Può una coda di cavallo stile Haaland da Coppa del Mondo accelerare la caduta dei capelli? Gli esperti spiegano

Haaland - Instagram/erling

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Lo stile sorprendente di Erling Haaland, con la sua coda di cavallo stretta e i lati rasati, ha generato molti commenti sui social media, soprattutto sulla possibilità che l’acconciatura causi la caduta dei capelli. La popolarità della stella norvegese, attualmente impegnata nei Mondiali, ha fatto emergere un dubbio comune: legare strettamente i capelli può, infatti, portare alla calvizie? Gli esperti nel campo dei capelli offrono importanti chiarimenti sull’argomento.

Tensione nei capelli e alopecia da trazione

Legare i capelli troppo stretti e troppo spesso può causare una condizione specifica nota come alopecia da trazione. La dermatologa Mariana Paixão, membro della Società Brasiliana di Dermatologia, spiega che l’uso ripetitivo di acconciature come chignon, code di cavallo e trecce eccessivamente strette esercita una tensione continua sui follicoli piliferi. Questa pressione costante provoca danni meccanici alla struttura da cui ha origine il filo, che può provocarne la caduta.

La buona notizia è che, se identificata precocemente, l’alopecia da trazione è in gran parte reversibile. Se si interrompe la pratica di lisciare i capelli, la condizione tende a migliorare. Tuttavia, mantenere queste abitudini per molti anni può portare alla formazione di cicatrici nel follicolo, con conseguente caduta permanente dei capelli. È essenziale prestare attenzione ai segnali di allarme per cercare un trattamento prima che il danno diventi permanente.

Le prime indicazioni di alopecia da trazione di solito includono:

  • Dolore e sensibilità al cuoio capelluto dopo aver legato i capelli.
  • Rossore nella regione colpita.
  • Rottura frequente dei capelli.
  • Un progressivo assottigliamento della fronte e delle tempie, zone più soggette a trazione.

Distinzione tra alopecia da trazione e calvizie genetica

Sebbene entrambe le condizioni provochino la caduta dei capelli, l’alopecia da trazione e la calvizie genetica, conosciuta scientificamente come alopecia androgenetica, hanno origini completamente diverse. La dermatologa Mariana Paixão sottolinea che si tratta di “due cose completamente diverse, con fisiopatologia diversa”, cioè con meccanismi di sviluppo diversi.

La calvizie classica è fortemente legata al patrimonio genetico e all’azione degli ormoni. L’agente principale è il DHT, una sostanza derivata dal testosterone. Gli individui geneticamente predisposti hanno follicoli piliferi più sensibili a questo ormone. Il legame del DHT ai recettori del follicolo innesca un processo di miniaturizzazione, facendo sì che i fili diventino più sottili e più corti.

Fattori genetici dietro la calvizie androgenetica

La presenza di DHT nel corpo non è di per sé indice di calvizie. Il fattore determinante è la sensibilità dei follicoli piliferi a questa sostanza, una caratteristica geneticamente ereditata. Nelle persone predisposte, ad ogni nuovo ciclo di crescita, i capelli diventano più sottili, più corti e meno visibili, un processo graduale che può trasformare una ciocca inizialmente folta in un capello quasi impercettibile.

La calvizie androgenetica, quindi, non è necessariamente legata ad alti livelli di testosterone rilevati negli esami del sangue. Una persona può avere livelli ormonali normali e avere comunque follicoli geneticamente più sensibili al DHT. Anche l’eredità genetica è complessa e può provenire da entrambi i rami della famiglia e manifestarsi in modi diversi, senza un unico modello tra i parenti.

Scoprire i miti sulla caduta dei capelli

Molte credenze popolari sulla caduta dei capelli persistono, ma la scienza offre spiegazioni chiare per sfatare alcuni di questi miti. Comprendere la verità dietro queste idee può aiutarti a gestire meglio la salute dei tuoi capelli e a trovare le giuste soluzioni.

Scopri 10 miti comuni sulla caduta dei capelli, sfatati dagli esperti:

  • Radersi la testa accelera la caduta dei capelli:Mito. La raschiatura rimuove solo la parte visibile del pelo; i follicoli rimangono intatti, mantenendo il normale ciclo di crescita.
  • Lavare i capelli ogni giorno provoca la caduta dei capelli:Mito. La frequenza di lavaggio ideale dipende dal tipo di cuoio capelluto. Perdere circa 100 capelli al giorno è considerato normale.
  • L’uso frequente dell’asciugacapelli porta alla calvizie:Mito. Il calore eccessivo può indebolire i capelli, ma non causa la calvizie genetica. Si raccomanda di mantenere il distanziamento e temperature moderate.
  • Indossare un berretto provoca una caduta permanente:Mito. Non ci sono prove che colleghino il berretto alla calvizie. L’uso costante può, al massimo, aggravare la dermatite o riscaldare il cuoio capelluto, provocando una temporanea caduta dei capelli.
  • Gli uomini calvi hanno più testosterone:Mito. La differenza non sta nella quantità dell’ormone, ma nella sensibilità dei follicoli al DHT.
  • Le donne non diventano mai calve:Mito. La conversione del testosterone in DHT avviene in entrambi i sessi, con conseguente assottigliamento diffuso sulla sommità della testa in alcune donne.
  • La calvizie si eredita solo dal lato materno:Mito. L’ereditarietà è poligenica e può provenire sia dalla madre che dal padre e può saltare generazioni.
  • Le persone con i capelli grigi non diventano calve:Mito. Non esiste alcuna relazione scientifica tra i due fenomeni; Entrambi sono influenzati dalla genetica, ma seguono percorsi diversi.
  • Alcuni alimenti prevengono la calvizie:Mito. Nessun alimento previene la caduta genetica dei capelli. Una dieta equilibrata contribuisce alla salute generale dei capelli, ma non ferma la calvizie.
  • Lo shampoo anticaduta previene la calvizie:Mito. Il prodotto ha poco contatto con il cuoio capelluto e non agisce sulle cause interne della caduta dei capelli.
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