Marinaio licenziato dalla Marina britannica dopo aver molestato sessualmente i colleghi
Un marinaio della Marina britannica, Sian Dowsett, 25 anni, è stato formalmente sollevato dal suo incarico dopo essere stato condannato per una serie di aggressioni sessuali. Il caso, giudicato da un tribunale militare, ha dettagliato il comportamento “estremamente intimidatorio” del soldato nei confronti di diversi colleghi, compresi alti ufficiali. Gli incidenti sono avvenuti a bordo del cacciatorpediniere HMS Dauntless e la condanna è stata emessa il 31 luglio 2026.
Condanna e pena detentiva per molestie su una nave della Marina britannica
Sian Dowsett è stato giudicato colpevole di aver promosso una campagna “vergognosa” di molestie sessuali contro almeno quattro soldati della stessa corporazione. La corte marziale stabilì che le azioni di Dowsett avevano lo scopo di “dominarli e metterli in imbarazzo” durante il periodo in cui era a bordo della HMS Dauntless. Oltre ad essere espulso dalla Marina, il marinaio fu condannato a 18 mesi di carcere.
Copertura completa: Ultime Notizie (IT)
L’impatto delle azioni sulla sistemazione e sulla routine delle vittime
Durante il processo presso il tribunale militare di Bulford nel Wiltshire, in Inghilterra, i rapporti descrissero dettagliatamente la sofferenza delle vittime. Una di loro, una senior, ha espresso la profonda vergogna e l’imbarazzo che provava per essere stata molestata da un subordinato. La vittima ha sottolineato di aver condiviso l’alloggio con Dowsett e di non sentirsi in grado di parlare dell’accaduto, temendo la reazione dell’aggressore. Ha descritto Sian come una persona “estremamente intimidatoria” che urlava alla gente e portava molte notti insonni.
Il soldato molestato ha anche riferito di avere accesso illimitato a lei e di credere sinceramente che avrebbe potuto essere aggredita fisicamente se lo avesse denunciato. “Pensavo che, se avesse saputo che avevo denunciato l’accaduto, la sua rabbia sarebbe stata incontrollabile”, ha affermato nella sua dichiarazione, illustrando il clima di paura e intimidazione imposto dal marinaio.
La difesa e il rifiuto dell’argomento autismo come giustificazione
La difesa di Sian Dowsett, presentata dall’avvocato Michael Green, ha cercato di contestualizzare il comportamento del marinaio con una recente diagnosi di autismo. L’argomentazione era che il disturbo avrebbe potuto contribuire allo “sfruttamento sociale, all’incomprensione interpersonale e alla difficoltà di adattamento agli ambienti sociali e istituzionali”.
Tuttavia, il giudice John Atwill ha respinto questa giustificazione. Ha sottolineato che gli atti commessi sono chiaramente “inaccettabili” e che chiunque, indipendentemente dalla diagnosi, dovrebbe riconoscere la gravità e la natura inappropriata di tale comportamento.
Vittime selezionate e l’etichetta “cancro sulla nave”.
Il processo militare ha rivelato che Sian Dowsett sceglieva deliberatamente le sue vittime. Ha preso di mira i nuovi arrivati e i colleghi che, secondo la sua valutazione, avrebbero meno probabilità di denunciarla. Testimoni hanno descritto Dowsett come un “cancro sulla nave”, sottolineando l’impatto distruttivo del suo comportamento sul morale e sulla sicurezza dell’equipaggio. È stato anche riferito che non solo le donne ma anche gli uomini a bordo del cacciatorpediniere erano oggetto di avance sessuali da parte del marinaio.














