La Torre Eiffel è chiusa a causa del caldo record che colpisce tutta la Francia
L’iconico monumento della Torre Eiffel, situato a Parigi, ha smesso di funzionare questo martedì (23) a causa dell’intensa ondata di caldo che ha portato le temperature nella capitale francese a livelli estremi.
In un comunicato ufficiale, la direzione dell’attrazione turistica ha annunciato che “La Torre Eiffel si sta adattando a causa delle previsioni di temperature elevate e chiuderà eccezionalmente alle 16 [ora locale]”, indicando una misura precauzionale.
Dalle 11, ora di Brasilia, l’attrazione turistica non accetterà più visitatori. La Eiffel Tower Exploration Society (Sete), responsabile della gestione, ha informato che i biglietti precedentemente acquistati saranno rimborsati automaticamente, senza una data definita per la ripresa delle operazioni.
La Francia e molte altre nazioni europee stanno attualmente affrontando una grave ondata di caldo, che ha provocato vittime e una serie di altre complicazioni. L’istituto meteorologico Météo France prevede che martedì pomeriggio nella capitale si registreranno temperature prossime ai 40°C, con punte che potrebbero raggiungere i 44°C nei giorni successivi.
Aumenta il numero delle morti per annegamento in Francia durante l’ondata di caldo
Dal 18 giugno, l’intensa ondata di caldo che affligge il continente europeo ha causato la morte per annegamento di 40 persone in Francia, la maggior parte delle vittime erano giovani, come annunciato martedì dal governo francese (23).
Nel corso di una riunione d’emergenza convocata per discutere gli effetti dell’ondata di caldo, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha confermato i dati. Questo martedì mattina ha stabilito il record di temperatura più calda mai registrata nella storia del paese.
Marina Ferrari, ministro dello Sport, ha osservato che molti cittadini francesi cercano sollievo dal caldo nei canali e nei fiumi. Ha lanciato un avvertimento al pubblico affinché eviti di nuotare in luoghi non regolamentati o che presentino rischi per la sicurezza.
L’agenzia di stampa AFP ha riferito che circa il 90% della popolazione francese risiede in regioni in cui martedì le autorità hanno emesso allerte rosse o arancioni per il caldo estremo. In alcune zone della Francia occidentale, le temperature possono raggiungere l’impressionante cifra di 43°C.
Nemmeno il periodo notturno ha offerto molto sollievo ai residenti, dato che circa 30 stazioni di rilevamento segnalavano ancora temperature superiori ai 25°C, a dimostrazione della persistenza del caldo.
In un’iniziativa per mitigare il disagio, il Comune di Parigi ha distribuito biglietti gratuiti per il cinema ai giovani sotto i 25 anni e agli anziani sopra i 65 anni, fornendo un rifugio climatizzato. Inoltre, l’ondata di caldo ha causato la cancellazione di diversi servizi ferroviari, compresa la tratta tra Parigi e Bruxelles.
Patrick Martin, presidente di MEDEF, la principale associazione datoriale francese, ha dichiarato a BFM TV che “la Francia sta operando a un ritmo lento”. Ha aggiunto che le aziende stanno facendo del loro meglio per seguire le linee guida e salvaguardare la salute dei propri dipendenti.
L’ondata di caldo non è limitata alla Francia; Anche paesi come il Regno Unito, l’Italia, la Spagna e il Belgio devono far fronte agli effetti delle alte temperature.
Il Ministero della Salute italiano, a sua volta, ha alzato il livello di allerta al massimo in 15 città. Il governo ha adottato azioni di emergenza, come la sospensione o la riduzione delle attività in settori specifici per proteggere la popolazione.
Nel Regno Unito numerose scuole hanno deciso di chiudere anticipatamente i battenti, giustificando che la vecchia struttura degli edifici non offre condizioni adeguate per mantenere classi con più di 30 studenti a temperature così elevate.
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) evidenzia che l’Europa sta registrando il riscaldamento a un ritmo superiore al doppio della media globale, intensificando la frequenza e la durata degli episodi di caldo estremo. Questo contesto storico offre una prospettiva preoccupante sulle tendenze climatiche che stanno già influenzando direttamente la vita quotidiana e la sicurezza dei cittadini del continente, come dimostrano la chiusura di monumenti storici e le tragiche morti per annegamento.
















