Il senatore e candidato alla Presidenza della Repubblica per il Partito Liberale (PL), Flávio Bolsonaro, si trova in testa nel conteggio parziale dei voti espressi all’estero per il secondo turno delle elezioni presidenziali brasiliane di questa domenica (25). Sulla base dei verbali di seggio diffusi dal Tribunale Superiore Elettorale (TSE), la massima autorità giudiziaria che governa e certifica le consultazioni elettorali in Brasile, il rappresentante del PL ha accumulato 33.642 preferenze entro le 10:40 (ora di Brasília), assicurandosi il primo posto in sette Paesi. Il presidente in carica e candidato per il Partito dei Lavoratori (PT), Luiz Inácio Lula da Silva, ha raccolto nello stesso intervallo temporale 15.272 voti, attestandosi in prima posizione in cinque nazioni.
Il bilancio provvisorio elaborato nella mattinata del 25 ottobre 2026 riunisce i verbali emessi dalle urne elettroniche in 12 giurisdizioni estere, dove la differenza di fuso orario rispetto al Sud America ha già consentito la chiusura regolare delle operazioni di voto. Ogni urna elettronica brasiliana stampa alla chiusura del seggio un documento pubblico denominato bollettino d’urna, che riporta il totale dei suffragi ottenuti da ciascun contendente prima ancora dell’accorpamento centrale. Nella distribuzione geografica finora accertata, Flávio Bolsonaro si è imposto in Giappone, Malesia, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Indonesia e Thailandia, oltre che nella regione amministrativa speciale di Hong Kong e a Taiwan. Luiz Inácio Lula da Silva ha invece ottenuto la maggioranza dei voti validi in Australia, Cina, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Singapore.
Risultati dei seggi in Giappone, Oceania e nel continente asiatico
Il margine numerico accumulato da Flávio Bolsonaro nel rilevamento delle 10:40 deriva in larga misura dall’esito registrato in Giappone, che ospita una delle più grandi comunità di elettori brasiliani residenti fuori dai confini nazionali. Nelle sezioni giapponesi, il candidato del PL ha totalizzato 28.538 voti, pari all’80,08% dei suffragi validi, lasciando a Luiz Inácio Lula da Silva 7.098 preferenze, corrispondenti al 19,92%. Già in occasione del primo turno del 2026 il senatore aveva prevalso nell’arcipelago nipponico incassando 24.601 voti contro i 5.234 assegnati all’esponente del PT.
Spostando l’analisi ai collegi dell’Oceania, i documenti delle sezioni elettorali hanno certificato la vittoria del candidato del PT in entrambe le nazioni con spoglio completato. In Australia, Lula ha chiuso il ballottaggio in testa con 6.017 voti (63,46% delle preferenze valide), mentre Flávio Bolsonaro si è fermato a 3.465 voti (36,54%). Nel primo turno di quest’anno in territorio australiano, Lula aveva già guidato lo scrutinio con 4.562 schede a favore contro le 2.579 del rivale.
Anche in Nuova Zelanda, primo Paese al mondo a concludere le operazioni di voto per via del fuso orario di Wellington avanti di 16 ore rispetto a Brasília, Lula ha conquistato la prima posizione raccogliendo 418 voti (80,54%), a fronte dei 101 voti (19,46%) attribuiti a Flávio Bolsonaro. Il dato neozelandese segna un incremento della partecipazione rispetto alla prima tornata elettorale del 2026, che si era chiusa con 234 suffragi per Lula e 64 per il senatore del PL.
Nel resto del continente asiatico, i verbali di seggio hanno delineato distacchi variabili nei collegi minori. Lula ha prevalso a Singapore con 213 voti (63,78%) contro 121 di Flávio Bolsonaro e in Corea del Sud con 148 preferenze (64,35%) contro 82 (35,65%), migliorando il bilancio sudcoreano del primo turno che era stato di 123 a 72. Sul fronte opposto, Flávio Bolsonaro ha superato l’avversario nelle Filippine per 39 voti (59,09%) a 27 (33 a 26 nel primo turno), in Indonesia per 23 voti (60,53%) a 15 (39,47%), in Thailandia per 60 voti (51,72%) a 56 (48,28%), in Malesia per 44 a 41 e a Hong Kong per 133 a 127.
Confronto con il primo turno del 2026 e con il ballottaggio del 2022
L’orientamento di voto emerso nelle prime circoscrizioni estere ricalca la distribuzione geografica osservata nella corsa presidenziale del 2022, quando Luiz Inácio Lula da Silva affrontò al secondo turno l’allora presidente e candidato Jair Bolsonaro. Quattro anni fa, le urne in Giappone si chiusero con 27.640 voti (83,63%) a favore di Jair Bolsonaro e 5.412 voti (16,37%) per Lula. In quello stesso ballottaggio del 2022, l’Australia premiò Lula con 4.321 preferenze (62,69%) contro 2.572 (37,31%), così come la Nuova Zelanda, dove il leader del PT ottenne 389 voti (70,34%) contro i 164 (29,66%) dell’avversario.
Nel bilancio complessivo del primo turno del 2026 all’estero, Lula aveva terminato in vantaggio su scala globale vincendo in 64 Paesi e totalizzando 157.387 voti, pari al 47,57% dei voti validi. Flávio Bolsonaro si era aggiudicato il primato in 36 nazioni nella prima fase della consultazione, raccogliendo 143.900 voti (43,49% del totale valido). Le operazioni di voto del primo turno avevano inoltre registrato un pareggio esatto in Guinea-Bissau e un tasso di astensione del 62,69% tra gli iscritti residenti fuori dal Brasile.
Criteri del TSE per i seggi esteri e orari di diffusione dei dati
Per questo secondo turno presidenziale sono chiamati alle urne 918.876 cittadini brasiliani residenti all’estero, che per legge votano esclusivamente per la carica di presidente e vicepresidente della Repubblica in seggi distribuiti tra 186 città di oltre cento Paesi. Questo contingente rappresenta poco più dello 0,5% dell’elettorato generale brasiliano abilitato per le elezioni del 2026, che supera i 158 milioni di iscritti e comprende oltre 136 milioni di cittadini sottoposti a obbligo di voto e poco più di 22 milioni di elettori per i quali la partecipazione è facoltativa.
La normativa elettorale brasiliana stabilisce che il TSE possa istituire una sezione di voto in una città straniera solo in presenza di almeno 30 elettori regolarmente registrati in quella circoscrizione consolare. In conseguenza di tale soglia minima di iscritti, 32 Paesi non hanno avuto seggi attivi nel primo turno del 2026: dieci in Asia (Armenia, Azerbaigian, Bangladesh, Kazakistan, Corea del Nord, Georgia, Iraq, Myanmar, Pakistan e Sri Lanka), due in Europa (Albania e Bosnia ed Erzegovina), quattro nelle Americhe (Antigua e Barbuda, Barbados, Belize e Santa Lucia) e 16 in Africa (Benin, Botswana, Burkina Faso, Camerun, Congo, Etiopia, Gabon, Guinea, Guinea Equatoriale, Malawi, Mali, Repubblica Democratica del Congo, São Tomé e Príncipe, Togo, Zambia e Zimbabwe).
L’andamento dello scrutinio e l’organizzazione delle sezioni oltreconfine rispondono a parametri operativi e scadenze orarie fissati dalla giustizia elettorale brasiliana:
- 10:40 (ora di Brasília): orario di consolidamento del rilevamento parziale basato sui verbali di seggio provenienti da 12 Paesi.
- 17:00 (ora di Brasília): chiusura unificata dei seggi sull’intero territorio nazionale brasiliano e avvio della pubblicazione ufficiale dei risultati da parte del TSE.
- 30 elettori abilitati: numero minimo di cittadini iscritti richiesto dalla legge affinché il TSE apra una sezione elettorale in una giurisdizione estera.
- 186 città: numero complessivo di località all’estero dotate di seggi elettorali operativi per il secondo turno presidenziale.
La ripartizione dettagliata di tutte le singole sezioni che compongono i restanti blocchi numerici dei verbali di seggio del primo e del secondo turno resta in fase di verifica documentale, ad eccezione dei conteggi già consolidati nei verbali di Giappone, Australia, Nuova Zelanda e delle circoscrizioni asiatiche scrutinate.
Il risultato ufficiale e definitivo di tutte le sezioni elettorali all’estero sarà reso pubblico dal TSE questa domenica (25) a partire dalle ore 17:00 (ora di Brasília), non appena si concluderanno le operazioni di voto in tutte le regioni del Brasile.
