Dimentica il riso: scopri come salvare il tuo smartphone bagnato secondo Apple e altri brand

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Celular no arroz Foto: Celular no arroz - Orapruek / Shutterstock.com

Far cadere il dispositivo mobile nella piscina, nel lavandino o addirittura nel WC è un incidente comune che richiede reazioni agili per evitare guasti irreversibili. Tuttavia, la maggior parte dei trucchi fatti in casa diffusi sul web non hanno dimostrato di essere efficaci. Recentemente, Apple ha rilasciato una dichiarazione ufficiale avvertendo i consumatori di non utilizzare mai chicchi di riso nel tentativo di rimuovere l’umidità dalle apparecchiature.

Questo posizionamento del colosso di Cupertino è in linea con le linee guida di altri grandi marchi del settore tecnologico, tra cui Samsung e Google, che cercano anch’essi di orientare il pubblico sugli incidenti dei liquidi. Comprendere le particolarità di ogni raccomandazione tecnica è un passo fondamentale per ripristinare il funzionamento dell’hardware senza peggiorare la condizione.

Il telefono perde acqua
Il telefono perde acqua – Jakob Berg/shutterstock.com

Le seguenti linee guida dettagliate riuniscono le migliori pratiche del settore per proteggere le apparecchiature elettroniche dopo il contatto accidentale con l’acqua.

Primi passi per salvare il tuo smartphone dopo essere caduto in acqua

Il primo passo è pulire tutta la superficie esterna dell’elettronica con un tessuto molto assorbente, come un asciugamano di spugna o una maglietta di cotone pulita. Per garantire la sicurezza del processo, eseguire le seguenti azioni:

  • Spegnere immediatamente il sistema operativo se lo schermo è ancora attivo.
  • Espelli il cassetto della scheda SIM e rimuovi il componente.
  • Se il design del modello lo consente, rimuovere il coperchio posteriore e la batteria per farli asciugare separatamente.

Nel caso dei possessori di iPhone, la cui struttura è sigillata e impedisce la rimozione delle parti interne, il produttore consiglia un approccio più delicato. La raccomandazione è quella di tenere il gadget con i connettori rivolti verso il pavimento e picchiettare leggermente la base utilizzando il palmo della mano, facilitando il drenaggio delle gocce intrappolate.

Quando si tratta di pulire le porte USB e i jack per le cuffie, i giganti differiscono. Samsung, leader nel segmento Android, consiglia l’uso attento di bastoncini di cotone flessibili per assorbire tracce di umidità. D’altronde Apple vieta espressamente l’inserimento di qualsiasi oggetto, compresi i cotton fioc, nei fori dei suoi dispositivi.

Un dettaglio cruciale emerge quando le immersioni coinvolgono sostanze diverse dall’acqua dolce, come le bevande zuccherate, il mare o le piscine trattate con cloro. In queste situazioni, il produttore sudcoreano consiglia di immergere rapidamente il telefono in un contenitore di acqua potabile prima di asciugarlo. Questo risciacquo strategico rimuove minerali e composti chimici che accelerano l’ossidazione della scheda madre.

Per la fase di evaporazione, sia l’ideatore di iOS che la linea Galaxy consigliano di posizionare l’hardware in un ambiente con un’ottima circolazione d’aria e che possa ricevere anche la brezza indiretta di un ventilatore. Google, invece, preferisce istruire i propri clienti a lasciare il dispositivo elettronico a riposo naturalmente a temperatura ambiente.

Errori fatali che distruggono il dispositivo durante l’asciugatura

Certi atteggiamenti disperati possono condannare una volta per tutte il funzionamento della macchina. Non utilizzare mai getti d’aria compressa o asciugacapelli, poiché la forza del vento e il calore estremo spingono le goccioline più in profondità nei microchip. Anche riporre l’attrezzatura nel congelatore è un grave errore; il raffreddamento mette solo in pausa il cortocircuito, che si ripeterà non appena il ghiaccio si scioglierà. Allo stesso modo sono severamente vietati fornelli, termosifoni e asciugatrici.

Un’altra regola pratica è resistere alla tentazione di premere il pulsante di accensione o collegare il cavo di alimentazione a una presa quando si sospetta umidità interna. L’unica eccezione tollerata dai brand si verifica in scenari estremamente urgenti: se il tuo modello supporta la ricarica a induzione (wireless), questa tecnologia può essere utilizzata con cautela per riattivare il sistema.

Tornando al celebre mito popolare, il produttore dell’iPhone è categorico nel vietare l’utilizzo dei granelli per assorbire i liquidi. In un documento di supporto aggiornato all’inizio dell’anno, l’azienda nordamericana ha evidenziato un forte avvertimento: “Non riporre lo smartphone in un contenitore di riso. Questa pratica permette che piccoli frammenti e polvere di cibo entrino nelle porte e causino danni irreversibili ai componenti interni”.

Il metodo scientificamente provato per l’estrazione dei liquidi

La soluzione più efficace e sicura per rimuovere l’umidità intrappolata nel telaio è utilizzare il gel di silice. Queste bustine sintetiche, ampiamente conosciute per accompagnare scarpe nuove, borse e flaconi di medicinali, hanno un elevato potere essiccante pensato proprio per questo scopo. L’ideale è acquistare confezioni di questo materiale e chiudere il telefono insieme alle sfere all’interno di un contenitore di plastica completamente sigillato.

Il periodo di attesa necessario prima di riaccendere il sistema

Stimare il momento esatto in cui la scheda sarà libera da pericoli è un compito complesso, che richiede la pazienza dell’utente per almeno 48-72 ore. Samsung va oltre e raccomanda al consumatore, anche dopo una lunga asciugatura naturale, di rivolgersi all’assistenza tecnica autorizzata per effettuare una valutazione professionale dei danni nascosti.

Comprendere le certificazioni di protezione dai liquidi presenti sul mercato

La stragrande maggioranza degli attuali smartphone premium esce dalla fabbrica con guarnizioni resistenti all’acqua, il che significa che hanno guarnizioni in grado di fermare infiltrazioni temporanee. Tuttavia, è fondamentale comprendere che nessun comune dispositivo elettronico di consumo è veramente permanentemente impermeabile.

Apple spiega che la protezione dagli schizzi è iniziata con l’iPhone 7, mentre la certificazione IP68 (Ingress Protection) è stata adottata dalla generazione XS in poi. Questa guarnizione garantisce la sopravvivenza in immersioni fino a mezz’ora, raggiungendo profondità di sei metri nelle versioni più costose. Il software Apple visualizza anche un avviso sullo schermo che blocca la ricarica se rileva acqua nel connettore Lightning o USB-C. Da parte di Samsung, la famiglia Galaxy S offre la stessa certificazione IP68, supportando immersioni fino a cinque metri.

La linea Pixel, sviluppata da Google, segue lo standard di mercato con certificazioni avanzate contro gli incidenti in acqua. Tuttavia, il colosso della ricerca tiene a sottolineare nei suoi manuali che questa barriera protettiva non è permanente. La guarnizione subisce nel corso dei mesi un naturale degrado dovuto all’uso quotidiano, a piccole gocce, all’esposizione al sole o ad eventuali manutenzioni non autorizzate che rompono la colla originale.

Carolina Costa é colaboradora da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2019. Formação: Administração

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