Terremoti in Venezuela: immagini prima e dopo che mostrano una distruzione diffusa
Le registrazioni visive provenienti da siti in Venezuela evidenziano l’enorme portata della devastazione causata dai recenti terremoti. Con magnitudo 7.2 e 7.5, le scosse che hanno colpito il Paese mercoledì notte (24) hanno ridisegnato il paesaggio urbano.
Tra gli edifici gravemente colpiti spicca un complesso alberghiero nella regione costiera di Macuto, nello stato di La Guaira.
I registri precedenti ai terremoti rivelavano che lo stabilimento operava normalmente sul lungomare. Tuttavia, dopo i terremoti, lo stesso luogo si ritrovò in completa rovina.
Grave impatto colpisce un importante centro commerciale
Nella città di Naguanagua, situata nello stato di Carabobo, il centro commerciale El Mirador è tra le strutture che hanno subito gravi danni.
Una fotografia di Google Maps del 2018 mostrava il complesso in piena attività. Al contrario, le immagini registrate il 24 giugno, dopo le scosse, mostrano il centro commerciale visibilmente compromesso.
Crollo di parte del tetto dell’aeroporto principale
Nell’aeroporto internazionale Simón Bolívar, situato a Maiquetía, l’entità dei danni è evidente nella zona destinata ai banchi del servizio passeggeri.
I registri di Google Maps del 2010 ritraevano l’aerostazione in piena attività. D’altro canto, fotografie più recenti rivelano le conseguenze dei terremoti sulle infrastrutture aeroportuali.
Anche le strutture residenziali hanno subito crolli
A La Guaira, l’analisi delle immagini dei periodi precedenti e successivi ai terremoti illustra il grave impatto sugli edifici residenziali e su altre costruzioni urbane.
Aggiornamento sul numero delle vittime e sulla risposta all’emergenza
Dopo i due grandi terremoti che hanno colpito il Venezuela, il numero totale dei morti è arrivato a 164, come annunciato giovedì (25) dalla presidente Delcy Rodríguez. Rivisto anche il numero dei feriti che arriva a 971.
L’aspettativa, tuttavia, è che il numero di morti e feriti aumenterà. Il motivo risiede nel crollo di innumerevoli edifici in tutto il territorio venezuelano, causato dalle due scosse – di magnitudo 7,5 e 7,2 – avvenute a meno di un minuto di distanza. Le operazioni di ricerca dei sopravvissuti sono continuate per tutto giovedì, con più di 500 squadre di emergenza dedicate alla rimozione delle macerie.
La solidarietà internazionale è stata prontamente espressa, con decine di leader statali e governativi che hanno offerto sostegno. Erano disposti a inviare sia aiuti umanitari che forniture mediche e squadre di soccorso specializzate. Paesi come Brasile, Stati Uniti, Turchia, Messico e Portogallo, molti dei quali hanno già affrontato gravi terremoti, sono tra quelli che offrono aiuto.
Il presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha espresso gratitudine per il sostegno globale e ha riferito che nelle prossime ore sono attesi i primi soccorritori da altre nazioni.
Come misura di emergenza, il governo venezuelano ha decretato la sospensione delle attività scolastiche e di tutti i servizi ritenuti non essenziali.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso solidarietà al Paese e ha dichiarato di aver incaricato tutte le agenzie governative americane di fornire assistenza.
La Cina, che ha mantenuto importanti legami commerciali con il Venezuela nel settore petrolifero, ha assicurato che fornirà tutto il sostegno possibile.
Dettagli sui terremoti che hanno colpito il Paese
Il Venezuela è stato colpito mercoledì notte da due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5, che hanno generato più di 20 scosse di assestamento successive, secondo le informazioni del governo locale. Le scosse sono state notate anche nei comuni del nord del Brasile.
A meno di un minuto di distanza, i due terremoti hanno causato il crollo di edifici e case a Caracas, la capitale, e in diverse altre località venezuelane. L’epicentro della scossa più intensa è stato individuato nei pressi di El Guayabo, a circa 160 chilometri da Caracas.
In seguito ai terremoti, il presidente ad interim Delcy Rodríguez ha proclamato lo stato di emergenza in Venezuela. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione statale, ha confermato la mobilitazione di squadre di soccorso, sicurezza e protezione civile per assistere le zone colpite.
Inoltre, Rodríguez ha annunciato la cancellazione delle lezioni e di tutti i servizi considerati non essenziali, consentendo alle autorità di concentrare i propri sforzi sulla rimozione delle persone intrappolate sotto le macerie. Le reti di fornitura di gas ed elettricità sono state chiuse come misura precauzionale contro ulteriori disastri.
Profondità e meccanismo dei terremoti
Secondo i dati del Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS), un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito il luogo alle 19:00, nel fuso orario di Brasilia. Successivamente, con un intervallo inferiore a sessanta secondi, è stata rilevata una seconda scossa di magnitudo 7,5 nella stessa zona.
Il terremoto più intenso ha avuto il suo ipocentro a circa 13 chilometri di profondità. Questa vicinanza alla superficie è un fattore che può amplificare notevolmente i danni causati dalle scosse negli edifici.
Prime notizie su morti e feriti
Nelle prime ore di giovedì (25), il presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha diffuso un primo bilancio di 32 morti e 70 feriti.
Il sindaco di Chacao, uno dei comuni dell’area metropolitana di Caracas, ha riportato vittime e almeno 16 feriti in seguito al crollo di due edifici.
Delcy Rodríguez ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, annunciando le prime misure di emergenza per far fronte alla situazione.
Scenario di distruzione e mobilitazione dei soccorsi
Le testimonianze delle autorità e dei residenti indicano il crollo di edifici e residenze sia a Caracas che in altre località colpite.
Le scene rilasciate mostravano le squadre di soccorso lavorare intensamente tra le macerie di un edificio crollato nella capitale. Anche i parenti in difficoltà cercavano notizie sui propri cari che avrebbero potuto essere sepolti.
Nella zona costiera un albergo di almeno otto piani è completamente crollato. I documenti pubblicati sulle piattaforme dei social media rivelano che la struttura era completamente sfigurata, sebbene inizialmente non esistessero dati su morti o feriti in quel luogo specifico.
Secondo una dichiarazione del governo, l’aeroporto internazionale Simón Bolívar, il più importante terminal aereo del paese, è stato sospeso a causa dei danni causati dal terremoto.
Le unità ospedaliere della capitale sono state prontamente mobilitate per prestare soccorso ai feriti. In uno degli ospedali è stato necessario coinvolgere altri dipendenti per rafforzare il turno di notte.
















