Il padre di Messi ha minacciato un’azione legale dopo che le voci sull’autismo che coinvolgevano Romário sono diventate virali su Internet
Negli ultimi anni sono circolate pesantemente su Internet speculazioni persistenti sulla possibilità che Lionel Messi avesse una diagnosi di autismo. Sebbene questa informazione sia già stata smentita, la notizia falsa ha guadagnato importanza quando è stata diffusa da Romário e ha quasi portato ad un’azione legale.
Negli ultimi anni, la polemica sulla presunta condizione di autismo di Messi ha generato grande fermento sulle piattaforme digitali, incidendo sul dibattito pubblico.
L’inizio di questa narrazione risale al 2013, quando il giornalista Roberto Amado pubblicò un articolo sulla sua piattaforma online, sostenendo che a Messi era stata diagnosticata la sindrome di Asperger (classificazione ora integrata con il disturbo dello spettro autistico) quando aveva otto anni.
Nella pubblicazione, chi scrive ha correlato aspetti della natura dell’atleta, come il suo carattere riservato, la difficoltà ad esprimersi nelle interviste e certi atteggiamenti dimostrati sul campo, a caratteristiche comunemente legate allo spettro autistico.
Il contenuto ha anche portato paralleli tra Messi e il personaggio Raymond del film “Rain Man”, oltre a collegare le prestazioni dell’atleta alla sindrome di Savant, un fenomeno raro in cui gli individui presentano talenti eccezionali in aree specifiche.
La pubblicazione ha rapidamente ottenuto un’enorme visibilità sui social media ed è stata ampiamente diffusa come informazione pienamente provata, generando un effetto domino di polemiche ed evidenziando la velocità con cui i dati non verificati possono essere accettati come verità.
L’impatto della manifestazione di Romário sulle piattaforme digitali
Poco dopo la pubblicazione del materiale originale, Romário ha deciso di condividere l’argomento sui suoi profili internet, aumentando sostanzialmente la portata delle voci su Messi e l’autismo. “Sapevi che Messi soffre della sindrome di Asperger? Si tratta di una forma lieve di autismo, che gli ha dato il dono della concentrazione e della concentrazione sopra ogni cosa e tutti gli altri”, ha dichiarato l’ex atleta.
In una serie di post successivi, Romário, che attualmente sta provocando accese discussioni sui Mondiali del 2026, ha aggiunto: “Anche Newton ed Einstein avevano livelli di autismo. Spero che, come loro, Messi superi se stesso ogni giorno e continui a farci conoscere questo bellissimo calcio”.
Il padre di Messi confuta le accuse e considera un’azione legale contro Romário
L’ampia diffusione della vicenda ha portato la situazione all’attenzione di Jorge Messi, capostipite della stella argentina, che attualmente è alle prese con problemi di salute. Durante quel periodo, ha negato qualsiasi diagnosi di autismo a suo figlio e ha segnalato la possibilità di intraprendere un’azione legale contro Romário per aver pubblicato la notizia.
Di fronte alla smentita, l’ex calciatore brasiliano ha rilasciato una nuova dichiarazione sui suoi social: “Stanno sensazionalizzando la questione. Ah, il padre di Messi ha detto che mi farà causa per questo. Puoi denunciare, se vuoi”, ha affermato con veemenza.
Successivamente, Romário ha affermato che la sua azione si limitava a trasmettere informazioni già pubblicate dalla stampa: “Ho diffuso informazioni che i veicoli in Brasile hanno coperto. Anche un canale televisivo ha parlato della questione, ma il padre di Messi lo ha smentito. Quindi ecco le informazioni: secondo il padre di Messi, non è autistico. Non sono un medico per confrontare le informazioni”.
La smentita delle voci da parte del medico che accompagnava Messi in gioventù
Diversi anni dopo, la controversia fu nuovamente chiarita da Diego Schwarzstein, un professionista sanitario che monitorò Messi da giovane. Il medico ha spiegato che l’unico problema di salute dell’atleta durante l’infanzia era una carenza ormonale, che richiedeva un trattamento specifico durante tutta la sua crescita.
In una dichiarazione rilasciata alla UOL Esporte, Schwarzstein ha chiarito: “A Leo non è mai stato diagnosticato l’Asperger o qualsiasi altra forma di autismo. È davvero una sciocchezza”.
















