Un recente esperimento del portale CNET ha rivelato la sorprendente capacità degli AirPods Pro 3 di monitorare i battiti cardiaci con elevata precisione. Il dispositivo è stato valutato in un rigoroso test di salute, confrontando le sue prestazioni con quelle di rinomati smartwatch. I risultati ottenuti mettono in discussione l’egemonia degli orologi intelligenti in questo segmento.
I dati raccolti dopo una serie di valutazioni hanno posizionato le cuffie Apple in una posizione di rilievo nel competitivo mercato dei dispositivi indossabili. Sebbene l’Apple Watch Series 11 abbia mantenuto la testa della classifica, con un margine di errore di appena lo 0,98% rispetto agli apparecchi professionali, gli AirPods Pro 3 si sono assicurati il secondo posto. La sua deviazione è stata dell’1,67%, con una differenza media di 2,4 battiti al minuto.
Questa notevole prestazione delle cuffie wireless ha superato la precisione dei modelli riconosciuti. Si è rivelato più preciso di orologi come Garmin Venu 4 e Google Pixel Watch 4, dispositivi ampiamente utilizzati per il monitoraggio delle attività fisiche.
Altri dispositivi, come il Samsung Galaxy Watch 8 e l’Amazfit Bip 6, hanno avuto tassi di fallimento ancora più alti. Entrambi erano nettamente inferiori alle prestazioni registrate dalle cuffie Apple nei risultati finali del test.
Per stabilire questi risultati, il team di valutazione ha utilizzato come riferimento una fascia toracica Polar H10, considerata uno standard per misurazioni accurate. Il protocollo prevedeva giri di corsa su una pista di atletica, con aumenti progressivi dell’intensità dello sforzo fisico dei partecipanti fino al limite.
L’applicazione pratica durante la formazione ha rivelato la necessità di adeguamenti tecnici. L’app di allenamento nativa per iPhone si è bloccata e ha perso informazioni quando Apple Watch e AirPods hanno tentato di trasmettere dati insieme. Per garantire una corretta registrazione della corsa è stato fondamentale disattivare lo smartwatch e isolare la connessione tra le cuffie e lo smartphone.
L’efficacia dell’utilizzo dell’orecchio per la raccolta dei segni vitali è spiegata dai vantaggi anatomici inerenti alla regione. Poiché è più vicina al cuore ed è meno suscettibile alle interruzioni dovute ai movimenti del corpo durante le attività intense o la corsa, quest’area offre una stabilità superiore. Questa caratteristica naturale è fondamentale per garantire l’acquisizione dei dati fisiologici con notevole fedeltà, aprendo la strada allo sviluppo di tecnologie di monitoraggio ancora più discrete ed efficienti per atleti e utenti in generale.
Il confronto dettagliato delle prestazioni del dispositivo durante i test ha rivelato la seguente gerarchia di precisione:
- Apple Watch Serie 11: 1,40 BPM (0,98%)
- AirPods Pro 3: 2,40 BPM (1,67%)
- Garmin Venu 4: 5,54 BPM (3,89%)
- Google Pixel Watch 4: 8,68 BPM (5,64%)
- Samsung Galaxy Orologio 8: 10,51 BPM (6,66%)
- Amazfit Bip 6: 10,63 BPM (7,03%)

