Lewis Hamilton, sette volte campione di Formula 1, ha sorpreso annunciando l’acquisizione e il restauro di una Ferrari F40, modello che è stato ritrovato in stato di abbandono. Il pilota britannico ha inviato il veicolo a Maranello, in Italia, per completare il processo di recupero, dimostrando un interesse personale per una delle più grandi icone della storia automobilistica, in contrasto con la sua rinomata carriera alla Mercedes.
Lo stesso pilota ha descritto l’auto come “il veicolo dei miei sogni da quando riesco a ricordare”. La Ferrari F40 è ampiamente riconosciuta come una delle automobili più venerate e iconiche nella storia dell’industria automobilistica globale, affascinando gli appassionati con le sue prestazioni e il design sorprendente.
Alla scoperta dell’iconica Ferrari F40 e della sua creazione nel 1987
Lanciata nel 1987 per celebrare il 40° anniversario della casa automobilistica italiana, la berlina a due posti è stata sviluppata sulla base dell’esperienza accumulata con la 288 GTO e, soprattutto, con il progetto 288 GTO Evoluzione, inizialmente pensato per le competizioni del Gruppo B.
Il modello si distingue per essere l’ultima vettura stradale realizzata sotto la diretta supervisione di Enzo Ferrari, scomparso l’anno successivo, nel 1988. La proposta principale era quella di offrire un veicolo omologato per l’uso urbano con caratteristiche da vettura da corsa, privilegiando peso ridotto, alte prestazioni e poca interferenza da parte dei sistemi elettronici.
La F40 è equipaggiata con un motore V8 da 2.936 cm³, posizionato nella parte centrale posteriore del telaio e completato da due turbocompressori IHI. Questo pacchetto eroga una potenza di 478 cavalli a 7.000 giri al minuto e una coppia massima di 577 Nm a 4.000 giri al minuto, lavorando in combinazione con una trasmissione manuale a cinque velocità e una trazione posteriore.
La riduzione del peso è stata un aspetto cruciale nella progettazione del veicolo. La struttura della Ferrari F40 combina tubi di acciaio con rinforzi in materiali compositi, mentre la carrozzeria utilizza fibra di vetro, Kevlar e altre sostanze progettate per ridurre la massa complessiva. Il peso finale si avvicina a 1.100 kg, a seconda del riferimento e della configurazione.
Anche l’aerodinamica ha ricevuto un’attenzione particolare. Il design della carrozzeria è stato creato da Pininfarina ed è stato sottoposto a numerosi test nella galleria del vento. Il risultato è stato un coefficiente di resistenza aerodinamica di circa 0,34, con il grande spoiler posteriore, le prese d’aria e il cofano trasparente che contribuiscono alla stabilità e al raffreddamento del motore.
La filosofia della riduzione del peso si è estesa agli interni del veicolo. La F40 non disponeva di impianto audio, moquette e della maggior parte dei rivestimenti presenti nelle auto convenzionali. Le prime versioni prevedevano i finestrini laterali con una soluzione specifica, mentre le unità successive adottarono i finestrini azionati a manovella. L’auto ha anche rinunciato al servosterzo e ai freni ABS, stabilendo un collegamento diretto e stimolante tra guidatore, cambio, acceleratore e comportamento dinamico.
L’ampliamento della produzione del modello Ferrari F40
Inizialmente, la Ferrari aveva in programma di produrre solo 400 unità della F40. Tuttavia, a causa dell’elevata domanda, la casa automobilistica ha ampliato più volte il programma di produzione. Alla fine furono costruite poco più di 1.300 unità, con leggere variazioni a seconda della fonte e dei criteri di conteggio.
La produzione della F40 terminò all’inizio degli anni ’90, seguita dalla F50. Ciononostante, la Ferrari F40 rimane un’icona di una particolare fase dell’industria automobilistica, a simboleggiare un periodo in cui materiali compositi, motori turbo e innovazioni derivate dalla pista potevano essere integrati in un’auto stradale senza la vasta gamma di sistemi elettronici che sarebbero diventati standard nei decenni successivi.
