Le indagini su un caso che coinvolge la Vietnam-America Medical Investment Joint Stock Company e altri enti sono state ampliate, con il risultato dell’arresto di una figura di alto rango. Il Dipartimento di Polizia Investigativa, che fa parte del Ministero della Pubblica Sicurezza, ha perseguito e detenuto temporaneamente Tran Van Thuan, viceministro della Sanità, con l’accusa di aver ricevuto tangenti.
Le informazioni diffuse dal Ministero della Pubblica Sicurezza il 2 settembre indicano che l’azione è avvenuta durante l’approfondimento di una precedente indagine. Questa indagine indaga sui reati di “Violazione dei principi contabili con gravi conseguenze e contrabbando” presso la società per azioni Viet My Medical Investment e luoghi correlati. L’ulteriore decisione ha portato al procedimento giudiziario e alla detenzione provvisoria del sig. Thuan, ai sensi dell’articolo 354, comma 4, del codice penale.
Le autorità inquirenti hanno confermato che il viceministro ha accettato tangenti per ingenti somme di denaro.
Le misure procedurali contro Tran Van Thuan sono state eseguite dal Dipartimento di Polizia Economica, dopo aver ricevuto la dovuta approvazione da parte della Procura Suprema del Popolo, in conformità con le linee guida legali.
Prima dell’arresto di Thuan, la stessa indagine aveva già portato all’arresto di altri dirigenti. Tra le persone incriminate e detenute temporaneamente c’erano Bui Chan Phuong, ex presidente del consiglio di amministrazione di Viet My Company; Ha Van Nam, direttore di Viet My Company; e Tran Thi Hong Hanh, responsabile della contabilità dell’azienda. Sono stati indagati per “Contrabbando” e “Violazione di norme contabili con gravi conseguenze”.
Le indagini iniziali hanno mostrato che Bui Chan Phuong era responsabile della creazione e della gestione diretta di tre società in Vietnam: Viet My Medical Investment Joint Stock Company, Sao Kim Medical Investment Limited Company e Hoang Mai Pharmaceutical Joint Stock Company. Inoltre fondò altre otto società, cinque a Singapore e tre a Hong Kong, con l’obiettivo di formare una complessa rete di intermediazione commerciale per apparecchiature mediche e prodotti farmaceutici.
Attraverso questa struttura giuridica articolata, le persone coinvolte hanno implementato uno schema di acquisto e vendita con l’obiettivo di gonfiare artificialmente il valore delle merci prima della loro importazione in Vietnam. Tali attrezzature e prodotti farmaceutici sono stati poi venduti a prezzi elevati a ospedali e centri sanitari, generando ingenti profitti illeciti e causando ingenti perdite al bilancio statale, oltre ad aumentare i costi dei servizi sanitari per la popolazione.
Un dettaglio importante emerso è che, durante l’importazione di attrezzature mediche, gli indagati hanno utilizzato le licenze di importazione rilasciate dal Ministero della Salute per i principali articoli. Con ciò hanno rilasciato false dichiarazioni per introdurre in Vietnam altre attrezzature, sostenendo che sarebbero complementari a quelle già autorizzate, caratterizzanti le attività di contrabbando.
Attualmente, il Dipartimento di Polizia Economica resta impegnato a indagare e chiarire la portata, i ruoli individuali e le azioni criminali degli imputati e delle altre persone coinvolte. L’obiettivo è ampliare l’indagine, comprendere la natura completa del caso e garantire il pieno recupero dei beni per lo Stato.
