L’intelligenza artificiale generativa è diventata argomento di intenso dibattito nel settore dei giochi, spesso associato a interruzioni come l’aumento dei costi dell’hardware e potenziali perdite di posti di lavoro. Sebbene esistano usi pratici e comuni per la tecnologia, le elevate aspettative e talvolta la cattiva pubblicità che circonda le promesse futuristiche dei dirigenti hanno creato un ambiente di stanchezza e scetticismo.
In questo scenario, il 23 agosto 2026, l’argomento è emerso in una conversazione con Tim Willits, direttore creativo di Sabre Interactive e anche comproprietario di id Software tra il 1995 e il 2019. Durante un’intervista rilasciata alla Gamescom 2026, ha osservato gli esperimenti di Saber con l’intelligenza artificiale nei giochi futuri, incluso il recentemente annunciato *Rideshare Simulator*, e ha cercato di chiarire alcuni punti per chiarire malintesi.
Sabre Interactive, la società in cui lavora attualmente Willits, ha dovuto affrontare recenti polemiche su *Rideshare Simulator*. La società è stata criticata per aver presumibilmente ritardato la divulgazione dell’uso dell’intelligenza artificiale su Steam, essendo stata smascherata da un ex sceneggiatore che ha affermato di essere stato licenziato affinché questa implementazione avvenisse.
Dopo la controversia, il CEO di Saber, Matthew Karch, ha criticato pubblicamente lo scrittore, ma in seguito si è scusato. Willits, a sua volta, ha assicurato che la campagna principale e le missioni secondarie di *Rideshare Simulator* sono state sviluppate da sceneggiatori umani e che l’intelligenza artificiale viene utilizzata solo in una modalità di gioco opzionale, Free Ride, per generare nuove narrazioni per i passeggeri.
Willits ha spiegato che l’uso dell’intelligenza artificiale in questa modalità sperimentale mira ad espandere le possibilità di nuove storie e che è visto da Sabre come un’opportunità per l’apprendimento su piccola scala della tecnologia. Ha anche affermato che non è presente alcuna intelligenza artificiale generativa nei grandi titoli dello studio, come *Hellraiser*, *Turok* o *Stuntman*.
Nonostante la giustificazione di Willits, l’affermazione secondo cui alcune funzionalità sono “possibili solo” con l’intelligenza artificiale generativa può essere messa in discussione. Sebbene la tecnologia possa generare un flusso continuo di dialoghi, una modalità con conversazioni sufficientemente variate da evitare ripetizioni potrebbe, in teoria, essere sviluppata da sceneggiatori e doppiatori umani, anche se non in modo “infinito”.
Willits ha espresso ottimismo riguardo al futuro dell’intelligenza artificiale nei giochi, prevedendo che alcune aziende innoveranno in modo così significativo che ogni altro studio si sentirà obbligato a seguirne l’esempio. Ha metaforicamente suggerito che “qualcuno deve creare ‘AI Half-Life 2′”, un prodotto che stabilisca un nuovo paradigma rivoluzionario.
Tuttavia, prevale lo scetticismo, con la consapevolezza che se l’intelligenza artificiale generativa diventasse davvero un pilastro centrale nei videogiochi, probabilmente darebbe origine a un nuovo genere, piuttosto che cercare semplicemente di creare giochi di ruolo con infiniti personaggi non giocabili, che si tradurrebbe in esperienze superficiali e senza scopo.
Questa posizione critica si basa sull’osservazione che investimenti sostanziali nell’intelligenza artificiale e nei data center non si traducono in utilità al di là delle attività di routine. Quando la tecnologia viene messa sotto i riflettori, spesso offre voci fuori campo prive di emozioni, sceneggiature di scarsa qualità e grafica senza direzione o impatto duraturo, anche se tecnicamente competenti.
Nonostante i sospetti dell’autore dell’articolo originale sulla reale materializzazione di un “AI Half-Life 2”, Willits ha rivelato che id Software, nota per essere all’avanguardia nella tecnologia, avrebbe abbracciato l’intelligenza artificiale generativa se fosse stata disponibile a suo tempo.
“Sì! Oh, giusto. Voglio dire, guarda cosa ha fatto id Software. Nel 1999, quando abbiamo rilasciato Quake 3, richiedeva una scheda grafica, e abbiamo ricevuto molte critiche per questo. La gente diceva che avremmo rovinato il settore. Nessuno avrebbe speso $ 100 per una scheda grafica, ed è stata la cosa più stupida che qualcuno abbia mai fatto… So per certo che allora, se fosse stata disponibile, John Carmack avrebbe creato Skynet o qualcosa del genere,” Willits ha detto, facendo riferimento al sistema di intelligenza artificiale dei film *Terminator*.
Willits ha concluso ribadendo che i giochi dovrebbero parlare da soli, compreso l’esperimento con *Rideshare Simulator*. Ha incoraggiato i giocatori a dare un’occhiata al titolo al momento del lancio, consentendo all’esperienza di gioco stessa di definire se l’intelligenza artificiale generativa può davvero rivoluzionare il settore, piuttosto che fare affidamento esclusivamente sulle promesse aziendali.
