Il Grand Canyon conferma la seconda morte per l’alluvione e continua la ricerca di circa 15 dispersi

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Grand Canyon - Wirestock Creators/Shutterstock.com Foto: Grand Canyon - Wirestock Creators/Shutterstock.com

Il National Park Service degli Stati Uniti ha confermato, il 31 agosto 2026, il recupero di un secondo corpo in seguito alle inondazioni che hanno colpito il Parco Nazionale del Grand Canyon. Le squadre di soccorso restano operative per individuare eventuali altre vittime dell’improvvisa inondazione.

Il 30 agosto 2026, il servizio ha riferito che “più di 20 persone” erano ancora fuori contatto o non erano state trovate. Aggiornamenti recenti indicano che il numero delle persone scomparse era di circa 15 persone secondo l’ultimo conteggio.

Confermata la seconda vittima durante le ricerche

L’intensificazione dei lavori di soccorso è avvenuta dopo la conferma del secondo decesso legato all’alluvione. L’area del Parco Nazionale del Grand Canyon è stata gravemente colpita da piogge torrenziali il 29 agosto 2026, provocando inondazioni.

Queste inondazioni improvvise nei canyon sono particolarmente pericolose, poiché l’acqua scorre lungo strette formazioni rocciose con forza distruttiva, trasportando detriti e rendendo estremamente difficili i tentativi di salvataggio e la fuga delle vittime. La geografia del Grand Canyon, con i suoi profondi crepacci e fiumi, aumenta il rischio e la complessità delle operazioni.

Danni significativi ai sentieri e alle strutture del parco

La forza dell’acqua ha causato ingenti danni alle infrastrutture del parco, inclusi sentieri e ponti. La situazione ha portato all’evacuazione di 62 persone in elicottero fino alla mattina del 30 agosto 2026, indicando la gravità degli impatti.

La distruzione influisce direttamente sulla sicurezza e sull’accessibilità per visitatori e dipendenti, richiedendo ampi lavori di recupero prima che la normalità possa essere ristabilita in tutte le aree.

Danni critici alla rete di approvvigionamento idrico della Transcanyon Waterline

Tra i danni più preoccupanti ci sono quelli subiti dalle strutture ricettive e dal sistema di approvvigionamento idrico del parco. Il 31 agosto il National Park Service degli Stati Uniti ha pubblicato che “valutazioni preliminari indicano che circa il 40% della rete idrica Transcanyon Waterline è stata danneggiata o distrutta”.

La linea d’acqua Transcanyon è vitale per il funzionamento del Grand Canyon, poiché fornisce acqua potabile alla maggior parte dei servizi, campeggi e siti turistici in un ambiente naturalmente arido. L’interruzione della sua attività compromette la capacità del parco di accogliere i turisti e di mantenere le sue operazioni essenziali, con un impatto diretto sull’esperienza e sulla sicurezza di tutti.

Previsione di nuove piogge e allerte per la regione

C’è ancora preoccupazione per la possibilità di ulteriori rovesci e temporali il 31 agosto 2026, con un avviso di piena in vigore fino a sera. I ranger del parco hanno avvertito della possibilità di:

  • Colate di detriti
  • Caduta di massi
  • Cambiamenti nelle condizioni del sentiero e del fiume

Nonostante i rischi, il parco rimane aperto fino al 31 agosto 2026. Tuttavia, diversi campeggi, punti vendita di cibo e alcuni sentieri rimangono chiusi a causa dei danni esistenti e del rischio persistente di ulteriori piogge. Si consiglia ai visitatori di verificare le condizioni attuali e le aree riservate prima di fare qualsiasi programma.

Maria Clara é colaboradora da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2016: Formação: Atriz.

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