L’asteroide (152637) 1997 NC1, che misura fino a 1.650 metri, si avvicina alla Terra sabato senza rischio di impatto
Un grande corpo celeste passerà vicino al nostro pianeta questo sabato, senza alcun pericolo di collisione, e potrà essere osservato con l’aiuto di telescopi più piccoli o binocoli ad alta potenza, ha annunciato mercoledì scorso l’Agenzia spaziale europea (ESA) (24).
Avvicinamenti così ravvicinati a corpi celesti di tali dimensioni sono rari e si verificano ogni pochi anni, come sottolineato da Juan Luis Cano, dell’Ufficio per la difesa planetaria dell’agenzia europea. Lui, però, ha avvertito che la Luna, che sarà luminosa e in una fase ravvicinata, potrebbe rendere difficile l’osservazione nel momento esatto della massima vicinanza all’asteroide.
Identificato nel 1997 e catalogato come (152637) 1997 NC1, questo oggetto roccioso ha una dimensione stimata tra 750 e 1.650 metri, calcolo ottenuto dalla quantità di luce solare che riflette nello spazio.
Tuttavia, altre analisi suggeriscono che l’asteroide potrebbe essere di dimensioni leggermente più piccole di quanto inizialmente stimato, come evidenziato dall’ESA.

Il punto più vicino alla Terra dell’asteroide verrà raggiunto sabato, precisamente alle 11:14 ora GMT, che corrisponde alle 8:14 ora di Brasilia, con l’oggetto che viaggerà ad una velocità di 8,9 chilometri al secondo.
In quel momento il corpo celeste si troverà a esattamente 2.559.461 chilometri di distanza dal nostro pianeta. Questa distanza, equivalente a più di sei volte la distanza lunare (6,66 volte), garantisce la totale assenza di rischi per la Terra, escludendo ogni probabilità di impatto.
L’asteroide sarà visibile in diverse parti del globo. Durante la fase di avvicinamento sarà osservabile nell’emisfero settentrionale; nel punto più vicino è visibile praticamente ovunque nel mondo; e mentre si allontana, sarà accessibile solo agli osservatori dell’emisfero australe.
Nei luoghi del mondo in cui la notte coincide con il passaggio, sarà teoricamente possibile vedere l’asteroide utilizzando piccoli telescopi o anche robusti binocoli, secondo le informazioni diffuse dall’ESA.
















