Il capo della NASA difende l’equipaggio maschile al 100% dell’Artemis III e rafforza i criteri tecnici

Artemis III.

Artemis III. - Foto NASA

Il capo della Nasa, Jared Isaacman, è uscito in difesa dell’equipaggio annunciato per la missione Artemis III, composto esclusivamente da uomini, e ha ribadito che la scelta ha seguito criteri strettamente tecnici.

La decisione ha suscitato interrogativi sui social, soprattutto perché il programma Artemis aveva già promesso di includere una donna e una persona di colore nel primo sbarco del secolo. Isaacman, tuttavia, ha affermato che la selezione non è legata a decisioni politiche.

“Ho visto reazioni che vanno dalla delusione all’indignazione”, ha scritto Isaacman sul suo account X. Ha spiegato che l’Ufficio Astronauti sceglie la squadra che offre le maggiori possibilità di successo per gli obiettivi della missione, considerando esperienza, profilo e disponibilità.

Artemis III, prevista per la fine del 2027, non atterrerà sulla Luna. L’obiettivo sarà testare la navicella spaziale Orion nell’orbita terrestre bassa, eseguendo rendezvous e manovre di attracco con prototipi di moduli di atterraggio lunari sviluppati da società private, come SpaceX e Blue Origin. Questo passaggio è considerato essenziale per convalidare i sistemi prima di Artemis IV, che dovrebbe portare gli astronauti sulla superficie lunare nel 2028.

Equipaggio esperto

La squadra è composta dal comandante Randy Bresnik, dal pilota Luca Parmitano, dell’Agenzia spaziale europea, e dagli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas, tutti della NASA. Bob Hines è stato assegnato come astronauta di riserva.

Bresnik, Parmitano e Rubio hanno una vasta esperienza nel volo spaziale, compresi soggiorni prolungati presso la Stazione Spaziale Internazionale. Douglas servì come riserva per l’equipaggio dell’Artemis II. La NASA sottolinea che il gruppo ha le competenze ideali per test complessi di attracco e supporto vitale nello spazio.

Cambiamenti nel contesto della diversità

Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, alle agenzie federali, inclusa la NASA, è stato ordinato di eliminare le iniziative relative alla diversità, all’equità e all’inclusione. L’agenzia ha rimosso da alcune pagine ufficiali i riferimenti a precedenti impegni per far sbarcare una donna e una persona di colore sulla Luna.

Isaacman ha ricordato che la NASA dispone di un gruppo ampio e qualificato di astronauti e che i membri dell’attuale gruppo in fase di addestramento specifico per l’atterraggio dovrebbero avere la priorità nelle future missioni di atterraggio. Ha chiesto che l’attenzione sia focalizzata sulla celebrazione dei selezionati e sull’integrità del processo.

La missione segna un altro passo avanti negli sforzi degli Stati Uniti per tornare sulla Luna in modo sostenibile, in collaborazione con aziende private e agenzie internazionali. Il successo di Artemis III sarà decisivo per l’ambizioso programma che prevede la continua presenza umana sul satellite naturale.

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