Nazioni più sicure: si distingue il Giappone che raggiunge il decimo posto nella classifica mondiale 2026
La ricerca di destinazioni che offrano tranquillità e protezione è una priorità universale per viaggiatori e migranti. Questa esigenza fondamentale è uno dei principali fattori che determinano la popolarità delle nazioni considerate le più sicure al mondo, come mostrato nella più recente ricerca dell’Institute for Economics and Peace, riferita all’anno 2026.
Paradossalmente, anche con la continua crescita del traffico aereo globale, la disponibilità di paesi sicuri da visitare e in cui vivere è diminuita. Il quotidiano britannico The Telegraph, nel suo servizio sul 2025, già evidenziava che “il panorama generale sta riducendo le opzioni”. La pubblicazione ha citato come esempio il Regno Unito, dove il numero di nazioni incluse negli avvisi di viaggio del governo è cresciuto in modo significativo, con 12 paesi aggiunti alla Travel Red List tra il 2019 e il 2025.
Evoluzione e sfide nel reporting della pace globale
Negli ultimi due decenni, il Global Peace Index, una pubblicazione annuale dell’Institute for Economics and Peace, ha fornito un’analisi approfondita della situazione della sicurezza globale. Il rapporto del 2020, ad esempio, ha osservato che mentre i conflitti e le crisi del decennio precedente cominciavano a recedere, la pandemia di COVID-19 ha introdotto una nuova ondata di tensione e incertezza globale, limitando i movimenti e generando un diffuso senso di insicurezza in vista dell’eventuale riapertura del mondo.
Nel 2022, nonostante i timori legati alla pandemia si fossero notevolmente attenuati, le tensioni geopolitiche internazionali hanno registrato un aumento. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, iniziata quell’anno, ha rappresentato una pietra miliare in questa escalation.

Il rapporto 2023 indica un leggero aumento della pericolosità globale rispetto all’anno precedente. Già nel 2025, divenne chiaro che un numero crescente di nazioni stava investendo nella militarizzazione in risposta alle crescenti tensioni, e che “la pace globale continuava a diminuire, con molti dei fattori chiave che precedevano i conflitti su larga scala ai livelli più alti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Lo studio ha inoltre evidenziato che “le alleanze tradizionali si stanno sgretolando e l’incertezza economica è in aumento”.
Successivamente si è osservato l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente e l’espansione dei rischi geopolitici. Questo conflitto, lungi dall’essere una soluzione immediata, influenzerà probabilmente i modelli di viaggio nella regione del Medio Oriente e nelle aree adiacenti per un periodo considerevole.
L’edizione 2026 del rapporto evidenzia la crescente incidenza dei conflitti interni con ripercussioni internazionali, che sono aumentati di oltre il 175% dal 2010. Inoltre, il numero di paesi coinvolti in almeno un conflitto esterno negli ultimi cinque anni è passato da 59 nel 2008 a 103 nel 2026.
In questo complesso scenario globale, prestare attenzione alle raccomandazioni emesse dai governi riguardo destinazioni e mezzi di trasporto assume un’importanza senza precedenti per chi ha intenzione di viaggiare.
















