Cristiano Ronaldo dà priorità alla donazione di sangue e spiega perché non ha tatuaggi sul corpo
Recentemente, prima di una delle vittorie del Portogallo ai Mondiali, un’attività dei giocatori a Palm Beach Gardens, negli Stati Uniti, ha acceso il dibattito. Le fotografie della squadra portoghese sulla spiaggia sono state criticate dalla stampa, portando gli atleti e l’allenatore Roberto Martínez a difendere il programma della squadra.
Durante la diffusione delle immagini dei giocatori nel tempo libero, un dettaglio sul corpo di Cristiano Ronaldo ha attirato l’attenzione: l’assenza di tatuaggi. Questa caratteristica contrasta con quella di molte altre stelle del calcio mondiale, come Lionel Messi e Neymar, che esibiscono varie arti del corpo.
La prestazione del Portogallo ai Mondiali è iniziata con un pareggio contro la Repubblica Democratica del Congo, seguito da un’impressionante vittoria per 5-0 sull’Uzbekistan. Dopo una prestazione più discreta nella partita iniziale, Cristiano Ronaldo ha brillato nella seconda, segnando due gol e realizzando un’impresa senza precedenti: è diventato il primo giocatore a trovare la rete in sei diverse edizioni dei Mondiali.
Il motivo dietro la decisione di Cristiano Ronaldo di non farsi tatuaggi
Sebbene i tatuaggi siano diventati una pratica comune e quasi emblematica tra i calciatori di oggi, Cristiano Ronaldo ha scelto una strada diversa. Nel corso della sua lunga carriera professionale, durata più di due decenni, l’attaccante portoghese ha mantenuto il suo corpo senza alcun tipo di disegno permanente.
La principale giustificazione di questa scelta è legata ad un’importante causa sociale. Cristiano Ronaldo è un donatore regolare di sangue e ha anche partecipato attivamente a campagne di donazione di midollo osseo. Ha deciso di non farsi tatuaggi proprio perché le procedure artistiche sulla pelle impongono un periodo di inabilità a donare il sangue, che interferirebbe con la sua routine di donazione.
Limitare le donazioni di sangue dopo essersi fatti un tatuaggio è una misura preventiva ed è direttamente correlata al potenziale rischio di trasmissione di infezioni durante il processo. Poiché la procedura prevede la perforazione della pelle con aghi, esiste la possibilità, sebbene ridotta negli studi che seguono rigorosi standard sanitari, di contaminazione da parte di agenti patogeni trasmessi per via ematica.
Per questo motivo, i centri trasfusionali di tutto il mondo stabiliscono un intervallo di tempo obbligatorio prima che una persona appena tatuata possa donare nuovamente il sangue. In Brasile, ad esempio, la linea guida generale impone al donatore di attendere un periodo di sei mesi dopo la seduta del tatuaggio.
Oltre alle specificità legate ai tatuaggi, anche la frequenza generale delle donazioni di sangue prevede regole definite in base al sesso del donatore. Gli uomini possono donare il sangue ogni due mesi, con un limite massimo di quattro donazioni all’anno. Le donne, a loro volta, possono donare ogni tre mesi, rispettando il limite di tre donazioni annuali.
















