In Australia, i grandi uccelli da giardino usano i rifiuti umani come decorazioni per attirare i compagni
In cerca di partner, gli uccelli giardinieri maggiori, una specie originaria dell’Australia conosciuta scientificamente come Chlamydera nuchalis, utilizzano una tattica peculiare: costruiscono elaborate strutture decorative. Queste “vetrine” servono per impressionare le femmine durante il periodo dell’accoppiamento.
L’avanzamento dell’urbanizzazione ha rivelato una fonte inaspettata di ornamenti per questi uccelli: lo smaltimento umano. Frammenti di vetro colorato, varie materie plastiche, cavi elettrici, coperchi, confezioni di medicinali, banconote e persino oggetti insoliti come manette sono stati registrati come parte di queste costruzioni da parte dei maschi.
Questo adattamento comportamentale è stato dettagliato in una ricerca condotta dall’Università di Exeter, nel Regno Unito, e i risultati sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista Royal Society Open Science.
Durante la stagione riproduttiva, i maschi della specie creano complesse costruzioni sul terreno, note come pergolati. Assemblate con rami intrecciati a forma di tunnel, queste costruzioni hanno un unico scopo: attirare l’attenzione delle femmine per l’accoppiamento.
Storicamente, la selezione degli ornamenti per i pergolati includeva oggetti naturali. Per abbellire i nidi si preferivano elementi come foglie fresche, frutti colorati, semi vari, bastoncini e conchiglie.
La selezione di questi elementi non avviene in modo casuale. I maschi mostrano una preferenza per oggetti che contrastano nettamente con le loro piume e la struttura del pergolato, con l’obiettivo di creare uno spettacolo visivamente più attraente e di grande impatto per l’osservazione delle femmine.
Il rituale di corteggiamento è dinamico, come descritto da Caitlin Evans, autrice principale dello studio e ricercatrice presso l’Università di Exeter. “Quando una femmina si avvicina e si posiziona nel pergolato, i maschi lanciano un oggetto verso di lei, poi mostrano il piumaggio sulle loro teste e lanciano un altro oggetto, e così via”, ha spiegato Evans in una nota.
Tuttavia, l’espansione urbana sugli ecosistemi naturali di questi uccelli ha modificato in modo significativo le loro opzioni di decorazione, introducendo un’ampia gamma di nuovi materiali nel loro repertorio.
Per studiare l’influenza dell’urbanizzazione su questo complesso rituale di attrazione, gli scienziati hanno monitorato 61 pergole nello stato del Queensland, in Australia, durante il periodo riproduttivo del 2023. Alcune di queste strutture erano situate nella città di Townsville, con circa 200.000 residenti, mentre il resto si trovava in una zona rurale, nella proprietà della Dreghorn Cattle Station.
Il gruppo di ricerca ha effettuato una documentazione fotografica e un’analisi approfondita di un totale di 3.782 oggetti decorativi. Di questo importo, ben 3.270 oggetti sono stati identificati in pergolati situati in ambienti urbani, in contrasto con i 512 rinvenuti nelle aree rurali.
La valutazione delle immagini ha tenuto conto della capacità visiva degli uccelli, fattore cruciale per comprendere le loro scelte. A differenza degli esseri umani, questi uccelli hanno uno spettro visivo che include lunghezze d’onda ultraviolette, che consente loro di percepire i colori in un modo unico.
I dati hanno rivelato una chiara distinzione tra gli ambienti. I pergolati situati nelle aree urbane avevano, in media, quasi cinque volte più elementi decorativi, con una media di 93 elementi per struttura, rispetto ai 20 trovati nelle regioni rurali. Un esempio urbano ha accumulato più di 300 decorazioni.
Inoltre, la probabilità di trovare materiali di origine umana nei nidi cittadini era dieci volte superiore. Circa l’89% degli oggetti nelle aree urbane erano artificiali, come frammenti di vetro, pezzi di plastica e metalli, mentre nelle regioni rurali questa percentuale era di circa il 46%.
Anche le tipologie di oggetti preferiti dagli uccelli variavano a seconda dell’habitat. Nelle zone rurali si preferivano foglie verdi e semi. Tuttavia, nei centri urbani, il vetro verde e i fili rossi emersero come gli ornamenti più ambiti.

La ricerca suggerisce che questi uccelli acquisiscono materiali in modi diversi. Alcuni esemplari si limitano a raccogliere oggetti scartati dall’uomo, mentre altri dimostrano un comportamento di “furto”, sottraendo decorazioni dalle pergole degli uccelli rivali.
La predilezione per i rifiuti umani non è semplicemente una questione di disponibilità negli ambienti urbani. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno effettuato un esperimento controllato: hanno rimosso le decorazioni dai pergolati in entrambe le aree e hanno presentato a diversi uomini una selezione mista di oggetti urbani e rurali.
L’esperimento ha dimostrato che sia gli uccelli che vivono nelle aree urbane sia quelli che vivono nelle regioni rurali hanno mostrato una marcata preferenza per gli oggetti di origine umana. La possibilità di scegliere questi articoli era circa dieci volte maggiore di quella di scegliere materiali naturali trovati sul campo.
Il motivo esatto del fascino esercitato su questi materiali è ancora oggetto di studio, ma sono state avanzate diverse ipotesi. Uno di questi suggerisce che gli oggetti prodotti dall’uomo abbiano colori e tonalità più vivaci che raramente si trovano in natura. Per le specie che dipendono da segnali visivi per il corteggiamento, un elemento che risalta nell’ambiente attirerebbe naturalmente più attenzione.
Un altro fattore che può giustificare la popolarità della spazzatura è la sua intrinseca durabilità. A differenza di frutti, foglie e altri elementi organici che si degradano o perdono rapidamente la loro lucentezza, i frammenti di vetro, plastica e metallo conservano le loro caratteristiche per periodi molto più lunghi, riducendo la necessità di una manutenzione costante della decorazione del pergolato.
Nonostante l’ingegno dimostrato, la ricerca evidenzia che questo adattamento ai rifiuti umani non implica necessariamente un beneficio per gli uccelli. Laura Kelley, coautrice dello studio e anche ricercatrice presso l’Università di Exeter, ha osservato in una dichiarazione che “non ci sono ancora dati conclusivi sull’impatto negativo o positivo su questi animali”.
Kelley sottolinea che la disponibilità di questi oggetti realizzati dall’uomo sta chiaramente alterando il comportamento degli uccelli da giardino. Conclude che questo studio funge da “potente promemoria di come le azioni umane stanno rimodellando il mondo naturale in modi spesso imprevedibili e profondi”.
















