Tom Cruise celebra 46 anni di carriera cinematografica con una retrospettiva e dettagli mai visti prima su ‘Digger’
L’apprezzamento di Tom Cruise per la settima arte è ampiamente noto. La sua passione si manifesta sia nelle audaci acrobazie per promuovere la serie “Mission: Impossible” che nelle sue visite ai cinema per onorare film di successo come “Disclosure Day” di Steven Spielberg, “Sinners” di Ryan Coogler e il fenomeno culturale “Barbenheimer”.
Tuttavia, non c’è dimostrazione più sorprendente del fervore di Cruise per l’universo cinematografico della diversità dei personaggi che ha incarnato nel corso della sua carriera.
Questo martedì, il famoso attore ha pubblicato un video commemorativo, rivisitando alcuni dei suoi ruoli più iconici, dai successi al botteghino ricchi di azione come “Top Gun” e “The Edge of Tomorrow”, alle performance drammatiche in “Rain Man” e “Nato il 4 luglio”, e classici acclamati dalla critica come “Risky Business” e “Jerry Maguire”.
Nel suo post, Cruise ha dichiarato: “Negli ultimi 46 anni, ho avuto il privilegio di lavorare al fianco di innumerevoli artisti e team di talento per creare questi personaggi, storie e film per voi. Non vedo l’ora di vederli nei cinema!”
Il nuovo film ‘Digger’ promette una trasformazione sorprendente per Tom Cruise
Il video culmina con un’anteprima di “Digger”, l’ultimo progetto cinematografico di Cruise, diretto da Alejandro G. Iñárritu. La produzione rivela una delle sue trasformazioni fisiche e interpretative più significative, in cui assume il personaggio di Digger Rockwell.
Nel film, Tom Cruise interpreta un magnate del petrolio, con un forte accento del sud, una pancia prominente e radi capelli bianchi, in uno stile insolito per l’attore. La trama si svolge attorno alla tua azienda, che potrebbe aver provocato un disastro ecologico capace di scatenare una guerra nucleare. John Goodman interpreta un presidente americano malato che implora il personaggio di Cruise di porre rimedio alla catastrofe da lui stesso provocata. Il cast stellare comprende anche Riz Ahmed, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg e Jesse Plemons in questo film della Warner Bros., classificato come una “commedia di proporzioni catastrofiche”.
L’uscita del trailer ufficiale di “Digger” è prevista per il 13 luglio, mentre il film sarà presentato in anteprima nelle sale il 2 ottobre.
Reboot Studios annuncia l’espansione nelle produzioni cinematografiche
Reboot Studios, il braccio produttivo dell’organizzazione no-profit Reboot, co-fondata da Steven Spielberg e Kate Capshaw, ha annunciato l’espansione delle sue attività per includere la produzione di lungometraggi. L’iniziativa fa parte del Creator Fund 2026, che comprende progetti di narrativa, documentari, teatro, audio e media interattivi, con particolare attenzione alla valorizzazione della narrativa ebraica.
Il fiore all’occhiello del programma sarà il primo lungometraggio originale di Reboot Studios, “Juice Cleanse”, una commedia horror su una giovane donna ebrea Mizrahi in convalescenza da un disturbo alimentare, diretta da Shoshana Ehrenkranz e scritta/prodotta da Jonathan Mizrahi. La programmazione include anche “Al passo con i Siegfried”, che indaga sull’eredità nascosta del più grande movimento nazista americano.
Tra le altre aggiunte all’elenco delle produzioni, spicca il cortometraggio “Saba”, che racconta la storia di un ragazzo e di suo nonno in un mondo surreale a gravità invertita; “Father Figures”, un documentario personale su una figlia che cerca di riconnettersi con il padre emotivamente distante; e “Triple Mitzvah”, ambientato durante Rosh Hashanah, in cui una coppia lesbica sposata invita un appuntamento per il fine settimana.
L’elenco comprende anche titoli come “Deadclass, Ohio”, che esplora la memoria intergenerazionale e i traumi ereditati in un cimitero ebraico suburbano dell’Ohio; “The Goldsmith”, su un’americana di prima generazione raccontata attraverso i gioielli d’oro tramandati dalla sua famiglia, dall’Iraq a Israele fino agli Stati Uniti; “Alef Bet”, un podcast che indaga le pratiche evolutive della vita ebraica attraverso le 22 lettere dell’alfabeto ebraico; e “Normandie”, un videogioco documentario che segue una squadra di soccorso che si tuffa tra i relitti di un transatlantico dopo la Seconda Guerra Mondiale.
La programmazione di Reboot Studios per il 2026 cerca di rispondere sia alla crescente domanda da parte dei creatori che al panorama dei media in continua evoluzione, con l’obiettivo di dare forma a una nuova generazione di narrazioni ebraiche.
















