAT, in Sud Africa, hanno registrato il primo segnale radio proveniente dalla cometa interstellare 3I/Atlas il 24 ottobre 2025. L’oggetto, scoperto a luglio dal sistema ATLAS in Cile, segue una traiettoria iperbolica attraverso il Sistema Solare a più di 210mila km/h. Il rilevamento è avvenuto quando la cometa si trovava a 1,38 unità astronomiche dal Sole, confermando l’attività naturale attraverso l’assorbimento di radicali idrossilici.

Questa osservazione ha dissipato le speculazioni su una possibile origine tecnologica, comune nelle discussioni online e nei podcast. MeerKAT, con 64 antenne da 13,5 metri, ha identificato linee di assorbimento alle frequenze di 1,665 GHz e 1,667 GHz.

  • Le molecole di OH derivano dalla decomposizione dell’acqua mediante la radiazione solare.
  • Il fenomeno è comune nelle comete, nelle nebulose e nelle regioni di formazione stellare.
  • Le osservazioni precedenti di settembre hanno mostrato solo rumore, indicando un’intensificazione dell’attività in ottobre.

La cometa ha raggiunto il perielio il 29 ottobre, a 1,36 UA dal Sole, tra le orbite di Marte e della Terra.

MeerKAT lavora sull’osservazione

Il radiotelescopio MeerKAT funziona come un sistema di antenne che cattura le onde radio a bassa intensità provenienti da fonti distanti. Installato nel deserto del Karoo, lo strumento consente di mappare le composizioni chimiche senza contatto fisico.

In relazione a 3I/Atlas, le rilevazioni di ottobre si allineavano con la velocità eliocentrica della cometa, stimata a una temperatura di circa 230 K.ratura superficiale. Questa larghezza termica delle linee OH, circa 0,8 km/s, corrisponde esattamente a quanto previsto per un corpo ghiacciato riscaldato dal Sole.

I ricercatori sottolineano che la radioastronomia fornisce “impronte digitali” di elementi, come la presenza di ghiaccio d’acqua nel nucleo.

3IATLAS
3I/ATLAS – Riproduzione/Il telescopio virtuale Progetto

Traiettoria e cronologia del visitatore interstellare

3I/Atlas, il terzo oggetto interstellare confermato dopo ‘Oumuamua e Borisov, probabilmente ha origine dallo spesso disco della Via Lattea, che si stima abbia fino a sette miliardi di anni. Il suo rilevamento iniziale è avvenuto il 1° luglio 2025 da parte di ATLAS a Río Hurtado.

Ad agosto, l’Ufficio di coordinamento della difesa planetaria della NASA ha riunito esperti per monitorare l’oggetto, seguendo i protocolli per oggetti di origine sconosciuta. Le osservazioni del Very Large Telescope hanno rilevato vapori di cianuro e nichel in concentrazioni simili a quelle delle comete solari.

Il perielio del 29 ottobre ha segnato il punto più vicino al Sole, seguito dalla riemersione osservata dall’Osservatorio Lowell il 31 ottobre.

  • Distanza minima dalla Terra: 1,8 UA, o 270 milioni di km, senza rischio di impatto.
  • Velocità attuale: circa 100mila km/h rispetto al Sole.
  • Luminosità: raggiunta la magnitudine 12-13 a settembre, visibile solo con telescopi da 200-300 mm.

Nel marzo 2026 passerà a 53 milioni di km da Giove.

Coinvolgimento di Avi Loeb nell’analisi

L’astrofisico di Harvard Avi Loeb ha incoraggiato le osservazioni radio cinque settimane fa, notando una coincidenza di nove gradi con la direzione del Wow! 1977. Riconosce che è stato rilevato solo l’assorbimento di OH, senza emissioni artificiali.

Loeb prevede studi in corso, incluso il monitoraggio della produzione di OH per vedere se è costante o intermittente. Per trarre conclusioni più solide verrà analizzata anche la struttura della coda della cometa.

Dibattiti sulle accelerazioni non gravitazionali

La cometa ha mostrato accelerazioni anomale, attribuite a espulsioni asimmetriche di materiale volatile, a differenza di Borisov. Le immagini post-perielio rivelano coma e coda ionica in espansione, con cambiamenti di colore e getti.

È stata notata una misteriosa anti-coda, probabilmente dovuta alla geometria orbitale. Il telescopio James Webb ha identificato cambiamenti chimici dovuti ai raggi cosmici galattici, preservando solo il nucleo primitivo.

Questi dati posizionano 3I/Atlas come un laboratorio per la comprensione degli oggetti interstellari, con collaborazioni con l’Osservatorio europeo meridionale e telescopi come Hubble e Webb.

Monitoraggio futuro con sonde spaziali

La sonda Juno, in orbita attorno a Giove, utilizzerà la sua antenna a dipolo nel 2026 per cercare segnali a bassa frequenza, da 50 Hz a 40 MHz. Anche la missione Juice dell’ESA seguirà la cometa nei prossimi giorni.

Queste osservazioni mirano a mappare le variazioni negli oggetti interstellari, migliorando i modelli di formazione planetaria. L’attenzione rimane sulle emissioni radio, sugli spettri e sulle immagini per convalidare la composizione.

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