Supremo Tribunale Federale: Kassio Nunes Marques valuta la revisione di Jair Bolsonaro dopo il voto

Jair Messias BolsonaroJair Messias Bolsonaro

Jair Messias Bolsonaro - Foto: Instagram

L’istanza di revisione penale che mira alla scarcerazione dell’ex presidente Jair Messias Bolsonaro sarà portata all’esame del collegio giudicante subito dopo la conclusione del secondo turno delle elezioni generali del 2026. L’orientamento espresso dal magistrato relatore Kassio Nunes Marques prevede che la trattazione procedurale avvenga in modo del tutto autonomo rispetto all’esito che scaturirà dalle urne elettorali, dopo la scelta di non emettere provvedimenti cautelari durante le settimane più intense della campagna politica nazionale.

Nella sua veste istituzionale di presidente del Tribunal Superior Eleitoral, l’organo di vertice della giurisdizione elettorale brasiliana, il giudice ha confidato ai propri collaboratori a Brasília la necessità di evitare determinazioni su misure restrittive prima della chiusura delle urne, scongiurando accuse di interferenza indebita nella competizione democratica. L’analisi condotta all’interno del suo ufficio giudiziario individua come percorso privilegiato l’assegnazione diretta del fascicolo alla seduta plenaria dei magistrati, ferma restando la facoltà formale di concedere un provvedimento ingiuntivo in forma monocratica qualora ne ravvisasse i presupposti urgenti.

Negli ambienti interni della Corte suprema, il relatore ha manifestato a funzionari e colleghi rilievi critici circa presunti eccessi riscontrati nelle fasi istruttorie del procedimento originario coordinato dal ministro Alexandre de Moraes, titolare dei fascicoli giudiziari legati ai tentativi di sovversione istituzionale. La strategia delineata punta a consentire lo sblocco immediato della causa giudiziaria non appena le operazioni di voto si saranno concluse su tutto il territorio federale.

Il passaggio della richiesta al collegio plenario composto da undici magistrati

Le norme che regolano il funzionamento della giurisprudenza costituzionale impongono che le richieste di revisione penale debbano essere deliberate nel merito dalla composizione plenaria del Supremo Tribunal Federal, l’organismo che riunisce la totalità degli undici membri della massima magistratura brasiliana. Sebbene il regolamento attribuisca al singolo relatore il potere di disporre provvedimenti cautelari d’urgenza, Kassio Nunes Marques ha fatto sapere ai propri interlocutori che una pronuncia condivisa dall’intero consesso offre una cornice di stabilità istituzionale decisamente superiore in merito allo status detentivo dell’ex capo dello Stato.

Foto: Nunes Marques em sessão plenária do TSE — Antonio Augusto/TSE

Attualmente Jair Messias Bolsonaro si trova sottoposto al regime degli arresti domiciliari con monitoraggio mediante cavigliera elettronica. Il collegio difensivo dell’ex presidente richiede l’annullamento della sanzione e il ripristino immediato della piena libertà provvisoria, contestando la validità della sentenza che ne aveva ordinato la reclusione. La determinazione di non intervenire con ordinanze prima dell’esito del voto mira a preservare l’organo giudiziario dallo scontro elettorale che polarizza il Paese.

Nonostante la volontà del giudice relatore di rendere disponibile l’incartamento subito dopo lo svolgimento del ballottaggio presidenziale, la competenza esclusiva sull’inserimento del caso all’ordine del giorno delle udienze appartiene al presidente dell’istituzione, il ministro Luiz Edson Fachin. Al momento attuale non è stata ancora fissata una data ufficiale per la discussione, sia essa in seduta fisica tradizionale oppure tramite il sistema telematico del tribunale.

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L’esito della prima condanna decisa con quattro voti favorevoli e uno contrario

La sanzione detentiva contestata mediante la revisione giudiziaria era stata decisa dalla Prima Sezione del Supremo Tribunal Federal con una maggioranza di 4 voti a favore e 1 contrario, nell’ambito dell’azione penale incentrata sul tentativo di colpo di Stato e sugli ulteriori reati connessi agli assalti agli edifici istituzionali. In quel collegio avevano espresso voto favorevole alla condanna i ministri Alexandre de Moraes, Cristiano Zanin, Cármen Lúcia e Flávio Dino, mentre il ministro Luiz Fux aveva formulato un parere discordante sostenendo la piena assoluzione dell’imputato.

Cinque componenti della Corte non avevano partecipato a quella delibera giudiziaria poiché inquadrati nella Seconda Sezione o assegnati alla presidenza dell’organo: André Mendonça, Gilmar Mendes, Dias Toffoli, il presidente Luiz Edson Fachin e lo stesso Kassio Nunes Marques. Ciascuno di questi cinque magistrati prenderà regolarmente parte alla votazione nel momento in cui la controversia verrà discussa davanti al plenum, ridefinendo così gli equilibri del collegio che aveva pronunciato la misura punitiva iniziale.

Riguardo all’entità complessiva della pena inflitta all’ex presidente della Repubblica, gli atti dell’istruttoria giudiziaria indicano un periodo di espiazione quantificato in 27 anni e 3 mesi di reclusione, benché esistano divergenze documentali nei resoconti della stampa nazionale che avevano fatto riferimento a una condanna di 23 anni di carcere. I difensori sostengono con forza che le restrizioni alla mobilità personale non possiedano più presupposti legittimi alla luce dei vizi denunciati.

L’istanza difensiva di ottanta pagine depositata dal senatore Flávio Bolsonaro

Il documento difensivo consegnato al protocollo della Corte si articola in 80 pagine e reca la firma del senatore Flávio Nantes Bolsonaro, che figura nell’atto in qualità di legale difensore del genitore mentre è impegnato nella corsa al ballottaggio per la presidenza del Brasile nel 2026. L’argomentazione legale eccepisce la presunta violazione della catena di custodia durante le operazioni tecniche di estrazione dei file informatici, contestando la lesione del diritto alla difesa nel corso dell’istruttoria guidata da Alexandre de Moraes.

A sostegno dell’istanza di annullamento, la memoria difensiva ha richiamato i contenuti emersi nel corso di una deliberazione del collegio plenario svoltasi il 15 settembre 2026. In quella circostanza i magistrati avevano affrontato i parametri relativi ai termini temporali concessi ai consulenti tecnici per condurre perizie informatiche indipendenti, nell’alveo dei controlli scaturiti dalle inchieste connesse al Banco Master. Secondo i legali, i medesimi criteri di garanzia probatoria avrebbero dovuto trovare puntuale applicazione anche negli accertamenti peritali della causa penale sui fatti eversivi.

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Prima del deposito formale del ricorso, la squadra dei professionisti incaricati della tutela legale dell’ex capo di Stato ha attraversato momenti di disaccordo procedurale. Il 24 settembre 2026 alcuni avvocati avevano presentato una richiesta d’urgenza di revoca della misura restrittiva, revocando tuttavia l’atto poche ore più tardi a causa di divergenze interne sulle scelte processuali più opportune.

Le tappe processuali registrate davanti alla Suprema Corte nel corso del 2026

Le iniziative giudiziarie intraprese a tutela della posizione di Jair Bolsonaro hanno scandito i calendari del palazzo di giustizia della capitale nel corso degli ultimi mesi dell’anno.

  • Maggio 2026: i difensori depositano la prima istanza formale di revisione penale, rimasta depositata presso la cancelleria del relatore Kassio Nunes Marques in attesa di determinazioni cautelari.
  • 15 settembre 2026: la seduta plenaria del tribunale affronta la discussione istituzionale riguardante i tempi di verifica peritale e l’integrità dei reperti digitali.
  • 24 settembre 2026: il collegio difensivo inoltra una richiesta d’urgenza di liberazione, disponendone la revoca nello stesso pomeriggio a causa di orientamenti tecnici discordanti.
  • 25 settembre 2026: viene formalizzato il nuovo ricorso di 80 pagine per richiedere l’immediata cessazione delle misure cautelari a carico del condannato.
  • 30 settembre 2026: il fascicolo procedurale viene formalmente assegnato all’esame istruttorio del giudice relatore Kassio Nunes Marques.
  • 5 ottobre 2026: il magistrato fa pervenire ai propri collaboratori l’indicazione di voler fissare la disamina subito dopo la conclusione del ballottaggio presidenziale.

Il ruolo del presidente Edson Fachin nella definizione del calendario delle udienze

Una volta ultimata la stesura della relazione scritta e formalizzato il provvedimento di trasmissione della pratica da parte del relatore Kassio Nunes Marques, spetterà al vertice del tribunale Luiz Edson Fachin disporre la collocazione temporale della causa nel calendario dei lavori d’aula. Il regolamento generale della Corte non stabilisce una scadenza rigida entro cui il presidente sia obbligato a sottoporre ai magistrati i procedimenti resi disponibili dai singoli relatori.

La definizione del percorso giudiziario resta subordinata all’esaurimento del secondo turno elettorale e al successivo deposito della relazione conclusiva, atto indispensabile affinché l’organo supremo possa stabilire se confermare la pena inflitta dalla Prima Sezione oppure revocarne integralmente gli effetti sanzionatori.