Venezuela: il bilancio ufficiale del terremoto parla di 1.430 morti e oltre 3.000 feriti nel Paese
L’aggiornamento del governo in Venezuela conferma che il numero totale delle vite perse a causa dei recenti terremoti ha raggiunto la soglia di 1.430 questo sabato (27), secondo un annuncio fatto alle 14:20, ora di Brasilia.
Le informazioni fornite dall’amministrazione venezuelana indicano, oltre alle vittime, il numero di oltre 3.000 feriti e circa 3.100 cittadini rimasti senza casa a causa della catastrofe.
Il nord del Venezuela, compresa l’area metropolitana di Caracas, è stato teatro di due intensi terremoti mercoledì notte (24). La forza di queste scosse sismiche, le più potenti che abbiano colpito il territorio da più di un secolo, ha provocato la demolizione di strutture e generato uno scenario di devastazione diffusa nella metropoli e nei suoi dintorni.
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Il nuovo conteggio delle vittime è stato annunciato da Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, in un comunicato diffuso dalla stampa pubblica venezuelana.
Tuttavia, sia le Nazioni Unite (ONU) che lo United States Geological Survey (USGS) stimano che il totale delle vittime potrebbe superare significativamente le cifre ufficiali. Questa proiezione tiene conto dell’intensità delle scosse, della precarietà delle infrastrutture locali e dell’elevata densità di popolazione nelle regioni colpite, offrendo una panoramica più seria della portata del disastro.
In precedenza, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), parte dell’ONU, aveva calcolato che l’impatto dei terremoti avrebbe potuto colpire più di 6 milioni di persone.
In una nota ufficiale, l’Oim precisa che “fino a 6,8 milioni di persone potrebbero essere state colpite dai terremoti”. Queste stime sono state formulate sulla base di valutazioni demografiche e dell’entità dei danni, con la sola capitale Caracas in grado di concentrare fino a due milioni di persone colpite.
Inoltre, l’Ufficio per gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite (ONU) stima che il numero di persone ancora disperse dopo la calamità superi le 50mila.
Jorge Rodríguez, parente della presidente Delcy Rodríguez, aveva riferito venerdì (26) che centinaia di persone erano rimaste sepolte. Ha inoltre rivelato che, fino a quel giorno, almeno 383 edifici erano stati completamente distrutti o gravemente danneggiati.
Le squadre di soccorso intensificano gli sforzi per cercare le persone scomparse e rimuovere le persone sepolte. Il governo venezuelano ha riferito che più di 1.600 soccorritori provenienti da altre nazioni sono già arrivati nel Paese per sostenere le azioni di aiuto.
Oliver Blanco, rappresentante del Ministero degli Affari Esteri, ha dichiarato che “nelle ultime ore il Venezuela ha ricevuto 17 voli che trasportavano più di 1.600 membri delle squadre di soccorso e, nelle prossime 24 ore, sono attesi altri 25 voli”.
Il giorno prima, un aereo dell’aeronautica brasiliana era atterrato in Venezuela, trasportando operatori sanitari, cani antidroga e attrezzature specifiche. Il governo ha inoltre riferito che altri due aerei carichi di aiuti umanitari dovrebbero partire per il Paese questo sabato.
In una dichiarazione trasmessa dalla televisione statale nelle prime ore del mattino, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha sottolineato che altri 10 paesi si uniranno alle operazioni di salvataggio. Ha menzionato anche la presenza di 14.000 militari e poliziotti nella regione di La Guaira.
Sulle piattaforme digitali circolano numerose segnalazioni e registrazioni visive di edifici crollati.
















