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L’allenatore Roberto Martínez garantisce che il Portogallo sia pronto per la Coppa del Mondo 2026 dopo la vittoria sulla Nigeria

Roberto Martínez - Divulgação/FIFA
Roberto Martínez - Divulgação/FIFA

Il Portogallo ha concluso la sua fase di preparazione in terra europea per la Coppa del Mondo FIFA 2026 con una vittoria per 2-1 sulla Nigeria. Dopo lo scontro, il tecnico Roberto Martínez ha espresso grande soddisfazione per la prestazione dei suoi atleti, confermando che il gruppo è preparato per il torneo che si giocherà negli Stati Uniti.

L’allenatore ha sottolineato l’importanza strategica di affrontare la squadra nigeriana, sottolineando che il confronto è servito come simulazione ideale per la partita di apertura del campionato. La squadra portoghese è nel Gruppo K e inizierà il suo viaggio contro la Repubblica Democratica del Congo il 17 giugno. Poi affronteranno l’Uzbekistan il 23 giugno e la Colombia il 27.

“È stata un’amichevole di grande importanza per noi. Abbiamo affrontato una squadra africana con attaccanti molto forti che si distinguono nei duelli fisici, caratteristiche molto simili a quelle della Repubblica Democratica del Congo”, ha dichiarato Martínez in una dichiarazione all’emittente portoghese RTP.

Il comandante della squadra ha elogiato il dominio della partita nel secondo tempo, quando i giocatori nigeriani non sono riusciti a concludere contro la porta difesa da Diogo Costa. Ha inoltre sottolineato il livello agonistico raggiunto dopo la sequenza dei test contro Cile e Nigeria, partite vinte dalla squadra portoghese con lo stesso punteggio.

Nazionale portoghese - Divulgazione/FIFA
Nazionale portoghese – Divulgazione/FIFA

Come Roberto Martínez intende gestire la squadra e utilizzare Cristiano Ronaldo

Una delle decisioni che ha attirato maggiormente l’attenzione della partita è stata la strategia adottata da Martínez all’intervallo. Il tecnico ha effettuato nove cambi simultanei, mantenendo in campo solo il portiere Diogo Costa e Cristiano Ronaldo, rimasti in azione per un periodo più lungo rispetto agli altri atleti di movimento.

“Il programma per Cristiano, in base alle informazioni in nostro possesso, prevedeva che avrebbe giocato tra i 45 ei 60 minuti. Manca una settimana al suo prossimo appuntamento, e questo era esattamente il programma stabilito per lui”, ha spiegato l’allenatore.

L’allenatore ha inoltre chiarito che la serie di sostituzioni ha seguito un programma di controllo del carico fisico, aspetto che richiede costante attenzione da parte dello staff tecnico.

“Ogni giocatore aveva un piano individuale: Nuno Mendes era previsto per 30 minuti, Vitinha per 45, Gonçalo Ramos per 30 e João Neves per 45. La cosa più importante è concentrarsi sullo sviluppo individuale, ma anche avere una squadra capace di aumentare il ritmo della partita e finire la partita più forte di come era iniziata”, ha aggiunto il comandante.

Alla domanda se la buona prestazione dei giocatori entrati nel corso della partita abbia generato “dubbi” nel definire la squadra titolare per l’esordio, Roberto Martínez ha smentito ogni indecisione. Per lui, l’intensa competitività interna è il vantaggio principale.

“Non ho ancora l’undici titolare e prenderò presto la decisione. Comunque non ci sono incertezze, abbiamo molto chiari gli obiettivi. Ci sono tanti giocatori in ottima forma che possono svolgere lo stesso ruolo e lo stesso lavoro in campo”, ha concluso.

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