Una mandria di cavalli ha preso fuoco in Grecia nel mezzo di ondate di caldo estremo
Una mandria di cavalli è stata osservata fuggire dalle fiamme durante un enorme incendio boschivo che ha infuriato il nord-ovest di Atene il 3 agosto 2026. La scena scioccante rivela l’intensità della crisi ambientale che attanaglia la regione.
Gli animali, avvistati vicino all’insediamento di Kandili, sono stati avvistati mentre correvano disperatamente mentre il fuoco consumava rapidamente il campo dietro di loro. Le immagini hanno registrato i cavalli dirigersi inizialmente verso le fiamme prima di cambiare rotta e fuggire dalla zona a rischio.
Fortunatamente, secondo le informazioni diffuse dai media locali, i cavalli non sono rimasti feriti durante l’incidente.
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Negli ultimi giorni la Grecia è stata colpita da una grave ondata di incendi boschivi. L’avanzata delle fiamme è intensificata dai venti persistenti e da un’estate che ha visto temperature storicamente elevate in tutto il continente europeo.
L’impatto dei cambiamenti climatici sull’Europa
L’intero continente europeo è stato devastato dagli incendi boschivi quest’estate, caratterizzata da poche piogge e numerose ondate di caldo che hanno raggiunto record storici in diverse località. Gli scienziati sottolineano che le attuali condizioni climatiche in Europa sono state accentuate dai cambiamenti climatici, creando uno scenario di emergenza che sovraccarica i sistemi di risposta e minaccia gli ecosistemi e le comunità. Questa combinazione di fattori ha portato a una stagione degli incendi senza precedenti, mettendo a dura prova le risorse antincendio ed esponendo la vulnerabilità delle regioni.
In Grecia, le indagini preliminari suggeriscono che l’incendio è scoppiato nella regione della Beozia prima di estendersi all’Attica. La causa più probabile sarebbero le scintille provenienti dai conduttori di una rete privata che trasporta l’energia dalle turbine eoliche alla rete elettrica principale, come rivelato dai rapporti delle indagini. Due cittadini greci sono stati arrestati con l’accusa di negligenza e un terzo sospettato è ancora latitante.
In un altro incidente avvenuto lo scorso fine settimana, due elicotteri utilizzati per combattere gli incendi si sono scontrati in volo nell’area dell’insediamento di Psatha nell’Attica occidentale. La tragedia provocò la morte di due membri dell’equipaggio e più di 100 case furono distrutte da un incendio.
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I vigili del fuoco obbligano all’evacuazione di isole popolari come Cefalonia
I vigili del fuoco greci hanno lottato il 2 agosto 2026 per controllare un enorme incendio boschivo che aveva già devastato più di cento case a nord-ovest di Atene. Un nuovo scoppio di fiamme ha reso necessaria l’evacuazione delle zone della famosa isola turistica di Cefalonia.
Stime di fonti locali indicano che più di 10mila ettari di superficie forestale sono già stati consumati dalle fiamme in tutto il Paese.
Sebbene i forti venti che hanno alimentato l’incendio nella zona di Porto Germeno, nel Golfo di Corinto, a circa 60 chilometri da Atene, si siano calmati, le fiamme hanno attraversato una montagna a sud. Hanno raggiunto l’insediamento di Veniza e un poligono di tiro militare, dove hanno attivato ordigni inesplosi.
La task force antincendio ha mobilitato quasi 500 vigili del fuoco greci, supportati da veicoli, macchinari pesanti e aerei specializzati. L’operazione prevede anche il rinforzo di squadre provenienti da Francia e Romania.
La Grecia non è l’unico paese europeo ad essere devastato dagli incendi quest’estate. La stagione è stata caratterizzata dalla mancanza di pioggia e da diverse ondate di caldo che hanno visto temperature record in più località. Esperti e scienziati affermano che le condizioni meteorologiche estreme osservate in Europa potrebbero essere state peggiorate dal cambiamento climatico globale.
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Nel villaggio di Agios Konstantinos, i residenti hanno cercato, da soli, di fermare la propagazione dell’incendio. “L’incendio è scoppiato ieri notte, è vero che non possono essere ovunque. Noi residenti stiamo facendo tutto il possibile”, ha detto Tasos Tzempelikos, 61 anni, che, insieme a suo figlio, ha gettato acqua sulle fiamme per proteggere la sua proprietà.
La stampa locale ha riferito che era in corso uno sforzo coordinato per impedire che l’incendio di Veniza raggiungesse la vicina città costiera di Megara.














