La ricerca rivela che il consumo eccessivo di alcol, anche sporadico, aumenta il rischio di dipendenza
Un nuovo studio condotto in Francia indica che il consumo eccessivo di alcol, anche se consumato poco frequentemente, è direttamente collegato a una maggiore probabilità di sviluppare sintomi di alcolismo. Gli esperti avvertono che questo modello di assunzione non potrà mai essere considerato privo di rischi per la salute.
Tra coloro che adottano un consumo eccessivo di alcol, la ricerca di esperienze e sensazioni intense è notevolmente più elevata rispetto agli individui che non bevono. Questa scoperta rafforza la complessità del comportamento a rischio.
Con la proliferazione di feste universitarie e incontri sociali in cui le bevande alcoliche vengono consumate in successione, il consumo eccessivo di alcol è diventato una preoccupazione centrale per la salute pubblica. Il modello è definito come il consumo di più di sei dosi di bevande alcoliche in una singola occasione.
Secondo lo psichiatra Philip Gorwood, specialista in dipendenza chimica al GHU Paris Sainte-Anne e ricercatore presso l’Istituto di Psichiatria e Neuroscienze di Parigi (Inserm/Université Paris-Cité), il concetto non si limita al bere continuo. Chiarisce che consumare sei bicchieri in una sola notte, ad esempio, in occasione di un evento sociale, costituisce già un “binge eating” o consumo intermittente, dove ogni dose in Francia corrisponde a dieci grammi di alcol puro.
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Lo scenario in Europa è allarmante, con un quinto degli adulti che consumano eccessivamente alcol almeno una volta al mese. I ricercatori dell’Inserm, dell’Université Paris-Cité e del GHU Paris Sainte-Anne hanno raccolto dati su 3.308 studenti, dimostrando che anche il consumo abusivo raro (si verifica meno di una volta al mese) è associato a problemi di salute significativi.
Il professor Philip Gorwood sottolinea l’importanza di comprendere il rapporto dei giovani con l’alcol, poiché i problemi di alcolismo che vede quotidianamente nei pazienti di età compresa tra i 40 ei 50 anni affondano le loro radici nell’adolescenza e nella prima età adulta. Attualmente, la Francia stima che cinque milioni di cittadini abbiano problemi di alcol, di cui un milione sono dipendenti.
Le bevande alcoliche rappresentano la seconda causa principale di morte prevenibile in Francia e comprendere precocemente i meccanismi attraverso i quali questo collegamento viene stabilito è fondamentale per sviluppare strategie di intervento efficaci. Questi importanti risultati sono stati dettagliati in una pubblicazione sul Journal of Addictive Disorders.
Lo studio francese, condotto in ambiente universitario e focalizzato su giovani di età superiore ai 18 anni, ha concluso che tutti i sintomi legati all’alcol sono direttamente correlati con la gravità degli episodi di consumo eccessivo di alcol. Il professor Gorwood avverte che il binge eating episodico è in realtà uno degli indicatori dei problemi di alcol, agendo come uno stadio iniziale nello spettro dell’alcolismo.
Un consumo eccessivo aumenta il rischio di dipendenza
Per identificare i disturbi legati al consumo di alcol, i partecipanti hanno risposto a un questionario centrale sulla frequenza con cui bevevano sei o più drink in una singola occasione. Gli studenti sono stati suddivisi in quattro categorie distinte: “bevitori non incontrollati” (mai), “bevitori occasionali” (almeno una volta nella vita, ma meno di una volta al mese), “bevitori moderati” (mensilmente, ma meno di una volta alla settimana) e “bevitori frequenti” (settimanale).
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I risultati dell’indagine rivelano una disparità preoccupante: il 36,5% dei bevitori occasionali ha già un livello di consumo considerato “pericoloso per la salute”, un tasso otto volte superiore rispetto al 4,8% dei non bevitori.
Il gruppo di ricerca ha dimostrato che anche quando il consumo eccessivo di alcol è sporadico, e si verifica al massimo una volta al mese, le conseguenze sono numerose. Lo specialista ha spiegato che questi giovani, anche bevendo occasionalmente, mostrano più sintomi legati all’alcol, una maggiore dipendenza dal tabacco e un rischio maggiore di sviluppare qualsiasi tipo di dipendenza. Pertanto, anche il raro consumo di grandi quantità di alcol non è esente da impatti negativi per il consumatore.

Impatti del consumo problematico sui giovani
La situazione è ancora più critica per i giovani adulti, il cui cervello è ancora in fase di sviluppo e, quindi, sono più suscettibili agli effetti dannosi dell’alcol. Pertanto, il consumo eccessivo di bevande alcoliche tende a causare effetti cognitivi e comportamentali a lungo termine.
I pericoli connessi non devono essere sottovalutati. Il professor Philip Gorwood sottolinea che l’obiettivo principale è informare i giovani sulle conseguenze del consumo eccessivo di alcol, consentendo loro di prendere decisioni informate. Sottolinea che non è necessario essere un bevitore regolare e frequente per rientrare nelle categorie a rischio. È fondamentale che i giovani comprendano che bere più di sei drink in una sola sera, soprattutto in ambienti festosi, non è mai innocuo.
Motivazioni sociali e circolo vizioso dell’alcol
Molti giovani, anche quelli che consumano alcol con moderazione, vedono il bere come un mezzo per rafforzare i legami sociali e ottenere approvazione, ricercando il conformismo ed evitando l’esclusione. Vengono citati anche altri fattori per il consumo eccessivo, come il miglioramento dell’umore e del benessere, la riduzione dei sentimenti negativi e l’amplificazione delle emozioni positive. Tuttavia, associando continuamente grandi quantità di alcol alle interazioni sociali, i giovani possono inavvertitamente avviare un circolo vizioso che culmina nella dipendenza.
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Tra coloro che consumano alcol in modo eccessivo, la predisposizione a ricercare sensazioni intense è maggiore rispetto ai non consumatori. Il consumo eccessivo di alcol, anche sporadico, può quindi essere associato ad un aumento del rischio di sviluppare disturbi da uso di alcol, così come altre dipendenze, come il tabacco.
Per Gorwood è fondamentale intensificare la consapevolezza pubblica e applicare strategie di prevenzione focalizzate sui giovani adulti, con l’obiettivo di rafforzare il messaggio che “non esiste un consumo eccessivo di alcol innocuo”. Conclude che l’individuo dovrebbe avere il controllo su quanto beve, non sulla bevanda stessa. Quando il consumo diventa incontrollato, è un segnale che mette in discussione il proprio rapporto con l’alcol.

















