Starship di SpaceX affronta lo spegnimento di un motore Raptor rallentando il piano verso la Luna per il 2028
Il veicolo spaziale Starship ha registrato la disattivazione improvvisa di una delle sue unità propulsive nel corso del quattordicesimo volo di collaudo senza equipaggio, inserendo nuovi elementi di incertezza nella tabella di marcia della Nasa per riportare personale umano sul suolo della Luna. L’anomalia si è manifestata immediatamente dopo la separazione dallo stadio inferiore Super Heavy, costringendo i responsabili di volo ad anticipare la conclusione delle manovre orbitali programmate per tutelare i parametri di sicurezza dell’intera navetta.
I tecnici di controllo a terra sono riusciti a mantenere la rotta prestabilita e a condurre l’astronave fino all’orbita terrestre bassa, compensando l’avaria con gli apparati rimasti attivi. All’interno di questa traiettoria, il sistema ha completato il suo primo rilascio commerciale con generazione di ricavi economici, immettendo nello spazio un gruppo composto da 26 satelliti operativi Starlink V3.
La perdita di un elemento propulsivo ha tuttavia ridotto i margini di sicurezza necessari per estendere la permanenza nello spazio. I responsabili di missione hanno quindi attivato la manovra di discesa circa tre ore dopo la partenza, completando un ammaraggio controllato nelle acque dell’Oceano Pacifico in un settore marino localizzato a nord delle isole Hawaii.
Dati operativi e parametri tecnici registrati durante il quattordicesimo volo
- Data del decollo: lunedì 28 settembre 2026
- Luogo di lancio: base di Starbase, nella contea di Cameron in Texas, Stati Uniti
- Durata complessiva del profilo di volo: approssimativamente 3 ore fino al punto di discesa marina
- Carico utile collocato in orbita: 26 satelliti per telecomunicazioni della serie Starlink V3
- Unità motrici colpite dal blocco: 1 propulsore Raptor disattivato prematuramente durante la salita
- Obiettivi temporali per la superficie lunare: anno 2028 per gli Stati Uniti e anno 2030 per la Repubblica Popolare Cinese
Il blocco del propulsore Raptor e i rischi sul calendario verso la Luna
Il malfunzionamento rilevato nello spazio influenza in modo diretto la pianificazione dell’agenzia spaziale statunitense, dato che l’architettura di Starship costituisce la struttura portante dello Human Landing System. L’amministrazione federale ha individuato in questo vettore lo strumento destinato alle manovre di allunaggio e di risalita dalla superficie per gli equipaggi assegnati alle spedizioni del programma Artemis.
I motori scelti per scendere sulla superficie del satellite naturale sono della medesima serie tecnologica di quelli impiegati nel collaudo texano. L’apparato Raptor, alimentato da una miscela criogenica di metano e ossigeno liquido, rappresenta uno dei traguardi più sofisticati e onerosi dell’ingegneria missilistica moderna, ma richiede una regolarità impeccabile per ottenere l’omologazione al volo umano.
La portata delle conseguenze sulle future finestre operative dipenderà dagli esiti delle letture telematiche elaborate dal dipartimento tecnico della compagnia produttrice. L’indagine dovrà chiarire in maniera inequivocabile se l’arresto sia derivato dal guasto di un singolo componente o se sia presente un difetto di progettazione più ampio.
L’ingegnere aerospaziale Dean Sladen, responsabile della gestione della qualità presso la società Accu Components, ha spiegato come la gravità della situazione vari sensibilmente in base alla causa originaria del difetto. Secondo il parere dell’esperto, l’entità del rinvio dipenderà dal riscontro di una rottura isolata su una singola parte meccanica oppure dalla presenza di un problema strutturale esteso che imponga interventi su tutta la flotta.
Sladen ha precisato che i prossimi passaggi di certificazione del lanciatore richiedono l’affidabilità totale e ininterrotta dell’impianto di spinta. Ogni modifica che provochi una sosta nelle prossime partenze, compresa la manovra programmata per afferrare la nave al rientro mediante i bracci meccanici della torre terrestre, finisce per sottrarre tempo prezioso ai piani di sviluppo.
Corsa lunare tra la tecnologia di Elon Musk e il modulo Blue Moon
L’esigenza di certificare la navetta di SpaceX risponde a impegni formali assunti con l’amministrazione federale a Washington. Gli Stati Uniti intendono raggiungere il polo sud della Luna entro il 2028, traguardo operativo che manca dal dicembre del 1972, data di conclusione delle storiche attività del programma Apollo.
La necessità di rispettare queste scadenze è accentuata dalla competizione internazionale nello scacchiere asiatico. Il governo di Pechino ha confermato l’obiettivo di condurre propri cosmonauti sulla superficie della Luna entro il 2030, una soglia temporale che non lascia margini a battute d’arresto prolungate nei cantieri statunitensi.
Dean Sladen ha chiarito che il vero fattore determinante per l’industria aerospaziale americana resta il traguardo lunare. L’ente spaziale statunitense necessita della piena funzionalità di Starship in vista di Artemis 3, missione che include complessi test di rendezvous e manovre di attracco in orbita terrestre.
L’azienda guidata dal costruttore Elon Musk, fondata nell’area di Los Angeles nel 2002, non gode più di una posizione priva di rivali per l’assegnazione della prima discesa con persone a bordo. Nello stesso settore opera la concorrente Blue Origin, creata da Jeff Bezos, che porta avanti il veicolo di allunaggio Blue Moon basandosi su principi ingegneristici più convenzionali.
L’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, ha formalizzato che l’incarico per la prima discesa umana sulla superficie lunare spetterà al costruttore che renderà disponibile per primo un mezzo del tutto operativo. Tale orientamento strategico era stato delineato al termine della missione Artemis 2, che ha completato il periplo lunare impiegando il vettore Space Launch System, costruito da Boeing e Northrop Grumman, insieme alla capsula Orion realizzata da Lockheed Martin.
Precedenti anomalie di accensione e verifiche tecniche dopo il rientro
Le anomalie di combustione dei propulsori Raptor avevano già condizionato la resa di alcune manovre durante i lanci dei mesi precedenti. Nel corso della dodicesima missione di collaudo effettuata nel mese di maggio, un motore non aveva completato l’accensione prevista, spingendo la dirigenza ad annullare i successivi tentativi di riavvio in condizioni di vuoto orbitale.
Durante il tredicesimo test svoltosi a luglio, tutte le unità propulsive avevano invece garantito una spinta regolare lungo l’intera salita senza evidenziare difformità nei registri telematici. Lo spegnimento avvenuto nel quattordicesimo volo dopo il distacco dal Super Heavy ha riportato l’attenzione sulle tolleranze costruttive del sistema propulsivo.
Nonostante la traiettoria sia stata interrotta martedì 29 settembre 2026 in anticipo sui programmi originari, i vertici governativi hanno mantenuto una linea pubblica rassicurante. Attraverso una nota sulla piattaforma X, Jared Isaacman ha dichiarato che il volo ha raggiunto risultati costruttivi e ha segnato un passaggio di grande rilievo per lo sviluppo dell’ingegneria del programma.
I dettagli sull’origine del guasto rimangono riservati e sono oggetto di indagini approfondite da parte delle squadre tecniche a Starbase. La Nasa non ha comunicato variazioni formali agli accordi siglati per i voli abitati del programma Artemis in attesa della consegna della relazione conclusiva sui dati del vettore.
