La violazione definitiva della sicurezza colpisce i chip A12 e A13 sugli iPhone XS e 11

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iPhone 11 Foto: iPhone 11 - New Africa / Shutterstock.com

I possessori di smartphone Apple prodotti qualche generazione fa si trovano ad affrontare un nuovo e definitivo allarme sulla sicurezza informatica. La società di ricerca Paradigm Shift ha scoperto una vulnerabilità critica, denominata “usbliter8”, che compromette direttamente i processori A12 e A13 Bionic. In pratica questa scoperta riguarda tutti gli utenti che utilizzano ancora le linee iPhone XS e iPhone 11 in giro per il mondo.

Somiglianze pericolose con le invasioni passate

La relazione tecnica presentata dai ricercatori dimostra che il nuovo metodo di invasione condivide caratteristiche allarmanti con il famigerato “checkm8”. Questo precedente exploit ha perseguitato l’industria tecnologica per anni, colpendo un’ampia gamma di dispositivi, dal vecchio iPhone 4S all’edizione commemorativa iPhone X. L’emergere di un altro problema fisico di questa portata riaccende il dibattito su quanto tempo i dispositivi più vecchi possano mantenere l’integrità dei dati personali.

iPhone XR
Iphone XR – Riproduzione YouTube

Il meccanismo di attacco si concentra su un punto debole presente nel controller USB integrato nei chip A12 e A13. Gli aggressori sono in grado di inviare pacchetti di dati manomessi attraverso la porta fisica del dispositivo, manipolando i marcatori interni del componente. Questo processo, che generalmente richiede che il cellulare sia collegato via cavo a un computer esterno, permette di registrare informazioni in settori ristretti di memoria e di iniettare codice dannoso nella radice del sistema operativo.

Il motivo che impedisce la creazione di un aggiornamento di salvataggio

L’incubo più grande per il team di ingegneri Apple è la posizione esatta di questa falla nella sicurezza. L’attacco avviene direttamente nella BootROM, detta anche SecureROM, che è il primo codice letto dal dispositivo non appena viene premuto il pulsante di accensione. Poiché queste istruzioni vengono scritte fisicamente nel silicio durante l’assemblaggio in fabbrica, nessun aggiornamento iOS tramite Internet può riscrivere o correggere il difetto.

Di conseguenza, i cedimenti strutturali accompagneranno i dispositivi fino alla fine della loro vita utile, richiedendo particolare attenzione per evitare che il cellulare cada nelle mani sbagliate. L’elenco degli smartphone che presentano questa vulnerabilità permanente include i seguenti modelli:

  • iPhone XS (schermo da 5,8 pollici)
  • iPhone XS Max (schermo da 6,5 ​​pollici)
  • iPhone 11 (schermo da 6,1 pollici)
  • iPhone 11 Pro (schermo da 5,8 pollici)
  • iPhone 11 Pro Max (schermo da 6,5 ​​pollici)

Le generazioni più recenti sfuggono al problema strutturale

Per il sollievo di chi possiede versioni più moderne, l’architettura del processore A14 Bionic e dei suoi successori dispone già di difese native contro questa tattica. In questi chip più recenti, il sistema che gestisce la connessione USB è stato riprogettato per reimpostare gli indicatori di stato dopo ogni ciclo di avvio. Questa semplice modifica tecnica colma il divario rimasto aperto nelle generazioni A12 e A13.

Gli esperti di Paradigm Shift hanno notato, tuttavia, che c’è una piccola differenza nella resistenza tra i due processori interessati. Il chip A13 richiede un impegno tecnico notevolmente maggiore da parte dei criminali informatici, poiché dispone di codici di autenticazione dei puntatori. Questo strumento di sicurezza può identificare i tentativi di modifica della memoria, costringendo gli hacker a effettuare manovre aggiuntive per portare a termine l’invasione.

Conseguenze dirette per la privacy degli utenti

Quando l’attacco va a buon fine, le fondamentali barriere di protezione dello smartphone si abbassano immediatamente. L’ambiente digitale ora accetta l’esecuzione di applicazioni non firmate, creando lo scenario perfetto per l’installazione silenziosa di programmi di spionaggio. È interessante notare che gli aggressori lasciano una traccia digitale identica a quella del vecchio checkm8, contrassegnando il sistema con la firma “PWND” dopo la completa compromissione.

Seguendo i protocolli etici del settore della sicurezza informatica, Paradigm Shift non ha pubblicato irresponsabilmente i dettagli della scoperta. L’azienda ha contattato in anticipo il dipartimento di sicurezza del prodotto Apple, assicurandosi che il produttore fosse a conoscenza della situazione. Le due organizzazioni hanno mantenuto una comunicazione costante per strutturare il modo migliore per allertare la comunità globale sui rischi connessi.

Maria Clara é colaboradora da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2016: Formação: Atriz.

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