L’attesissimo adattamento live-action del successo d’animazione della Disney “Moana” ha subito un’accoglienza ampiamente negativa da parte della critica dopo la sua uscita globale. In Brasile, il film è stato presentato in anteprima giovedì 9 luglio 2026 e ha rapidamente generato dibattiti sulla necessità e sulla qualità dei remake live-action prodotti dallo studio. L’attore Dwayne Johnson, noto come The Rock, riprende il ruolo del semidio Maui, doppiato nell’animazione originale, mentre la diciannovenne Catherine Laga’aia fa il suo debutto nel ruolo della protagonista Moana, una figlia adolescente di un capo polinesiano che intraprende un viaggio per salvare il suo popolo.
Analisi critica: “Bland” e “non necessario” sono i termini principali
Gli esperti cinematografici hanno descritto il nuovo film con aggettivi come “insipido”, “noioso”, “non necessario” e perfino “deplorevole”. In molti misero in dubbio la proposta del remake, sottolineando la mancanza di innovazione rispetto all’animazione al computer del 2016, che all’epoca riscosse un successo di pubblico e critica.
Gli aggregatori di recensioni riflettono una scarsa approvazione
Le piattaforme che raccolgono analisi di critici specializzati dimostrano un’insoddisfazione generale per la nuova versione di “Moana”. I numeri sono una chiara indicazione della polarizzazione e delle aspettative non soddisfatte:
- Metacritico: Il film ha ricevuto un punteggio del 42%, sulla base di 35 recensioni.
- Pomodori marci: Con prestazioni ancora più basse, ha ottenuto un indice di approvazione del 33% su 115 recensioni, riassumendo il consenso come “uno sforzo piuttosto senza vita che consolida l’animazione originale come un’avventura superiore”.
I critici sottolineano i punti di forza e le delusioni della nuova versione
Sebbene la maggior parte delle recensioni siano state sfavorevoli, alcuni critici hanno offerto prospettive diverse. Owen Gleiberman, della rivista americana Variety, ha suggerito che il film “sfugge alla maledizione dei remake” e addirittura “va oltre”, elogiando il modo in cui il film trasmette “la sua bellezza, il suo umorismo e il suo fascino fiabesco”, e considerando “perfetta” la scelta di Dwayne Johnson per il ruolo di Maui.
Più severo, invece, Peter Bradshaw, del quotidiano britannico The Guardian, che ha assegnato al film solo due stelle. Lo ha definito un “remake live-action competente ma non necessario e poco emozionante che torna alle origini”. Bradshaw ha criticato la prestazione di Johnson definendola “con il pilota automatico, come un software”.
La predominanza della CGI e il problema dell’autenticità cinematografica
Uno dei punti più criticati da Peter Bradshaw e altri esperti è stato l’uso massiccio della computer grafica (CGI). Secondo lui, la CGI è “così diffusa” che il film “assomiglia più a un’animazione”, sollevando la questione di quale sarebbe il vero scopo di convertirlo in live-action se l’aspetto finale somigliasse ancora così tanto al formato originale. Questa osservazione solleva un dibattito più ampio nell’industria cinematografica sulla linea sottile tra live-action e animazione digitale e sulla percezione che alcune produzioni “avrebbero potuto essere realizzate dall’intelligenza artificiale”, data la loro mancanza di originalità o “anima”.
Il dilemma dei remake Disney e la ricerca dell’innovazione
La Disney ha una chiara strategia di rivisitare i suoi classici animati con versioni live-action, cercando di sfruttare la nostalgia e presentare le storie alle nuove generazioni. Tuttavia, l’accoglienza tiepida o negativa di film come “Moana” solleva una questione cruciale sulla sostenibilità e la creatività dietro questi progetti. Le critiche “inutili” riflettono la sensazione crescente secondo cui la semplice conversione da un formato all’altro, senza una sostanziale rivisitazione o un elemento di novità per giustificare la nuova versione, può portare alla saturazione e al disinteresse del pubblico. La sfida per lo studio è trovare l’equilibrio tra onorare l’eredità e innovare veramente.
