I prodotti suggeriti dall’intelligenza artificiale di Google sono più costosi del 21,6%, secondo lo studio

Google telefone - 24K-Production / Shutterstock.com

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Una recente indagine di Productrise, specializzata in SEO per l’e-commerce, ha rilevato che l’intelligenza artificiale di Google offriva prodotti con valori più elevati rispetto alla ricerca convenzionale. Gli articoli analizzati, se individuati utilizzando la modalità AI, erano, in media, più costosi del 21,6%.

Questa disparità di prezzo è accompagnata da un’altra osservazione importante: la modalità AI generalmente favorisce i commercianti diversi da quelli visualizzati nei soliti risultati di ricerca. Tuttavia, questa scoperta non implica che Google indirizzi intenzionalmente gli utenti verso alternative a costo più elevato, poiché l’esperimento non ha confermato questa ipotesi.

Com’è stato il confronto dei prezzi tra la modalità AI di Google e la ricerca tradizionale

L’indagine ha rivelato che le proposte in modalità intelligenza artificiale erano più costose del 49% rispetto a quelle presentate nei tradizionali elenchi di ricerca.

Dettagli trovati da Productrise nell’analisi

L’azienda ha condotto ricerche per prodotti specifici, come “accessorio per bidet in metallo” e “smerigliatrice manuale in acciaio inossidabile”, utilizzando entrambe le modalità di ricerca. È stato riscontrato che, ogni volta che lo stesso prodotto appariva sia nella ricerca standard che nella modalità AI, il valore suggerito dalla tecnologia di intelligenza artificiale era, in media, più alto del 21,6%.

C’è stato anche un cambiamento nella visibilità delle offerte. Secondo l’indagine, i risultati dell’AI Mode erano posizionati sulle pagine più in alto del 49% rispetto alla ricerca tradizionale. Questo scenario indica che i consumatori potrebbero prima vedere un’opzione di acquisto diversa da quella che apparirebbe in una ricerca comune.

Inoltre, il venditore principale indicato variava nella maggior parte degli scenari studiati.

  • I prezzi in modalità AI erano in media più alti del 21,6%;
  • Le inserzioni erano più visibili del 49%;
  • Venditori principali diversi nel 49,6% dei casi sovrapposti;
  • Solo l’1,28% dei prodotti era presente in entrambi i formati.
Google – Olexandr Panchenko / Shutterstock.com

La modalità AI di Google si rivolge a prodotti più costosi?

Non è previsto un collegamento diretto obbligatorio. Uno dei limiti fondamentali dello studio è proprio questo: sebbene abbia rivelato una differenza nei risultati, la ricerca non ha dimostrato che Google utilizzi i dati personali per indirizzare gli utenti verso prodotti a costo più elevato. La pratica della “tariffazione di sorveglianza”, che sarebbe l’utilizzo di questi dati, non è stata confermata dall’indagine.

Alla domanda sui risultati, Google ha dichiarato: “Non abbiamo verificato l’accuratezza delle affermazioni in questo rapporto, ma tutti i risultati di acquisto su Google, inclusa la modalità AI e la pagina dei risultati di ricerca, sono alimentati dallo stesso database: il nostro Shopping Graph”.

La società ha inoltre affermato che l’utente ha la possibilità di cliccare su un’offerta e confrontare i prezzi del prodotto in diversi negozi.

Restrizione significativa al confronto dei risultati

Il numero di prodotti emersi in entrambi i tipi di ricerca è stato ridotto. Solo l’1,28% degli item esaminati era presente sia nella ricerca tradizionale che in quella AI Mode per la stessa query effettuata nello stesso giorno.

In caso di coincidenza, il commerciante inizialmente visualizzato è cambiato nel 49,6% dei casi. Per Brodie Clark, consulente SEO indipendente, questa conclusione evidenzia i difetti nelle inserzioni gratuite di Shopping Graph.

Clark ha inoltre ritenuto che il valore finale potrebbe non essere il fattore più rilevante nella selezione dei prodotti suggeriti dallo strumento AI.

Chi cerca prezzi più bassi può evitare prezzi più alti

C’è un aspetto che minimizza l’effetto pratico di questa constatazione. Secondo Clark, gli utenti spesso ignorano la prima offerta della modalità AI e scelgono invece di cliccare sul rivenditore con il costo più basso.

In questo modo chi controlla i prezzi prima di effettuare un acquisto può evitare le proposte più costose che inizialmente vengono mostrate da AI Mode. La domanda centrale rimane: perché queste alternative di valore più elevato ricevono maggiore visibilità.

Beatriz: Beatriz Lima é colaboradora da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2024.