La rimozione di Telegram dall’App Store solleva interrogativi sul motivo e sulla storia dei blocchi globali
L’app di messaggistica Telegram è stata rimossa dall’App Store in diverse nazioni il 3 agosto 2026, senza ancora chiarimenti ufficiali sul motivo della rimozione. La situazione aumenta l’incertezza tra gli utenti globali della piattaforma.
Gli utenti che avevano già installato l’applicazione sui propri dispositivi iOS e iPadOS continuano ad avere il normale accesso al servizio. Tuttavia, dalla sera del 3 agosto, per alcuni utenti in diverse regioni la ricerca di Telegram nell’App Store di Apple non mostra più il Messenger.
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Nonostante la sua assenza dall’App Store per iPhone e iPad, Telegram resta disponibile per il download tramite il Mac App Store, per i computer Apple. Inoltre, l’app rimane accessibile su Google Play Store per gli utenti del sistema operativo Android.
Ad oggi né Apple né Telegram hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per spiegare la situazione, che mantiene il mistero attorno ai motivi della rimozione. Gli organi di stampa hanno tentato di contattare Apple per ottenere chiarimenti.
La rimozione dell’applicazione Telegram dall’App Store è già avvenuta in passato
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Sebbene non ci sia ancora una conferma ufficiale sull’attuale rimozione, questa non è la prima volta che Telegram si trova ad affrontare blocchi nell’app store di Apple. Nel febbraio 2018, ad esempio, Apple ha temporaneamente rimosso l’applicazione dalla sua piattaforma a livello globale dopo aver individuato la presenza di “contenuti inappropriati”.
In quell’occasione, il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha affermato che Apple aveva allertato l’azienda riguardo al contenuto, il che ha portato all’implementazione di nuove misure di sicurezza prima del ritorno dell’app. Più recentemente, nel 2023, Telegram è stato rimosso dall’App Store brasiliano per ordine del tribunale, a causa del suo rifiuto di fornire dati su gruppi sospettati di incitamento alla violenza nelle scuole.
Nel 2024 l’applicazione è stata rimossa anche dall’App Store in Cina, insieme ad altre come WhatsApp, Threads e Signal. L’azione è avvenuta a seguito di un ordine diretto dell’autorità cinese di regolamentazione di Internet e, ad oggi, la rimozione rimane in vigore nel Paese.














