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Il Telescopio Spaziale James Webb ha identificato che la cometa interstellare 3I/ATLAS contiene grani microscopici di ghiaccio d’acqua mescolati direttamente alla polvere. È una struttura fisica diversa da quella delle comete che si formano nel Sistema Solare.

La scoperta è stata pubblicata il 2 novembre 2026 sulla rivista scientifica The Astrophysical Journal Letters ed è opera di ricercatori del Southwest Research Institute, con sede negli Stati Uniti. Gli strumenti infrarossi dell’osservatorio indicano che l’oggetto si è formato nel disco di gas e detriti di una stella giovane, durante l’infanzia della Via Lattea, prima di essere espulso nello spazio profondo da interazioni gravitazionali estreme. Il corpo era stato scoperto il 1° luglio 2025 dal telescopio di ricerca ATLAS, in Cile.

James Webb - evgeniy jamart/shutterstock.com

Perché la luce riflessa dalla cometa sorprende gli astronomi

Nelle comete del Sistema Solare, lo spettro della luce mostra tre segni di assorbimento dovuti al ghiaccio d’acqua puro. Il visitatore interstellare ne presenta soltanto uno, rilevato nella luce riflessa dalla nube di gas e detriti che avvolge il nucleo. Il telescopio ha osservato la cometa tre volte, prima e dopo il passaggio più vicino al Sole.

Le simulazioni al computer realizzate dal team spiegano il motivo di questa firma unica. I grani di ghiaccio di 3I/ATLAS sono fortemente contaminati da polvere cosmica, a differenza della purezza dei corpi ghiacciati vicini al Sole.

Cinque dati emersi dalle osservazioni del James Webb

  • Età stimata superiore a 10 miliardi di anni, più del doppio di quella del Sistema Solare.
  • Minima distanza dalla Terra raggiunta il 19 dicembre 2025.
  • Terzo oggetto proveniente da fuori del Sistema Solare registrato dagli astronomi, dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov.
  • Alta concentrazione di anidride carbonica congelata e di composti organici ricchi di carbonio.
  • Somiglianza chimica con gli oggetti transnettuniani, un gruppo di corpi ghiacciati oltre l’orbita di Nettuno.

Secondo i ricercatori, l’abbondanza di anidride carbonica indica che il materiale si è condensato nelle zone più remote e fredde della stella d’origine. Il dato si aggiunge alle osservazioni precedenti, che avevano già rilevato una forte presenza di anidride carbonica nella cometa.

Gli astronomi ipotizzano che 3I/ATLAS sia un frammento espulso dopo l’urto e la distruzione di un corpo ghiacciato molto più grande. Il modo in cui questi piccoli grani polverosi si sono uniti indica che il processo di aggregazione della materia, alla base della nascita di nuovi pianeti, segue regole fondamentali simili in diverse regioni della galassia.

Luís Henrique Costa é jornalista formado pela FMU, editor-chefe e fundador do Mix Vale, portal de notícias em atividade desde 2013. Responde pela direção editorial do veículo, que cobre Brasil e mundo em economia, benefícios sociais, esportes, tecnologia, ciência e entretenimento. Atua na área há mais de 15 anos e lidera uma equipe de cerca de 15 colaboradores.

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